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  AMERICAN GODS: IL LIBRO
Neil GaimanLa tempesta che Neil Gaiman, l'allucinogeno creatore di Sandman (forse il fumetto di culto più di culto degli ultimi decenni), scatena contro l'America contemporanea è un tifone la cui forza eversiva era improbabile prevedere. Un sincretismo pop, arcaico e disperato, lotta contro un altro sincretismo pop, cinico e antimetafisico. Gli dèi sbarcati negli States a partire dall'ondata vichinga al seguito delle migrazioni, da una parte. Dall'altra, i nuovi dèi globali, al di fuori della zona spirituale con cui l'uomo ha sempre preservato e messo in evoluzione la propria identità: carte di credito, pc, televisione, internet, entertainment. American Gods, di Neil Gaiman, Mondadori Strade Blu, 16 euroUna legione divina contro l'altra: Odino che lancia fulmini contro il Web, un meticciato etnico di princìpi metafisici e di prìncipi della metafisica schierato contro un meticciato artificiale e antiumano. La scena del combattimento: l'America contemporanea, luogo destinale dell'unione di tutti gli spiriti (umani ed extraumani) e campo di battaglia solo se la battaglia è l'ultima che l'uomo può sostenere sul proprio pianeta.
American Gods è questa allegoria sacra che tenta di conquistare una posta altissima: l'eredità, in tempi di cultura pop, del deposito sacrale costituito dall'insieme di tutte le Scritture, da Gilgamesh alle Upanishad alla Torah ai Vangeli. Per riuscire in questa impresa, evidentemente ancora da approfondire attraverso un corale movimento delle letterature contemporanee, Neil Gaiman utilizza una fabulistica hard boiled e horror, mischia satira e gnomicismo, sentenza morale e stilemi da cartoon, sogni e filosofia. American Gods è un romanzo che vanta un'elevazione spirituale che non ha nulla di reazionario, e che cerca di mappare i nuclei più veracemente radicali del pop contemporaneo, svelando che il materialismo assoluto coincide con lo spiritualismo assoluto - una vecchia verità che gli scrittori sembravano avere abbandonato all'oblio della museificazione della psiche in atto in questi decenni. Una scrittura che è un plurimo di scritture (si va dalla fiaba alla sceneggiatura tv, dalla canzonetta al dialogo metafisico ereditato dal fumetto contemporaneo) orchestra un on the road inesplicabilmente ipnotico, poiché si tratta di un on the road atipico (personaggi, fantasmatici divini o reali, non attengono propriamente alla tradizione della letteratura hypster). Impossibile smettere di leggere questo album sacro, se lo si inizia. Gaiman è un prestidigitatore delle forme e delle ossessioni, delle inquietudini e delle fascinazioni, della suspence e del colpo di scena.
Il rischio, a priori, era quello di costruire un'enorme macchina barocca, in perenne accelerazione grazie alla sovrapposizione automatica di scorie del nostro presente; però, questo, è un rischio tutto italiano (anzi: è il postmoderno italiano), mentre un anglosassone, se scrive, scrive istintivamente un organismo, non una macchinetta bellettrista. In più, Gaiman viene dal fumetto. E il fumetto è la forma artistica più d'avanguardia, più profetica e in evoluzione di tutto il comparto creativo contemporaneo. Il fumetto, da quando il romanzo fantascientifico ha detto tutto e il noir è asceso a forma di alienazione mercantilista, sta trascinando l'uomo là dove l'arte ha sempre condotto: al riconoscimento di sé nel tempo in cui l'arte viene fatta e fruita. Non a caso, se uno apre un albo di Stan Lee, ha l'impressione che l'ingaggio della metafisica sia cosa di oggi, per nulla demodé; mentre se uno si legge Camilleri è costretto automaticamente a nichilistizzarsi. Il Thor della Marvel è un dio effettuale, che parla, e ci dice molto di più del semicomatoso dio papalino. Gaiman lo sa (Sandman, in questo senso, è già una scrittura sacra) e sa anche che, per fare letteratura, soltanto su questo piano ci si può intendere: un piano che è tout court uno scontro tra dèi.
Ipostasi della gloriosa deriva allegorica della narrativa di oggi (e di domani), American Gods è un manabile del cosmo contemporaneo, universo che la critica e l'istituzione culturale sono riottose a riconoscere come autentico rappresentante dell'umanesimo di inizio secolo. Grazie a Neil Gaiman (insieme a una multietnica e multietica legione di deità benigne, quali Palahniuk, Toshes, Vollmann, Danielewsky, Loriga, Houellebecq, Pelevin, Lahiri - per citarne soltanto alcuni) questo lavoro di enorme salto evolutivo della letteratura sarà presto portato a termine. Allora American Gods sarà ricordato come uno degli elementi virali più decisivi per la mutazione antropologica e culturale di un'intera tradizione.

Neil Gaiman - American Gods - Mondadori Strade Blu - 16 euro

  di G. Genna
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   data: 27 giu 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

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