Dipingi, anche?
No. Prima di tutto dipingo. Poi viene il resto. Cioè?
Il teatro, la televisione, la musica. Anche la depressione, stando al titolo dell'articolo che ti ha dedicato il Giorno. Parla del tuo rapporto col Prozac.
Sì, ero giù, mi hanno detto: prendi il Prozac. Lo prendo, non mi fa niente. Mi dicono: aspetta. Non mi ha fatto un cazzo. "Cazzo"!? Conferma?
Confermo. Dipingere ti ha aiutata a vincere la tristezza?
Anche. Ho vissuto sedici anni con Salvador Dalì, che era un paranoico totale, si definiva un "paranoico positivo": era attratto, anziché respinto, da qualunque cosa. Una volta, a Vienna, ha anche incontrato Freud, a una lezione dello psicanalista. A fine lezione, Freud ha indicato Dalì agli studenti e ha detto: ecco un perfetto esempio di paranoide. Eppure la malattia mentale aiuta l'arte, come dimostrano le mostre di quadri dipinti in manicomio. Non pensi di andare dallo psicanalista, allora?
Non ho tempo. Sono a Milano stanotte, poi volo a Parigi per una sfilata di Ivana Trump, poi sono ad Amsterdam, poi ritorno a Milano, il giorno dopo sono a Bari. Càspita, ma ce l'hai una vita privata?
Sì, privata di tutto. Fai anche teatro.
Solo fuori dall'Italia. L'Italia, da questo punto di vista è avvilente. A Parigi recito Cocteau, qui vado a Il brutto anatroccolo. Anche se mi piace andarci. Beh, dài vita a una trasmissione morta. Hai maltrattato con humour sublime una velina, l'altra sera.
Guarda, non frequenterei nessuno, sottolineo nessuno, del mondo dello spettacolo. Dopo anni con Dalì, dopo studi alle Belle Arti, arriva Berlusconi e mi dice: facciamo un programma in tv, Amanda. Ho accettato. E' iniziata così, e ancora siamo a questo punto. FaceviW le donnecon Andrea Giordana. Sì. Non rifiuto a priori lo Spettacolo. E' interessante. Negli anni Settanta, Dalì girò una geniale pubblicità per il cioccolato Lanvin. Tutti storsero il naso, ma a Parigi i bambini, vedendolo, lo indicavano e dicevano: "Mamma, quello è l'uomo del cioccolato". Così ha conquistato sempre nuove generazioni. Beh, anche tu le hai conquistate. Hai sdoganato la bellezza ambigua rendendola di massa, in anni di piccola borghesia. Ne vai fiera?
Troppo intellettuale la considerazione. Sono portata più alla sensazione, all'epidermide. Quando tutto è così cerebrale mi annoio. Sono stata al festival gay lesbico: due palle... "Due palle"!? Conferma?
Confermo. Cosa ti piacerebbe fare in campo pubblicitario?
Spot per Tampax o cose del genere. Se mi chiamano, ci vado. E' che non mi chiamano. E i quadri? Stasera nessuno compra un cazzo...
"Cazzo"!? Conferma? Confermo. E' vera la voce che hai proposto a Rocco Siffredi di rifare il duo Mina-Alberto Lupo per Parole parole parole?
Sì. L'altra sera mi telefona Rocco, mi dice che il suo agente gli sconsiglia di cantare con me, dice che gli rovinerebbe l'immagine. Pazzesco! Poi mi dice che lui, da ragazzo, si masturbava guardandomi in televisione, che ero il suo idolo. Sembra quasi che il merito per la lunghezza del suo pene sia mio... Beh, lascia che Clarence faccia Marzullo: come vedi il tuo futuro?
Nel teatro. Vuoi dare un saluto al popolo di Clarence?
Sì (e bacia Gianluca Neri, ndr).