I critici più miopi avevano pensato che la pubblicazione di Meteo, esile libretto edito da Donzelli, avesse il significato di una diversione minimale dal percorso poetico di Andrea Zanzotto. I critici miopi sbagliavano. Non è stata data sufficiente importanza a quel libretto perfettissimo che preludeva all'esplosione dell'ultramaturità del poeta di Pieve di Soligo. Qualcosa era in moto: una convessione dell'intera poesia di Zanzotto, che andava frantumandosi e ricomponendosi con tratti di autentico nirvana ottico in uno sguardo che include il mondo, i suoi sottomondi e i plausibili e iperfisici sovramondi. Non si trattava di un addio alla vita per mezzo delle ragioni più disincantate e violente della vita, come era capitato per il Composita solvantur di Franco Fortini. Da Meteo Zanzotto partiva per rifare, nuovamente e con modi assai distanti, la trilogia con cui aveva segnato la fine del secolo scorso (si trattava de Il galateo in bosco, Fosfeni e Idioma). Con Sovrimpressioni, questo movimento di metabolismo di ciò che è stato (uno dei motivi centrali della poetica zanzottiana) si lega e si contamina, sovrapponendosi appunto, con i topinambur di Meteo, ripescando figure mitologiche della precedente produzione poetica, come la Maestra Morchet o il Nino. Del resto, lo afferma lo stesso Zanzotto nella nota finale del libro: "Continua, in questa raccolta, la linea avviata con Meteo. [...] Il titolo Sovrimpressioni va letto in relazione al ritorno di ricordi e tracce scritturali e, insieme, a sensi di soffocamento, di minaccia e forse di invasività da tatuaggio". Una sorta di sconfessione delle etichette critiche che hanno appiccicato addosso a un poeta troppo universale perché una definizione possa contenerlo esaustivamente...
Un nuovo inizio - Alla critica miope che riteneva che "Meteo" fosse il libro di congedo di Zanzotto, il grande poeta risponde: "Continuo a vomitare quanto emerge da dentro". Un'intervista splendida a 360° con l'intellettuale più vitale e profondo d'Italia: che è reattivo, aggressivo e si rivela anche inaspettatamente metafisico... [ CONTINUA ]
IL LIBRO
Sovrimpressioni - Con il suo ultimo capolavoro, "Sovrimpressioni", per sua esplicita ammissione, Zanzotto riprende la linea avviata con "Meteo": glomeruli e nuclei che, in deriva poetica, tendono a compattarsi, a connettersi, quasi un processo di mitosi cellulare in corso...
Le poesie - "Ligonàs" è un formidabile trittico che rappresenta una delle composizioni più intense e rivelative dell'intero nuovo libro di Andrea Zanzotto. Una forza cosmogonica che contamina parola, emozione, psiche: è uno dei capolavori poetici di questo inizio secolo.
Un video con dichiarazioni di poetica e lettura di storici componimenti. Due mp3 che irradiano la splendida lettura di due poesie da Meteo. Andrea Zanzotto diventa un poeta multimedia per la Rete...
Videostreaming | Altri papaveri MP3 | Dintorni natalizi MP3
Nato a Pieve di Soligo nel 1921 e laureatosi in lettere all'università di Padova nel 1942, Andrea Zanzotto è unanimemente considerato dalla critica come uno dei più importanti poeti del secondo Novecento. Nelle sue prime opere, Dietro il paesaggio (Mondadori, 1951), Elegia ed altri versi (La Meridiana Milano, 1954), Vocativo( Mondadori, 1957), Zanzotto ritorna con continua passione sui fiumi, sui boschi, sui cieli, sulle stagioni dell'amata campagna veneta... [ CONTINUA ]