Pensate a Pynchon. Pensate a Gaddis. Pensate a Melville. Ma prima di tutto: pensate. Benvenuti alla Disneyland del futuro prossimo, al Rumore bianco dei nostri giorni e di quelli a venire, al McDonald's della cultura in formato non tascabile. Benvenuti al parco dei divertimenti letterari di fine e inizio millennio. Benvenuti in un capolavoro. Esce da Fandango - un'ulteriore prova che la piccola editoria surclassa quella grande, almeno in Italia - l'opus magnum di David Foster Wallace. Infinite Jest è una gigantografia del nostro destino di ultracontemporanei, una fotocopia formato bristol di tutto quanto ossessiona ed esalta l'uomo ologrammatico del nostro tempo devastato. E' un oceanica allegoria dello Spettacolo, un attentato alla letteratura, un anello della catena evolutiva della tradizione umanistica in tempi antiumanistici. E, per di più, è divertente e leggibilissimo. Più di mille pagine, un endemico sciorinare finta erudizione in apparati di note maniacali, un vorticare teatrale di personaggi e controfigure che avvicina per vastità le radure sconfinate del Gravity's Rainbow di Thomas Pynchon. Infinite Jest è davvero il Moby Dick della nostra epoca e sarebbe un peccato di accidia e idiozia non comprendere che questo ragazzotto in bandana, che sverna nei fast food dell'Illinois, è una delle prodigiose reincarnazioni dello spirito della letteratura. Immaginatevi Rabelais che mangia un cheeseburger. Pensate a Victor Hugo con un cane di nome Formaggio. Questo è David Foster Wallace e Infinite Jest è il suo verbo.
Wittgenstein in forma di nonno. Viaggio folle in una crociera di massa alla Love Boat. Interviste con uomini che fanno ribbrezzo. Faticose partite a tennis culminate con l'abbattersi di un tornado sull'Illinois. Tutto questo è David Foster Wallace. Noi ve l'avevamo detto. Cliccate e trovate quanto, appunto, vi avevamo detto di lui: recensioni, bio, biblio e intervista.
Il gesto infinito - Terroristi canadesi in sedia a rotelle. Ex tossici che spediscono foto a gente che usa lo spazzolino da denti per pulirsi il sedere. Un grande regista che si suicida infilandosi la testa in un forno a microonde. Un'accademia di tennis molto particolare. Scorci e protagonisti del fluviale romanzo di DFW...
"ANNO DI GLAD" - "Siedo in un ufficio, circondato da teste a corpi. La mia postura segue consciamente la forma della sedia. Sono in una stanza fredda nel reparto Amministrazione dell'Università, dei Remington sono appesi alle pareti rivestite di legno, i doppi vetri ci proteggono dal caldo novembrino a ci isolano dai rumori Amministrativi..."
Un'intervista in Flash a David Foster Wallace, che parla della moda, del tennis, di Infinite Jest. E' necessario avere il plug-in Flash o ShockWave (se non l'avete, potete scaricarlo da qui). Cliccate sulle icone rotonde: apparirà il testo della domanda, a cui DFW risponde in audio streaming.
Sconvolto da Foster Wallace - Jay McInerney è uno degli autori di punta della penultima generazione di talenti americani. Con Bret Easton Ellis ha segnato la storia della letteratura a stelle e strisce durante gli anni Ottanta. Ecco cosa McInerney pensa di "Infinite Jest".
Postmoderno e oltre - Su "Effe" Sandro Modeo, l'intellettuale italiano che più acutamente legge la Nuova Letteratura avantpop, afferma che Foster Wallace continua una linea della tradizione narrativa Usa, da Gaddis a Pynchon fino a un esplosivo "oltre".