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STEPHEN KING CENTRAL
Tutto ciò che Clarence ha dedicato al genio della letteratura horror. Decine di pagine con recensioni, estratti dai libri, interviste e file audio. Un'autentica enciclopedia web sull'universo da incubo di Stephen King.
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"The King is back", il Re è tornato. Stephen King approda definitivamente alla grande letteratura. Ce l'hanno messa tutta a frenarlo: attacchi dei critici, scetticismi di chi lo considerava un autore fumettistico buono per la tv e il cinema, addirittura un incidente che gli ha spappolato le ossa e che sembra preso di peso da una delle sue trame. Ma il Re non si è smontato, e ha sfornato un piccolo (si fa per dire: sono 512 pagine) capolavoro.
E' Hearts in Atlantis il nuovo successo del Re dell'horror, che ora si vota a una letteratura massimalista, che prende per le corna il mito della generazione perduta, la lost generation traumatizzata dalla guerra del Vietnam. King non fa eccezione ai suoi coetanei, avendo sempre tenuto nel mirino l'evento bellico e sociale che ha cambiato l'America moderna. Lo approccia direttamente solo ora, con una serie di racconti intrecciati, dove i personaggi si rincorrono e scompaiono per ritornare, regalando un affresco generazionale che ricorda, per i modi e la struttura, quanto Mailer e Hemingway fecero con la guerra nel Pacifico (Il nudo e il morto) e con la guerra in Europa (Addio alle armi). A differenza degli illustri predecessori, King non affronta la cronaca di guerra, bensì i suoi corollari: un mondo ante Vietnam, che già mostra i segni di una Rivoluzione pronta a esplodere; il boato durante il Vietnam, che investe con virulenza una nazione che non si trova più ed è in crisi puberale; e un mondo post Vietnam, dove impera un silenzio impressionante, e il privato dòmina ovunque, in una finzione destinata a schiacciare gli individui. Dal 1960 al 1999, Stephen King dipinge la storia di una Nazione che diventa pianeta.
Un autentico romanzo a sé è il primo dei cinque racconti che King inanella in Hearts in Atlantis, Little Men in Yellow Coats. L'undicenne Bobby Garfield, durante un'estate che ascende al mito, fa amicizia con un misterioso uomo anziano, che lo inizia alla letteratura, cambiandogli la vita. L'uomo è minacciato e assalito da un'ossessione che non è pura fantasia: piccoli uomini vestiti di giallo lo assediano e lo terrorizzano. Sarà Bobby a scongiurare l'invasione di una nuova dimensione, aliena e aggressiva, che incombe sul nostro mondo, mentre al tempo stesso si dipanano le sue amicizie (Sully John è il suo inseparabile compagno di giochi e di scoperte) e i suoi amori (Carol Gerber, la ragazzina per cui prova la prima passione della sua vita). C'è tutto King in questo romanzo breve: l'infanzia come luogo di possibilità fantastiche, i drammi familiari (il rapporto allucinante tra la madre di Bobby e il suo amante, che le è anche superiore al lavoro) e i destini irrimediabili (lo stupro di gruppo ai danni della piccola Carol).
Nel racconto lungo che dà il titolo al libro, King scatena la Rivoluzione. Pete Riley è studente in un college universitario, mentre attorno tutto crolla e fiorisce e il Sessantotto travolge tutto. Le coscienze si risvegliano, il Vietnam sconvolge le vite dei giovani americani. Pete Riley sarà salvato dall'amore per una giovane attivista del movimento pacifista, Carol Gerber, la ragazzina del primo racconto, ora cresciuta, che ha scordato il piccolo Bobby, ma non il trauma del suo passato.
Negli altri tre racconti che compongono Hearts in Atlantis, ritornano tutte le psicosi che King ha esplorato nella sua letteratura. Ci sono le doppie e triple vite di un uomo, anonimo avventore in una città americana, c'è la grande e splendida allegoria dell'espiazione degli orrori commessi in Vietnam (in Why We're in Vietnam ritorna Sully John, l'amico d'infanzia di Bobby, che mentre guida ha a fianco lo spettro di una donna che lui ha ucciso durante un'operazione in Vietnam: sarà la causa della morte dell'uomo, roso dai rimorsi e ossessionato dalla colpa), fino all'ultima, struggente e delicatissima storia, che chiude l'intreccio di queste vite americane con una trovata alla Garcia Marquez (ci si ricorda de L'amore ai tempi del colera).
Tanti anni fa, quando la letteratura in Italia era davvero letteratura, avevamo Il mulino del Po di Bacchelli, e lo portavamo in televisione, con un successo di pubblico pazzesco per tempi in cui la parola "audience" era sconosciuta. Quei tempi sono passati, e la grande saga che raccoglie quarant'anni decisivi per il secolo è in mano agli americani, che probabilmente la porteranno su grande schermo: è Hearts in Atlantis e potrebbe essere il primo capitolo della seconda vita di Stephen King.
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