Roba da far impallidire la biblioteca d'Alessandria e i monaci archivisti de "Il nome della Rosa". Mentre a Milano ci consoliamo con i nostri 20mila metri quadrati di Smau, i colleghi teutonici ci insegnano che cosa significa globalizzare l'editoria. Entrare alla Frankfurter Buchmesse significa doversi orientare tra oltre 380.000 libri, sopportare 7.000 editori provenienti da 105 nazioni, farsi spazio tra 300.000 visitatori e essere più veloci degli altri 11.000 giornalisti presenti. Ovviamente, non siamo riusciti a fare niente di tutto questo. Dopo aver girovagato per ore tra gli stand più assurdi e aver ascoltato le presentazioni più improbabili su Ebook e company, abbiamo raggiunto la sala dedicata agli espositori italiani. Un'esperienza davvero utile per capire quanto sia ancora provinciale e talvolta artigianale l'editoria di casa nostra. Accampati intorno al mega-stand Mondadori (pur sempre un piccolo ma valido fortino costruito in mezzo al resto del mondo), gli editori del belpaese hanno fatto di tutto per mettersi in mostra, nei dieci metri quadri a loro disposizione. Quella che vi raccontiamo è una cronaca locale, di casa nostra, ma girata in quello che per cinque giorni è stato l'ombelico del mondo. E' la storia di Alberto Bevilacqua che gira per gli stand fronteggiando i giornalisti in lingua tedesca, quella di Gianni Minà che non ha il coraggio di uscire dallo stand Sperling&Kupfer per paura di perdersi. A Francoforte insomma abbiamo toccato con le nostre mani che cosa sia l'editoria italiana: provinciale, in crisi, retriva. Ma pur sempre vitale. Un'unica annotazione finale: all'interno dell'ambone cartapestato di Mondadori, abbiamo trovato lo stand-girello di Einaudi Stile Libero. Chiuso dentro a chiave c'era Paolo Repetti. Finché a fianco dell'editoria italiana ci saranno personaggi come quello, anche se chiusi a chiave, poveri noi...
BEVILACQUA: "ATTENTI AGLI ACIDI INDUTTORI"
Il faccia a faccia - Il nume della narrativa italiana a Francoforte è stato indubbiamente Alberto Bevilacqua. Non capiamo cosa sia successo al rutilante scrittore parmigiano. Sappiamo solo che, dopo aver pubblicato "Come la polvere sull'erba" nel luglio 2000, Bevilacqua è impazzito. Insomma, Bevilacqua non è più Bevilacqua. E' uno scrittore all'avanguardia, che parla di acidi indotti e di generazioni allo sfascio. Che preconizza un futuro improbabile e che descrive un passato inquietante. Non l'avevamo mai ammirato. Se continuerà così, dovremo iniziare a farlo. Nel nostro faccia a faccia, ci ha raccontato cose mirabolanti, assolutamente da conoscere per sapere come funziona il mondo. Se siete fan dell'Albertone vecchia formula, non cliccate qui...
Visto da vicino - Il girone italiano della Frankfurter Buchmesse è diviso in due: da una parte stanno i "sollevati nello spirito" (quelli che non hanno Paolo Repetti dentro lo stand), dall'altra i "penitenti in aeternum" (che Repetti devono tenerselo per forza). I secondi si chiamano anche Stand Mondadori. Sfigati ma furbi, i mondadoriani hanno rinchiuso Repetti in uno stand girello da dove non può arrecare danno. Io l'ho visto da vicino: vi racconto la mia esperienza di superstite.
I complotti -Ascoltare Bevilacqua è come stare sulla riva di un fiume in piena. Un vecchio speciale di Clarence aveva già raccolto molte rivelazioni che lo scrittore parmigiano ha di nuovo rispolverato ultimamente. Il punto è: ma come farà l'Albertone a sapere in anteprima tutte queste cose? Chi gliele rivela? Se non avete ancora abbastanza o se volete proprio andare in fondo, questo è il momento giusto per farlo. Bevilacqua docet.
Un viceangelo a Francoforte
L'inviato di Clarence a Francoforte non poteva essere che Bardo. Il viceangelo intellettuale si è divertito non poco nello stuzzicare gli spettatori e nell'infastidire la giornalista di Rai Due Carmen La Sorella. Eppoi, si sa come vedono le cose gli angeli: naturalmente dall'alto...
Avete presente quante persone si riuniscono ogni anno alla Fiera del Libro di Francoforte? E quanto situazioni assurde si vengono a creare? Al di là dei libri, ecco le situazioni più assurde della kermesse pseudo-libraria.
BEVILACQUA DIXIT
Il giovane Alberto - Il giovane Holden? Un impostore. I nuovi miti dell'avantpop? Una massa di capelloni calvi. Alberto Bevilacqua presenta il suo nuovo libro e spiega le motivazioni che l'hanno portato a occuparsi del mondo giovanile. Ne esce fuori un quadro complesso e innovativo: i giovani sono pallottoni che non capiscono niente di se stessi e solo i vecchi sono in grado di sondare l'universo giovanile. Che Bevilacqua sia giovane?
Nato giovane - L'Albertone, si sa, ha passato la sua vita a scrivere. Dall'esordio di Polvere sull'erba a oggi, lo scrittore parmigiano ha prodotto pagine e pagine di romanzi e poesie che, più di una volta, sono diventati la sceneggiatura di film. Tra l'altro, non tutti sanno che Bevilacqua è un regista cinematografico e un giornalista. In fin dei conti, nessuno è perfetto. Vi raccontiamo in che modo Bevilacqua è diventato Bevilacqua.
Un po' giallo, un po' romanzo filosofico sulla gioventù e sul rapporto padre figlio, Gli anni struggenti è il nuovo libro di Alberto Bevilacqua. Uscito lo scorso 16 ottobre, il tomone sembra stia raccogliendo un discreto successo di pubblico. Protagonista è un ragazzo di nome Marco, ritratto nelle diverse fasi della sua vita. Coinvolto in una serie di intrighi familiar-sentimentali, alla fine sarà proprio lui, il ragazzino, a risolvere i problemi degli adulti.