Clarence - Cultura e Spettacolo
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IL FRONTE OCCIDENTALE
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  LA RABBIA E L'ORGOGLIO. DEGLI SCRITTORI...
Scrivere sul fronte occidentaleLe Torri erano crollate da poco più di un mese e la macchina della Fiction masticava cervelli a un ritmo impressionante, nutrendosi del dolore e dell'orrore di uomini morti o morenti, ovunque nel mondo, prima e dopo quell'11 settembre che - così raccontava la Fiction - non era soltanto newyorkese, ma occidentale tout court. Sul fronte occidentale, gli intellettuali stridevano strozzati, ripetendo il monologo della Fiction, che rappresentava a uso e consumo del pianeta sviluppato una guerra agli infedeli contro un'altra guerra agli infedeli. Il 24 novembre 2001, a Milano, romanzieri poeti saggisti critici traduttori e autori teatrali si sono ritrovati per fare il punto e, approfittando del punto, fare scoppiare le vesciche, vomitare l'indignazione, la rabbia, lo schifo che si prova a militare sul fronte occidentale. Da vent'anni circa la società letteraria italiana è inesistente, vile, impantanata in secche accademiche, editoriali e giornalistiche. Il convegno Scrivere sul fronte occidentale ha voluto essere - ed è stato - una risposta forte da parte di una comunità che non ci sta a venire cancellata da gerarchie falsificate e falsificanti. http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/index.cfm?Q_TITOLO=fahrenheitCome accadeva in anni sospetti, quando ancora gli intellettuali erano temuti e/o ascoltati, dal convegno è nato un libro, rappresentante cartaceo, se non di un movimento o di un gruppo, certamente di una sensibilità e di un'ambizione - quella di parlare dal mondo, del mondo, nel mondo. Ambizione che può figliare errori e scompostezze, ma che al momento sembra essere l'unica forza in grado di crepare una congiura del silenzio e dell'idiozia che la nostra società culturale sta secernendo da anni in perfetta nonchalance. Va dato merito agli scrittori del Fronte occidentale di avere saputo "prendere dentro tutto" (secondo l'espressione di Moresco): non soltanto la sociologia e l'esercizio di analisi sull'immediato, ma anche impegno, collaudo di nuovi protocolli interpretativi,L'attacco alle Torri sortite barbariche nel campo della teoria letteraria, semiologia disinibita - e soprattutto profondità, cioè spreco di sé. Questa vox in deserto clamans risulta irritante ai padiglioni auricolari imbottiti da sempre del cerume pavido di chi desidera essere sordo al mondo. Infatti, da subito, paracritici paragiornalisti di paratestate paraculturali (per esempio, Di Mauro su Alias, inserto del Manifesto) si sono presi la briga di stroncare e fare le pulci a un volume che, in qualche modo, siamo certi che resterà quale evento di rottura interno al campo magnetico dell'intelligenza italiana. Si comincerà a osservare e a riferire anche a questo evento i prossimi libri di due dei partecipanti intervenuti: Carla Benedetti col suo Il tradimento dei critici (in uscita per Bollati Boringhieri e del quale ci occuperemo prossimamente) e Antonio Moresco con L'invasione (che verrà pubblicato a settembre da Rizzoli). Lo sviluppo dei cattivi germogli, che il Fronte occidentale ha visto sbocciare in conversazioni pubbliche e private, frutterà in qualche modo. Per esempio il 5 giugno a Roma, alle ore 10.30 presso Rialto Santambrogio (via S. Ambrogio 4), Antonio Moresco, Dario Voltolini, Carla Benedetti ne discuteranno con registi e uomini di cultura. Il fronte occidentale è destinato ad allargarsi: su carta, in libreria, in Rete e all'estero. Per dimostrare che gli scrittori italiani ne hanno le palle piene di sperequazioni planetarie e di ignominie rusticane. I padri ignobili che hanno accudito il Belpaese in questi ultimi sciagurati vent'anni hanno da tremare.

Compralo su BOLScrivere sul fronte occidentale - Feltrinelli, 13.50 euro

  GLI SCRITTORI SUL FRONTE OCCIDENTALE
Antonio MorescoANTONIO MORESCO
L'occhio del ciclone - "Da una parte e dall’altra tutti agitano simboli, schemi. I grattacieli abbattuti, pieni di povera carne umana macellata, sono ridotti solo a simboli della potenza del potere imperiale oggi dominante. Gli sciagurati che li hanno abbattuti sacrificando la propria vita sono invece simboli della parte del mondo impoverita, affamata e tenuta sotto tallone. E poi ci sono quelli che hanno letto tutto all’interno di altri simboli: religiosi, estetici, mitologici... La vita non conta, da una parte e dall’altra, viene giocata solo rispetto alla sua funzione e alla sua posizione all’interno di uno schema simbolico. All’indomani del massacro delle Torri quasi tutti hanno badato a come tenere in piedi il proprio schema simbolico attraversato da parte a parte da questo sfracello. Tra chi dava fiato alle trombe retoriche e bellicistiche per coprire ben altre realtà e chi esprimeva al paese colpito solidarietà obtorto collo e tra mille penosi distinguo in attesa di riprendere la propria vuota retorica vedo un parallelismo e un gioco delle parti che mi fa orrore". [ CONTINUA ]
DARIO VOLTOLINIDARIO VOLTOLINI
"Io, e altri, sento e sentiamo delle chiusure, delle pressioni, delle dinamiche bloccate, nei discorsi che ascoltiamo, nelle riflessioni che vengono fatte, a qualunque livello, da qualunque parte giungano. Con più chiarezza le vediamo in questo momento in cui le cose che ci capitano quotidianamente sono di portata, di levatura tale da contraddire alcune delle ipotesi su che cosa il mondo era, che cosa il mondo era diventato, valide, per così dire, fino a prima dell'attentato terroristico dell'undici settembre. Io non credo (non lo credevo prima e non lo credo ora) che fosse valida quella visione del mondo, in qualche modo strutturata, composta, ormai stabilita e stabilizzata". [ CONTINUA ]
CARLA BENEDETTICARLA BENEDETTI
"Quello che a me ripugna di più è questa Letteratura Istituita, praticata e letta come una sfera funzionale della società differenziata. La chiesa per pregare, il tribunale per la giustizia, le urne per il voto democratico, i villaggi turistici per rilassarsi. Così la letteratura. Anch'essa con una sua specialità, cioè produrre valore estetico. Una macchina pensata per fare bene certe cose e solo quelle: suscitare interpretazioni, giudizi di valore, dispute del gusto, riempire storie letterarie, mappe, canoni. Non è forse questo che la rende inerte, e qindi morta? Tutto ben separato e delimitato. Che la sfera del bello non si confonda con quella del giusto o del vero!..." [ CONTINUA ]
TIZIANO SCARPATIZIANO SCARPA
"Autorevoli colleghi, noi non rappresentiamo nessuno! Gli scrittori non rappresentano nessuno. In questo, rappresentano il vertice della rappresentatività: noi rappresentiamo la non-rappresentatività, rappresentiamo quel singolo che nella comunità ha il compito di rappresentare soltanto sé stesso. Siamo un'istanza di singolarità intensificata. Il nostro mestiere è scrivere a chiare lettere, subito, fin dalla copertina, che cosa? Il nostro nome e cognome! Così ci conficchiamo inesorabilmente nella nostra misera singolarità. Non rappresentiamo nessuno se non noi stessi". [ CONTINUA ]
GIULIO MOZZIGIULIO MOZZI
"Credo che la letteratura serva a parlare della verità. Dico questo perché lo so, che la guerra fa un uso scriteriato della verità. Le due parti dicono: "Noi siamo buoni", "Noi siamo nella verità". Così che chiunque pronunci la parola verità, oggi come oggi, passa per un nemico o per un guerrafondaio (secondo i punti di vista).Insisto: la letteratura serve a parlare della verità. Non ha competenza esclusiva sulla verità. Non ha pretese sulla verità. Non si dà lo scopo di determinare la verità. Semplicemente ne parla: come due persone che fanno conversazione, una terza arriva, e dopo i saluti le si dice: "Stavamo parlando della verità". [ CONTINUA ]
P.SANDRO PALLAVICINIP.SANDRO PALLAVICINI
"Uno dei concetti su cui ci siamo trovati d'accordo ridiscutendo il progetto di questa giornata dopo gli attentati, è stato quello di "collasso della fiction" L'idea nascente e lo statement credo che siano di Tiziano Scarpa. Io questo concetto, semplificandolo e piegandolo un po' alla curvatura del mio ragionare, lo ridirei così: dopo l'enormità della catastrofe, la "finzione", la trama, la concatenazione di eventi di fantasia atti ad assicurarsi occhi e anima del lettore, non bastano più". [ CONTINUA ]
MAROSIA CASTALDIMAROSIA CASTALDI
"Quando sono state colpite le Twin Towers, non sono solo morte migliaia di persone, non è stato solo colpito al cuore il simbolo dell'impero economico dell'Occidente, è stato colpito uno dei simboli che stanno alla base della civiltà occidentale: la Torre di Babele. Da quando cadde quella prima torre noi siamo figli dell'esilio e della colpa. Per questo abbiamo una bocca enorme onnivora insaziabile come la bocca di Molly Bloom che divora cioccolatini e trasuda sesso nell'Ulisse di Joyce". [ CONTINUA ]
HELENA JANECZEKHELENA JANECZEK
"Per me le cose più belle sull'undici settembre le hanno scritte degli scrittori: John le Carré, Don de Lillo, Antonio Moresco. Non tutti gli scrittori (non ho cercato di seguire tutto quello che hanno detto o scritto gli scrittori in genere), ma questi tre che elencati così sembrano capre e cavoli..." [ CONTINUA ]
CHRISTIAN RAIMOCHRISTIAN RAIMO
"Mi sono anche letto avidamente gli articoli degli scrittori che stimo, le migliori penne di quell'America-colpita-al-cuore, gente di cui si sentirà parlare fra duecento anni, i più penetranti scrittori newyorkesi: ma niente, nessuno riusciva a essere particolarmente acuto". [ CONTINUA ]
GIULIANO MESAGIULIANO MESA
"I poteri - economici, sociali e politici - soprattutto negli ultimi dieci anni, durante e dopo la guerra del Golfo, hanno cominciato ad affermare il loro dominio, e ad imporlo, non più soltanto, o soprattutto, attraverso le "tecniche" ben note, consuete, dell'occultamento e della falsificazione. Queste "tecniche" erano anche, propriamente, forme linguistico-ideologiche..." [ CONTINUA ]
IVANO FERRARI

da I DIECI GIORNI
CHE NON SCONVOLSERO UN CAZZO

10 Settembre
Ritornerò a essere più nulla di raccontabile?
"L'occhio di Calvino" l'alluminio dei TABU
un Adelphi, lo zippo di ghiaccio
sullo stesso tavolo 'la morte e l'Occidente".
Sciabordate.
GIUSEPPE GENNAGIUSEPPE GENNA
"Che cosa significa scrivere, oggi? Ho un'idea molto precisa e personale della questione, ma non è il caso di affrontarla qui. Vorrei piuttosto precisare che cosa ritengo sia non scrivere oggi. Non scrivere, oggidì, significa essere più scrittori degli scrittori. Il fatto letterario è divenuto un fatto: non è più soltanto letterario, è di dominio anche extraletterario". [ CONTINUA ]
MARCO DRAGOMARCO DRAGO
"Gli Informatori informano che il romanzo è morto, che lo scrittore non esiste più come figura intellettuale, operano selezioni con le quali scremare il numero di scrittori presentabile al pubblico degli Informati, fino ad arrivare al nulla assoluto: lo scrittore che fa il gioco degli Informatori, quello che non mette in crisi lo status quo. Visto che sono uno scrittore, io mi sento chiamato in causa". [ CONTINUA ]
PAOLO NORIPAOLO NORI
"A me sembra che stabilire una relazione tra la letteratura occidentale e le azioni del governo statunitense o dei cosiddetti terroristi islamici sia come pretendere di legare il proprio regime alimentare all'indipendenza dalla legge di gravità di un oggetto come faceva Filonov. Che magari un legame c'è, però io faccio fatica a vederlo". [ CONTINUA ]
RAUL MONTANARIRAUL MONTANARI
"La strage delle Twin Towers, con tutto ciò che è seguito, può essere descritta come uno scatto in avanti da parte della realtà. La realtà si è presa un vantaggio sul resto del gruppo, ha cambiato rapporto ed è scappata via, in fuga. Questa sua accelerazione consente, anzi addirittura stimola, analoghe accelerazioni da parte della fiction". [ CONTINUA ]
MAURO COVACICHMAURO COVACICH
"Lo sbalordimento, innanzitutto volevo essere nell'origine dello sbalordimento. Per la prima volta volevo che il mio stato d'animo - che immagino piuttosto diffuso, diciamo pure unanimemente diffuso - si accordasse con il luogo da cui proveniva, al punto da entrarci, da esserne parte. Non ero soltanto sbalordito, non ero sbalordito per una cosa soltanto". [ CONTINUA ]
GIANMARIO VILLALTAGIANMARIO VILLALTA
"L'esperienza attuale della geografia, delle distanze, della comunicazione, della mobilità delle persone, dei comportamenti sociali e delle lingue è questa: la periferia - è vero - resta periferia, le identità nazionali restano tali, le lingue restano individuabili... ma questi elementi dell'identità sono sottoposti a una velocissima e massiccia deterritorializzazione..." [ CONTINUA ]

  TUTTI GLI AUTORI E GLI INTERVENTI
Ecco l'elenco completo degli autori e degli interventi che Feltrinelli ha pubblicato in Scrivere sul fronte occidentale:
Lettera (Antonio Moresco); - Inizio dei lavori (Dario Voltolini); - Il pieno (Carla Benedetti); - Circolare segretissima da diffondere di nascosto fra gli autori italiani di finzione (Tiziano Scarpa); - L'occhio del ciclone (Antonio Moresco); - Romanzi polimaterici, anzi: eterocellulari (Piersandro Pallavicini); - Disturbare l'universo (Marco Drago); - Poco acuto, così poco acuto (Christian Raimo); - L'orecchio immerso (Mauro Covacic); - Due cose per dire che non cambierà niente (anzi è già tutto di nuovo come prima) (Raul Montanari); - L'insaziabilità (Marosia Castaldi); - I dieci giorni che non sconvolsero un cazzo (Ivano Ferrari); - Nostalgia del simbolico (Antonio Piotti); - Il Ground Zero del godimento (Marco Senaldi); - "Dire il vero". Appunti (Giuliano Mesa); - Il quadro (Paolo Nori); - Il grande spot (Andrea Bajani); - Scrivere sul fronte occidentale: scrivere sulla fronte occidentale (Giuseppe Genna); - Ma le nostre parole saranno scritte invano? (Giorgio Mascitelli); - Undici pensieri dopo l'11 settembre (Marina Mander); - L'estraneità e la festa (Andrea Inglese); - Mostrare le sbarre (Teatro Aperto: Federica Fracassi e Renzo Martinelli); - Parlare della verità (Giulio Mozzi); - Per interposte persone. I tessitori (Donata Feroldi); - Dalla mia postazione alla periferia dell'impero (Gian Mario Villalta); - Esplodersi. Lettera ad Antonio Moresco (Federico Nobili); - Una gonna per l'11 settembre (Helena Janeczek)

In Rete:
Il libro su Feltrinelli.it

  di G. Genna
gli stessi argomenti su: NESSUNO
   data: 5 giu 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

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