La musica è quella di Goldfinger, l'atmosfera quella di Austin Powers e la fauna quella del Gay Pride (di flora, pochissima). Nell'happening milanese del "Q", tra gay pelati, lesbiche reticenti, critici d'arte leghisti e modificazioni genetiche, abbiamo scoperto la presenza di alieni. Che, tra l'altro, erano meno brutti dei quadri di Amanda Lear. Nelle foto gli alieni hanno il cerchietto rosso.
Mork e Mindy - Sono loro! La versione omosessuale di Mork e Mindy. Lo scopettone cerchiato di rosso ci ha infatti salutato con un "nano-nano" e noi con scioltezza gli abbiamo spezzato due falangi. Nella foto è possibile ammirare l'ultimo suo sorriso prima della smorfia di dolore. La tutina pseudo-pitonata indossata da entambi ve l'abbiamo risparmiata.
Incontri ravvicinati - Del terzo tipo, senz'altro. L'inviato leccaculo Genna stringe le chiappe della coppia malsana dando vita a una sola catena transgenica. Il risultato? L'ectoplasma sfintereo che vedete alle loro spalle. Da notare che il leghista verde-vestito è la copia perfetta di James Caan dopo che, in "Misery non deve morire", gli sono state spezzate entrambe le gambe.
Alien 8, l'ubriaco - Otto perché al momento della foto erano tali i bicchieri scolati dalla premiata coppia Neri e Genna. Nella foto li vedete con la loro ultima conquista, il pupazzetto antropomorfo che ti regala Mc Donald se compri un McMenù maxy. Cibo da Alien, appunto.
Superman? - Col punto interrogativo perché potrebbe essere anche "Superwoman". Alla festa di Amanda Lear abbiamo trovato anche Lex Lutor, l'imbattibile nemico di Superman. Eccolo mentre mostra un pezzo di micronite ormai rancida. Alla sua destra, Laura Palmer appena ripescata dalle acque di Twin Peaks.
Salvador Dalì, Magritte e Lapo Elkaan - Alla festa di Amanda non poteva certo mancare Salvador Daì. L'artista (nella foto è il primo a sinistra) è ringiovanito 40 anni da quando non frequenta più la Lear. Al centro cerchiato di rosso sorride il collega Magritte, contento perché qualcuno ha fatto dei quadri più brutti dei suoi. E, immancabile, a destra, il mono-padiglionato Lapo Elkaan, che dà agli altri due lezioni di surrealismo. Il riferimento più usato? Ciaoweb, ovviamente.