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COSI' SI VINCE IL PULITZER
Martedì sera, ore 22.45, una famiglia qualunque che paga il canone: "Psss cara, manda a letto il bambino, che tra poco inizia Sciuscià!". "Hai ragione, ma tu non ti provare a guardarlo, sai? L'ultima volta che lo hai visto volevi farmi fare quelle strane cose...".
Per chi ancora non lo sapesse, Sciuscià è la nuova trasmissione di Michele Santoro, trasmessa su Raidue in seconda serata ogni martedì sera. A sentire il suo direttore, inaffondabile anchorman del servizio pubblico, dovrebbe rappresentare la più avanzata frontiera del giornalismo televisivo. Gli inviati del Michelone nazionale girano per lo stivale a caccia delle peggiori sfighe strappalacrime, per poi metterle in onda come se fossero spezzoni di un film. Lo stesso slogan della trasmissione recita: "reportage giornalistici narrati con linguaggio cinematografico". Evidentemente Maria Cuffaro, una delle inviate di Santoro, nella puntata del 16 gennaio ha fatto un po' di confusione e invece del servizio ha fatto il servizietto.
L'argomento della puntata era già di per sé innovativo: un viaggio nel mondo della prostituzione (alla faccia dell'immaginazione! Ci hanno pensato praticamente tutti, Clarence e il gazzettino di Canegrate di Sotto compresi).
L'intrepida Maria Cuffaro, dopo aver girato in lungo e in largo alla ricerca di prostitute da usare come testimonial, ha deciso che fosse molto più comodo intervistare quelle che stavano sotto gli studi romani della Rai. Dopo le solite quattro chiacchere di rito, arriva il guizzo innovativo, lo slancio da premio Pulitzer: farsi insegnare dalle professioniste del ramo non solo le tecniche della prostituzione, ma anche gli escamotage per soddisfare i clienti senza "concedersi troppo". E giù una serie di lezioni pratiche che farebbero arrossire persino la mamma di Monica Lewinsky. E che suonano francamente inutili e anche un pochino (ma proprio pochino pochino) di cattivo gusto. Se comunque volete sapere perché è importante avere le mani calde, come si fanno i rumori giusti con la bocca quando state con un uomo, come si intortano i clienti facendosi pagare per prestazioni mai concesse, scrivete una mail alla Cuffaro. Che ormai è espertissima, visto che queste cose le ha volute provare in prima persona e si è fatta persino riprendere! Chissà se c'è scritto anche sul contratto di lavoro della Rai che nei servizi sulla prostituzione le giornaliste devono dilettarsi con dildo, borchie e attrezzi vari?
Qui sotto vi spieghiamo (e documentiamo) per filo e per segno tutto quello che è andato in onda sulla televisione di Stato qualche sera fa. Siatene fieri. E, quando andate in posta con le palle girate per pagare il canone Rai, sollevatevi. Il vostro balzello servirà anche per finanziare prelibatezze come Sciuscià.
Mentre facciamo i complimenti allo staff di Santoro per la qualità del servizietto, non possiamo tralasciare la dedizione degli anfitrioni targati Rai che subito hanno rilasciato alla stampa debordanti dichiarazioni a favore della Cuffaro. Ve le elenchiamo qui sotto, con il dovuto commento...
LE DICHIARAZIONI
LA VERITA'
Michele Santoro La scelta è un successo legato a "una straordinaria prova di coraggio, a un giornalismo che va nella realtà e si sottopone ai rischi tipici della realtà". "Argomenti così scomodi vengono trattati spesso in televisione, ma raramente con tanto tatto, tanta capacità di incontrare i diversi, di sentire l'altro anche quando è più lontano dalla nostra esperienza".
Clarence
Capirai che coraggio. La Cuffaro sarà rimasta sulla strada un paio d'ore al massimo, e non è mai stata sola, vista che con lei c'erano almeno due o tre cameramen che la tenevano per forza sott'occhio.
Siamo perfettamente d'accordo sul tatto, che c'è stato e in quantità. Guardate i filmati, se non ci credete.
Roberto Zaccaria (pres. Rai)
"Esprimo tanta soddisfazione per l'ottimo ascolto. Il pubblico ha voluto premiare il reportage sul mondo della prostituzione, apprezzando anche il fatto che un tema difficile su una realtà tanto complessa sia stato affrontato con così grande attenzione e sensibilità".
Clarence
Gulp! Perplimiamo. Il massimo momento di sensibilità lo raggiunge la Cuffaro che si rifiuta di andare con un giovane ventenne, urlando: "Cosa fai qui? Non sei troppo giovane? Vai a casa e attento a non schiantarti con l'auto". Figuratevi il resto...
Norma Rangeri (Manifesto)
"... accoglienza di pubblico più che incoraggiante per Sciuscià ... anche se, in questo caso, l'inchiesta (si parlava di prostituzione) ripeteva cose note mentre alcune performances della giornalista apparivano assai discutibili. A dimostrazione che non sempre l'ascolto è sinonimo di qualità."
Clarence
Che Norma Rangeri critichi Sciuscià non è una novità, visto che la giornalista del Manifestro critica sempre tutti. Attiriamo l'attenzione sulla sua dichiarazione a proposito delle performances della Cuffaro. Non erano performances, cara Norma, ma posizioni da quadro svedese.
"PER UNA NOTTE SARO' PUTTANA"
La teoria Al grido di battaglia di "Per una notte sarò puttana" una giornalista RAI di Michele Santoro ci ha proposto un servizio di "giornalismo verità" come non si vedeva da anni in TV. Non ci si può inventare un lavoro da un giorno all'altro, la gavetta dove la mettiamo? Se proprio non c'è il tempo, ci vuole almeno un pigmalione che insegni i rudimenti. Conscia di tutto questo, la giornalista Maria Cuffaro ha deciso di avvalersi dell'esperienza sul campo, o meglio sulla strada, di Dorotea. Come tutte le insegnanti che si rispettino la signora in questione utilizza un metodo di insegnamento che si basa molto sulla pratica, per usare una mtafora scolastica, scritto, ma soprattutto orale. Non dimentichiamo però, i meriti dell'allieva che si mette a completa disposizione senza vergogna, offrendo le sue grazie all'occhio voyeuristico delle telecamere di Santoro.
La pratica ... e ora sulla strada Finalmente è arrivato il momento, è il primo giorno di lavoro della Cuffaro. Come per il primo lancio col paracadute che si effettua legati all'istruttore, la giornalista RAI si reca sul posto di lavoro "protetta" dall'esperienza di Dorotea. L'imbarazzo della Cuffaro dura ben poco, infatti, dopo qualche minuto si ferma il primo cliente. Si accosta e chiede: "Quanto vuoi?". A questo punto però viene fuori la mamma che c'è dentro la Cuffaro, e osservato bene il cliente dice: "Cosa? No... io... ma... Scusa, tu ce l'hai dicott'anni?". Il povero cliente cerca di mostrarsi impassibile e risponde: "Si, si, vieni." La Cuffaro, a questo punto si sente in dovere di dire: "Eeeehh... beh... non mi sembra... eehh cioè.. aaa...attento.. guarda... con la macchina puoi fare un incidente".
Anche tu sei stato gabbato dal trucco della mano? Da oggi grazie alla Dott.ssa Cuffaro tu e milioni di consumatori potrete riavere i soldi spesi e un po' di dignità. Manda una mail di ringraziamento alla Dott.ssa e alla redazione di Sciuscià.
Pregiatissima Dott.ssa Cuffaro, voglio ringraziarla personalmente per aver svelato il trucco della mano. Sono stato ingannato per anni, non credevo potessero esistere simili bassezze... Può aiutarmi a esercitare il diritto di recesso e riavere indietro i soldi? Grazie!
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MEGLIO DI FELLINI!
Se non vi bastano i video, ecco i fotogrammi della sequenza "cult" (le immagini sono di bassa qualità perché tratte da Real Video). Maria Cuffaro, mora e vestita di nero, prende lezioni di come si intortano i clienti dalla bionda prostituta professionista. Un pezzo di storia televisiva...
I BOOKMARK DI SANTORO
Vuoi avere tra i tuoi preferiti gli stessi siti che vanno per la maggiore nella redazione di Sciuscià? Ecco la lista che arriva direttamente dal computer di Santoro. Fanne buon uso!