Clarence - Cultura e Spettacolo
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HARNIBAL
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  HARNIBAL

RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI, CIOE' LA PRIMA E LA SECONDA: Harnibal, sorpreso da Clarence Sterlina a Bariloche, in compagnia di amici nazisti, dimostra di essere un pirla. Nonostante ciò, l'agente Clarence è tanto ganza da intrufolarsi in casa di Harnibal, scoprire un sotterraneo e arrivare alla cella dove Leciter ha recluso Walter Veltroni. Ma qualcosa si muove alle spalle dell'agente Sterlina: è Harnibal che incombe...


Harnibal stava lì, fermo come un ciula, guardando Clarence Sterlina e secernendo molta saliva. Clarence era impaurita, era terrorizzata, se la faceva sotto, perché aveva voluto andare fin lì?, era pazza?, era spostata?, era schizofrenica? Chi era DAVVERO Clarence Sterlina? "Agente Sterlina... E' un piacere rivederla..." disse Harnibal con un tono legnoso e paradossale.
"Non posso dire lo stesso" rispose Clarence.
"Non lo può dire a chi?"
"A lei".
"Lei chi? Quella della terza cella?"
"Perché, c'è qualcuno nella terza cella?"
"Certo" disse Harnibal ghignando.
"E chi è?"
"E' Rosanna Lambertucci".
"Dio mio" esclamò la giovane e fichissima poliziotta.
"Sono un genio, vero?"
"Lei sì, Harnibal, ma non si può certo dire lo stesso della Lambertucci..."
"Guardi, agente, non me lo dica... Ho provato ad avvicinarmi, e quella mi ha preso per un dito, l'ha palpato, ha detto che era grassetto, ha incominciato a spogliarsi, si è messa una tutina in lycra rosa sgargiante, ha iniziato a saltellare e a fare 'op, op, op', dicendo che dovevo alzare le braccia e saltare anch'io, che sarei dimagrito".
"E lei, Harnibal, cos'ha fatto?"
"Ho saltato per un po', poi sono uscito e ho chiuso la segreta".
"E poi?"
"Poi ho cercato di prenderla col sonno. Sono entrato quatto quatto alle due di notte, ma quella è saltata su, ha detto che se soffrivo di problemi di sonno potevo farmi una tisana di melissa e paterfoglio, che dovevo stendermi a testa in giù su un'asse da stiro e dire centodue volte 'Ho la vitalità di Sergio Endrigo' ".
"Ma Sergio Endrigo è uno che dorme in piedi".
"Infatti, serviva a farmi addormentare di colpo".
"E ha funzionato?"
"No. L'unico effetto che ha avuto è che per tutta la notte ho cantato Partirà, la nave partirà...".
"E' tremendo... E' tutto tremendo... E' un posto orribile, e lei è un mostro Harnibal..."
"Sì, è vero. E lei, agente Sterlina, è un'orfana che ha baciato il cadavere del padre nella bara e cercando una motivazione alla sua vita insulsa ha provato a imitare le gesta del suo genitore diventando un'infallibile poliziotta e riuscendoci ma rimanendo segretamente inquieta per una zona oscura della sua personalità che da sola non riesce a esplorare e che contiene inenarrabili segreti!".
"Dannazione... Non m'incanta dottor Leciter... Lo sanno tutti che è uno psicologo raffinatissimo... Mi dica uno di questi segreti, e, forse, ma solo forse, io le crederò".
"Sergio Endrigo è il suo padre naturale".
Clarence vacillò. Divenne pallida come il Philadelphia, non riusciva a connettere come Kaori, la testimonial del Philadelphia, si sentì fuori moda come Gianrico Tedeschi nello spot del Philadelphia. Harnibal, satanico, la guardava senza parlare. Nella segreta alle spalle di Clarence, invece, Walter Veltroni continuava a parlare.
Harnibal si avvicinò alla donna. Lei lo prese per il bavero (che bavero? Ma non indossava solo una maglietta?). "Baciami, stupido" disse Clarence a Leciter. "Ti ho amato da quando ti ho visto. Limoniamo. Però non mozzicarmi la lingua". Harnibal baciò approfonditamente l'agente speciale Sterlina.
(Trascorrono 11 minuti netti)
"Wow!" fece Clarence staccandosi a fatica dalle labbra a ventosa di Harnibal. "Harny, dici sul serio? Sergio Endrigo è davvero mio padre?"
"Sì, Clarence. Ti ha abbandonato nell'Alabama in preda a una forte depressione: cioè, l'Alabama aveva una forte depressione, in pratica ti ha abbandonato in una vallata dell'Alabama".
"E' terribile, Harny".
"Sì, ma non come le sue canzoni". E si allontanarono a braccetto, cantando "C'era una casa tanto carina, senza soffitto senza cucina...".
Dietro di loro, senza che lo notassero, qualcosa stava accadendo: la porta della cella di Rosanna Lambertucci si era aperta, e il mostro in lycra sporgeva la testa cotonata fuori dalla segreta...

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