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  STEFANO DAL BIANCO
Ritorno a Planaval - di STEFANO DAL BIANCOPer incapacità interna della comunità poetica italiana, per mediocrità di resa formale e di innovazione metrica e strutturale, per incompetenza, per mancanza di passione e di necessità di scrittura, per un tappo generazionale, per logiche minimali di mafietta editoriale: per tutti questi motivi, la poesia contemporanea, in Italia, sembrava morta da vent'anni. I cosiddetti "giovani poeti", grazie alle sciagure e al silenzio criminale degli anni Ottanta e Novanta, hanno ora quarant'anni o più (cinquanta, nel caso di Umberto Fiori, per esempio). Una scellerata revoca di responsabilità collettiva permette che i premi, vecchio armamentario della società letteraria, vengano conferiti a ottantenni in stato confusionale (il Bagutta a Orelli è l'ultima chicca), anziché garantire e preservare chi si sta sobbarcando il peso di trascinare la tradizione verso le acque incognite del nostro futuro. Uno che da anni, questo peso, se lo sobbarca con rigore e sapienza, è Stefano Dal Bianco [nella foto di Roberto Dal Bianco, a sin.] , che esordisce nella grande editoria poetica con un libro formidabile, Ritorno a Planaval, un evento poetico di portata storica come non si ravvisava dai tempi del clamoroso esordio di Valerio Magrelli (sono passati, per l'appunto, più di vent'anni). Stefano dal BiancoCon un'operazione apparentemente antideologica, mediante una lingua anodina e piana (sempre in apparenza), Dal Bianco ricostruisce l'eterna vicenda poetica del Canzoniere, una delle categorie liriche (ma non solo) e strutturali più potenti della tradizione poetica italiana. I passi discreti ma ficcanti, apparentemente sussurati e invece nitidissimi e penetranti, dell'avventura esistenziale di Dal Bianco (e delle figure che entrano nel cerchio magnetico della sua vita) possono sembrare concentrare il vuoto psichico di chi pensa che la forma dissolva la cosa: invece è il contrario, il silenzio mette in risalto i reperti post-spettacolari di un'autenticità ormai perduta ma sempre recuperabile. È la reazione umanista al mondo disumano che ci assedia con pervicace volontà di sterminio: lo sforzo da fare è ascoltare il ritmo, la fisionomia, tastare il profilo di un autore che tenta, una volta di più, di avvicinare il cuore nudo che si cela dietro la marea montante di rumori indistinti e forme impazzite provenienti dal cosiddetto reale, ripristinando la fruibilità di ciò che fa da fondamento a ogni soggetto umano: un sentire vuoto, un pensare vuoto, che in altri tempi fu (e questo potrebbe risultare sorprendente per lo stesso Dal Bianco) il nucleo più profondo del segreto alchemico.

  Stefano Dal Bianco - Ritorno a Planaval - Mondadori - 18.000 lire

  IL LIBRO
Ritorno a PlanavalRitorno a Planaval - La novità, la riuscita, la pienezza della proposta poetica che sprigiona dal libro di Stefano Dal Bianco, canzoniere contemporaneo che tenta di dare nuovamente forma all'uomo nel nostro sovraffollato presente...
  POESIE
Le poesiePoesie - Fiori, animali, case, paesaggi, memorie, cose e uomini: da "Ritorno a Planaval", alcune poesie di Stefano Dal Bianco. Versi nitidi, narrativi e perfetti, che scolpiscono nudità e tornano a significare, a dare una fisionomia alle parole dell'uomo...

  INTERVISTA A STEFANO DAL BIANCO
STEFANO DAL BIANCOLe strutture, i versi, la consapevolezza critica. La poetica e il rischio di fraintendere il rapporto tra letteratura e vita. Le letture storiche e uno sguardo sul panorama contemporaneo. L'impegno a cui si espone chi interpreta il gesto formale come fondamento del rapporto tra vita e letteratura. Intervista al poeta di "Ritorno a Planaval", per parlare del libro, della scrittura, dei suoi complessi rapporti col reale spacciato come tale dal nostro dissennato presente.

  CUCCHI: "PROSA E LIRICA"
Maurizio CucchiMaurizio Cucchi, nella rubrica di poesia che tiene per Lo Specchio de La Stampa, ha recensito il 21 novembre l'uscita di "Ritorno a Planaval", il libro di poesia di Stefano Dal Bianco. Riportiamo integralmente l'intervento di Maurizio Cucchi, al quale Società delle Menti ha in precedenza dedicato un ampio speciale.    [ CONTINUA ]

STEFANO DAL BIANCOUna delle maggiori promesse della poesia contemporanea italiana, Stefano Dal Bianco è nato a Padova nel 1961. Poeta e critico, ha curato l'indimenticabile Meridiano dedicato all'opera di Andrea Zanzotto (sulla quale, peraltro, si è laureato sotto la docenza di Piervincenzo Mengaldo), insieme a Gianmario Villalta. Prima di "Ritorno a Planaval", aveva pubblicato presso Crocetti "La bella mano" e nei Quaderni di Guerini la silloge "Stanze del gusto cattivo"...

  di G. Genna
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   data: 15 giu 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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