L'anno scorso toccò a Giulio Mozzi, con il suo improbabile poemone Il culto dei morti nell'Italia contemporanea. Se un narrattore italiano - in particolare un narratore giovane - osa entrare nel sacrario della tradizione letteraria più esclusiva d'Italia - quella poetica -, si scatenano reazioni scomposte. Fummo della schiera dei detrattori di Mozzi: lo accusammo di imperizia metrica e di improbabilità dell'operazione. Però va dato a Mozzi che un sasso nello stagno dell'italica poesia l'aveva tirato. Ora immaginiamo lo scandalo dei "poeti di professione" all'uscita, nella prestigiosa collana bianca Einaudi di questo spiazzante Nelle galassie oggi come oggi (covers) a firma di Raul Montanari, Aldo Nove e Tiziano Scarpa: tre dei migliori prosatori italiani contemporanei si sono messi a scrivere in versi e lo hanno fatto prendendo spunto, per ogni poesia, dalle canzoni dei Massive Attack, dei Kraftwerk, dei Genesis, di Lou Reed, dei Nirvana e così via. E' un'operazione talmente scriteriata per la poesia italiana che solleverà un coro (un coro che, tranquilli, nessuno sentirà) di disapprovazione e pianti di prefiche: dopo Nove e Scarpa e Montanari la poesia sarà morta. Garantito. Secondo noi, invece, no. L'operazione dei tre ex pulp (ci scusino l'abominevole ex definizione) è interessante da più punti: almeno la metà delle poesie presenti in Nelle galassie sono autentiche poesie; i tre si sono affacciati con una disinibizione totale alla paralisi che la tradizione poetica ha indotto ai fragili e filologici caratteri dei professional poets di cui sopra; l'idea delle cover è semplicemente geniale e riattualizza la questione fondamentale della poesia contemporanea - il rapporto col presente, con la leggibilità, con una verità che possa essere sentita. Non abbiate paura: non parleremo di poesia noiosa e difficile. Il tentativo di Montanari, Nove e Scarpa è proprio questo: una poesia diretta allo stomaco con strumenti in cui ci si può riconoscere profondamente. Qui a Clarence si è aperto il dibattito: c'è chi è a favore del tentativo dei tre scrittori (il Genna) e chi proprio non lo è (Padre Porro). Apriamo la discussione...
Parla uno dei tre poetae novi, rispondendo all'assalto che la critica poetica, probabilmente, riserverà all'operazione einaudiana di cui è protagonista lo stesso Scarpa insieme ad Aldo Nove e Raul Montanari. Tiziano Scarpa a 360°: dalle cover musicali alla tradizione poetica, dalla gioia di scrivere alla fatica di pubblicare... [ CONTINUA ]
GLI AUTORI
TIZIANO SCARPA
Tiziano Scarpa è nato a Venezia nel 1963. Vive a Milano, dove lavora (con sortite frequenti a Torino). Presso Einaudi ha pubblicato il romanzo Occhi sulla graticola (1996), la raccolta di racconti Amore® (1998) e quella di interventi critici Che cos'è questo fracasso? (2000). Da Feltrinelli ha pubblicato la guida Venezia è un pesce.
ALDO NOVE
Aldo Nove è nato nel 1967 a Viggiù, al confine con la Svizzera. Il suo primo libro Woobinda è stato pubblicato nel '96 da Castelvecchi. Un suo racconto è apparso nell'antologia Gioventù cannibale. In "Stile libero" sono apparsi Puerto Plata Market ('97), Super woobinda ('98), e Amore mio infinito (2000).
RAUL MONTANARI
Raul Montanari è nato a Bergamo nel 1959. Fra i suoi libri, i romanzi La perfezione (Feltrinelli) e Dio ti sta sognando (marcos y marcos), e la raccolta di racconti Un bacio al mondo (Rizzoli). Scrive anche per il cinema e il teatro. La raccolta di poesie Nella galassia oggi come oggi è la sua prima prova poetica.
PROMOSSO
By il Genna - Scarpa Nove & Montanari ci immergono in un amnio che è indistinguibile dal mondo stesso. Infatti si porrà un problema centrale su questo libro: è letteratura? Non è letteratura? A me sembra che queste categorie siano ormai viete. Sono altri i piani su cui ragionare (il ritmo, la struttura, il libro come unità). Posso soltanto dire che buona parte di questo libro ha pagine di poesia importanti e sapienti.
By Padre Porro - Non ce l'abbiamo solo col trio Scarpa-Nove-Montanari che, pubblicando le loro cover da Einaudi, hanno soltanto illuminato la parte iniziale del baratro in cui stanno scadendo i versi italiani. Però, in fin dei conti, questi tre del tutto innocenti non sono. Riprendere i testi di famose canzoni contemporanee e riscriverle sotto forma di cover non è una coraggiosa operazione avantpop.
Le cover dei Kraftwerk - Furono un mito generazionale ed evidentemente continuano a esserlo, visto che le ultime tendenze della techno li stanno rilanciando alla grande e il gruppo non ha mai smesso di godere di fama anche nei peggiori momenti. Si può dire che, con tre cover, i Kraftwerk sono i protagonisti del libro di Scarpa, Nove e Montanari...
Tiziano Scarpa legge una poesia vampiresca con voce da Nosferatu e con colonna sonora adeguata. Da "Bela Lugosi's dead" dei Bauhaus, Scarpa intona con voce spaventosa la sua cover, "Canto del poeta assetato di vita": una forma giocosa di massimalismo per una performance da brivido...
E' un talento scatenato e il suo ultimo romanzo ha esaltato Società delle Menti. Così, all'uscita di "Amore mio infinito", abbiamo dedicato uno speciale che si è bellamente fottuto delle critiche tiepidine che i giornalisti culturali hanno riservato ad Aldo Nove. Per chi se lo fosse perso, vale la pena farci un salto.