Una novità a Locarno 2000: è la rassegna Kings of the b's, ovvero la rassegna dedicata ai re dei b-movie (i film cosiddetti di serie b). Sono quelle pellicole un po' meno miliardarie, fuori dal mainstream hollywoodiano ma anche dai rivoli del cinema d'autore vero e proprio. Un po' pulp fiction, un po' Ed Wood, per intenderci. Detto con le parole colte degli organizzatori del festival, "i re della serie b sono quegli autori (risolutamente autori) che accettano di lasciarsi contaminare da codici e convenzioni del cinema di genere, operando in un ambito produttivo a basso costo che coincide ancora con quello dei b-movies dell'epoca d'oro".
Tre sono i film scelti per questa prima edizione della rassegna. Tre opere singolari, provenienti da cinematografie eccentriche l'una all'altra (Italia, Giappone e Usa), ma tre film che hanno in comune un filo rosso: il tentativo di accreditarsi come "pionieri" della rinascita dei generi a cui appartengono. Quasi fossero dei "pilots". In rigoroso ordine d'apparizione, sugli schermi di Locarno verranno proiettati un western all'italiana girato come un poliziesco anti-mafia: Un giudice di rispetto di Walter Toschi; un "kaidan eiga", che altro non è che il genere horror (protagonisti i fantasmi) in chiave giapponese: Ko-rei di Kiyoshi Kurosawa (figlio del grande Akira); un gotico-fantastico prodotto dal maestro indiscusso Roger Corman, che torna a firmare una produzione con il suo nome dopo 17 anni: l'onore è toccato a The suicide club di Rachel Samuels.