La tempesta che Neil Gaiman, l'allucinogeno creatore di Sandman (forse il fumetto di culto più di culto degli ultimi decenni), scatena contro l'America contemporanea è un tifone la cui forza eversiva era improbabile prevedere. Un sincretismo pop, arcaico e disperato, lotta contro un altro sincretismo pop, cinico e antimetafisico. Gli dèi sbarcati negli States a partire dall'ondata vichinga al seguito delle migrazioni, da una parte. Dall'altra, i nuovi dèi globali, al di fuori della zona spirituale con cui l'uomo ha sempre preservato e messo in evoluzione la propria identità: carte di credito, pc, televisione, internet, entertainment. Una legione divina contro l'altra: Odino che lancia fulmini contro il Web, un meticciato etnico di princìpi metafisici e di prìncipi della metafisica schierato contro un meticciato artificiale e antiumano. La scena del combattimento: l'America contemporanea, luogo destinale dell'unione di tutti gli spiriti (umani ed extraumani) e campo di battaglia solo se la battaglia è l'ultima che l'uomo può sostenere sul proprio pianeta. American Gods è questa allegoria sacra che tenta di conquistare una posta altissima: l'eredità, in tempi di cultura pop, del deposito sacrale costituito dall'insieme di tutte le Scritture, da Gilgamesh alle Upanishad alla Torah ai Vangeli. Per riuscire in questa impresa, evidentemente ancora da approfondire attraverso un corale movimento delle letterature contemporanee, Neil Gaiman utilizza una fabulistica hard boiled e horror, mischia satira e gnomicismo, sentenza morale e stilemi da cartoon, sogni e filosofia.
Neil Gaiman - American Gods - Mondadori Strade Blu - 16 euro
LA TRAMA
Shadow è un carcerato atipico: uno che davvero si è pentito, che in carcere si è comportato bene e che sta per essere rilasciato con anticipo di tempo considerevole rispetto alla fine della pena. Non si sa bene perché Shadow sia in galera (la domanda tornerà nel corso del romanzo e la risposta avrà un suo peso...), però si sa che è molto, ma molto innamorato di sua moglie Laura, che lo attende da tre anni a casa, così come lo attende il suo migliore amico, gestore di una palestra, che gli ha riservato un posto di lavoro una volta che Shadow sarà uscito di prigione. Il che avviene con un anticipo di tempo sull'anticipo: Shadow è libero, poiché alla direzione del carcere è arrivata la notizia che Laura, la moglie, è morta in un incidente stradale. Shadow piomba in un nirvana di dolore, raggelante e muto. Esce di galera, prende il primo volo per la città in cui viveva con Laura, subisce disguidi aeroportuali e incontra uno sconosciuto. O meglio: a Shadow è sconosciuto; poiché l'avventore sembra invece conoscere benissimo Shadow. Mentre l'ex galeotto cerca di levarsi dalle palle l'indesiderato vecchio (tra l'altro, si tratta di un vecchio monumentale), questi insiste per proporre a Shadow un lavoro. Non lo molla. Spunta ovunque. Il nostro eroe non vuole il lavoro proposto dal vecchio, che dice di chiamarsi Wednesday: Shadow ha già il lavoro in palestra, tenutogli dal suo migliore amico, che lo aspetta. A questo punto, mr. Wednesday ha una rivelazione per Shadow: il lavoro del suo amico non esiste più, visto che il suo amico è morto nello stesso incidente in cui ha perso la vita Laura, la quale stava praticando sesso orale al sodale di Shadow. E non è l'unica rivelazione che Wednesday fa a Shadow. Nel corso del romanzo infatti gli comunica: che lui è Odino, che ci sono migliaia di deità dimenticate confuse tra la gente comune d'America, che nuovi dèi hanno espropriato questo olimpo arcaico e che si tratta di dèi molto ambigui (carte di credito, computer, internet), che il mondo è pluridimensionale come dimostra un giro su una giostra segreta e metafisica, che i fantasmi esistono. E che una battaglia finale, una sorta di helter skelter on the road, sta per scatenarsi tra i vecchi e i nuovi dèi... Fittissimo di sorprese, di spostamenti di attenzione, di inserti in forma di allucinazione, American Gods sorprende per la ricchezza di spunti e riferimenti. Ci siamo fermati, nella narrazione della trama, ad appena metà romanzo. Dopo la quale Neil Gaiman leva ogni tendine al suo polso. E dà vita a uno dei più memorabili fuochi di fila della letteratura contemporanea.
DAL LIBRO: INCIPIT
Era in prigione da tre anni, Shadow. E siccome era abbastanza grande e grosso e aveva sufficientemente l'aria di uno da cui è meglio stare alla larga, il suo problema era più che altro come ammazzare il tempo. Perciò faceva ginnastica per tenersi in forma, imparava i giochi di prestigio con le monete e pensava un sacco a sua moglie e a quanto la amava.
L'aspetto più positivo del fatto di essere in prigione, secondo lui - forse l'unico aspetto positivo - era una certa sensazione di sollievo. Sollievo all'idea di aver toccato il fondo. Non si doveva più preoccupare di essere preso, perché era già stato preso. Non aveva più paura di ciò che avrebbe potuto riservargli il futuro, perché il passato vi aveva già provveduto.
È inglese, ma vive in America. Ha sette gatti e tre figli. Scrive romanzi, sceneggiature per la televisione, fumetti celeberrimi, libri horror e racconti per l'infanzia. Ha vinto tutti i premi che è possibile vincere. A partire dalla sua geniale creazione cartoon, l'incredibile saga di "Sandman", lo hanno tradotto ovunque. È ricchissimo ed è un figo. Anche se avrebbe bisogno di un nuovo parrucchiere.... [ CONTINUA ]
GAIMAN COMIC: SANDMAN
Sandman č il famoso Signore dei Sogni creato da Neil Gaiman in una fortunatissima serie della DC/Comics che, iniziata nel 1989, č proseguita per 75 numeri e ha portato alla ribalta il geniale sceneggiatore inglese, fino a quel momento poco conosciuto dal grande pubblico. Organizzate in una serie di archi narrativi, le vicende di Sandman iniziano dalla sua liberazione dopo decenni di prigionia fino alla sua morte e alla scelta del suo successore (il mondo non puň esistere senza un Signore che regoli i sogni di tutti). All’interno di questa "gabbia" vengono sviluppate innumerevoli sottovicende, che esplorano anche il passato dello stesso Sandman e coinvolgono anzitutto uomini e donne toccati dalla presenza o dall’incontro di Morfeo (uno dei tanti nomi di Sandman). In molti casi Sandman č un semplice spettatore dell’esistenza delle persone comuni oppure di grandi personaggi come Robespierre, Orfeo, Mark Twain e Shakespeare (di cui č la musa ispiratrice).