Escono tutte le poesie del maggiore poeta italiano contemporaneo dell'era dopo-Zanzotto. I libri di Maurizio Cucchi - dal folgorante esordio de Il disperso (1976) al recente L'ultimo viaggio di Glenn (2000) - hanno influenzato in maniera determinante le ultime generazioni di lettori di poesia. Il percorso letterario di Cucchi è composito, complesso, molto strutturato. Eppure quella di Maurizio Cucchi è la voce più toccante, tremula ed emotivamente potente dell'intero panorama poetica italiano. Mentre i padri nobili della poesia anni Settanta avvicinavano Il disperso a Céline, l'ultimo, fulminante esito della produzione in versi del poeta milanese, il poemetto Rutebeuf, è un testo lungo composto per frammenti, un'allegoria drammatica che segna il vertice della nuova letteratura italiana e che francamente non ha nulla da invidiare alle operazioni di disseppellimento della forma e della radice del senso compiute in lingua inglese dal premio Nobel Seamus Heaney. Anzi: la maturità della poesia di Cucchi proietta la lingua italiana (e la sua tradizione altoletteraria) ben al di là dei risultati a cui si sta affacciando la poesia anglosassone. Rutebeuf addensa in sé una straordinaria potenza di immagini, associata a una forza precisa e incisiva, scabra ed emozionante, che il dettato poetico raggiunge come estremo atto di testimonianza di fronte allo spettro completo delle modalità esistenziali. Un itinerario epico e lirico ormai entrato nelle antologie scolastiche ci viene restituito, intatto e forse ancor più significativo, da questo piccolo, ma densissimo, Oscar Mondadori.
Dal Disperso al libro più recente, L'ultimo viaggio di Glenn, l'itinerario poetico del massimo autore italiano contemporaneo dopo Zanzotto. Dala folgorante epica degli esordi, fino al risultato splendido del poemetto Rutebeuf, un'interpretazione in tre tappe di una vicenda poetica già catalogata nella nostra storia della letteratura e celebrata dalle nuove generazioni di lettori.
Su un inedito - Valerio Magrelli, uno degli intellettuali e poeti più importanti della scena italiana, commenta su Telèma un inedito di Maurizio Cucchi, la poesia Icone, e traccia un profilo esauriente dello scrittore milanese: la "meccanica dolcissima" contro l'aggressività divoratrice della tecnica.
Su Maurizio Cucchi - Alba Donati, critico letterario e poetessa, è l'autrice della splendida postfazione alle poesie complete pubblicate da Cucchi negli Oscar Mondadori. Pubblichiamo uno stralcio dallo scritto di Alba Donati, forse il miglior atto critico mai steso sulla poesia di Cucchi.
Il protagonista della scena più recente della poesia italiana è nato a Milano, nel 1945. La città di origine è uno dei luoghi topici della poesia di Maurizio Cucchi, intride di sé e dei propri scorci attuali o scomparsi i versi del Disperso, fino al reperimento finale delle ultime tracce di memoria nello splendido poemetto Rutebeuf...