Allora Verdone, com'è questo suo esordio come produttore?
Davvero soddisfacente direi, soprattutto grazie alla collaborazione con i fratelli Manetti, che si sono dimostrati ottimi registi esordienti. Ci ho messo dodici ore per capire che valeva la pena investire nel progetto. Ed eccoci qua.
E come attore? E' la prima volta che recita in un film di cui non è regista...
E' la stessa cosa. Eppoi qui interpreto una parte nuova, quella del commissario di polizia convinto ma, allo stesso tempo, sfigato. Pensate che scambio il morso di dracula per quello di un pitbull.
Il grado di sperimentazione linguistica del film sembra davvero elevato. Che ne pensa?
Abbiamo messo assieme rap, horror, commedia, thriller, Roma e Transilvania. Che volete di più? Eppoi dicono che il cinema italiano è morto. Ma lasciam perdere va, che non voglio fare polemica...
In che senso scusi? Sta parlando dell'esclusione del film dal Festival di Venezia?
Ovviamente. Questo era un film adatto per le proiezioni da mezzanotte. Eppure siamo stati esclusi, e senza motivazione alcuna. A Venezia ormai sono lontani dalla realtà, gestiscono tutto come se si trattasse di un calciomercato. Sono i grossi produttori a farla da padroni, e in tutto questo non è certo il cinema dei giovani registi a guadagnarci.
E della colonna sonora, che ne pensi?
Ne sono davvero fiero. I Manetti hanno raccolto i migliori rapper italiani e hanno creato un tappeto di note che accompagna tutto quanto il film. Dracula e rap, nessuno l'aveva mai fatto prima.