Marco Morocutti è esperto Cicap (Comitato italiano controllo delle affermazioni sul paranormale) per quanto concerne psicofonia e metafonia.
Come si può controllare l'eventuale veridicità di un'intercettazione psicofonica?
Bisogna avere competenza in elettronica e in tecnica del suono. Per quanto concerne il primo aspetto, si tratta della mia specifica professione. Sono poi un appassionato e un esperto di tecnica audio.
Come si sono svolti i controlli delle registrazioni vocali di supposti defunti?
C'è stato un periodo di intensa popolarità della metafonia. Libri - con audiocassette allegate - sono stati pubblicati da grosse case editrici. Reperire materiale registrato, quindi, non era un problema. Peraltro, si trattava di materiale d'alto livello, a parere degli stessi psicofonisti: erano i migliori esempi, i più chiari.
E' arrivato a delle conclusioni significative, dopo i controlli?
Sì. Da un lato, ho fatto test circa l'interpretazione delle frasi intercettate. Gruppi di controllo che non conoscevano il testo scritto della frase intercettata non erano in grado di interpretarla. Dopo avere visionato una plausibile interpretazione scritta, però, questa si imponeva fino a determinare una percezione precisa. E' l'effetto della somiglianza con il già sentito o il già saputo. Fondamentalmente si tratta di sintomi indefiniti che vengono chiusi in un'interpretazione quando questa è già presente.
Beh, allora cosa sono in realtà questi suoni?
Oltre ai gruppi di controllo, ho effettuato test con radioamatori. L'universo delle comunicazioni in onde corte è enorme e complessissimo: si trasmettono materiali di ogni genere, a volte da migliaia di chilometri dall'apparecchio che li intercetta. Il parere dei radioamatori è stato unanime: le cosiddette "voci dei morti" sono tracce audio di comunicazione radioamatoriale, intercettate con strumenti non adatti alla ricezione (SFB). E questo viene confermato anche dalla più prestigiosa metafonista italiana, Gabriella Alvisi...
In che senso?
C'è un passo, in "Dimensione radiosa" della Alvisi, in cui la psicofonista osserva come, tentando di intercettare le voci con strumenti da radioamatore, i defunti non parlano. Coincidenza piuttosto sospetta...
L'elemento determinante, quindi, è quello umano: chi si rivolge alla psicofonia è motivato dalla perdita di una persona cara ed è disposto a interpretare le voci come fossero comunicazioni...
Senza dubbio. Gabriella Alvisi è divenuta esperta psicofonista dopo la morte della figlia ventunenne. Ho assistito a sedute di psicofonia strazianti da questo punto di vista. Non si tratta di manipolazione della buona fede, in questo caso. E' comunque estremamente penoso.