PISTOLA PEPERONCINO NON AUTORIZZATA, COMUNE RINVIA ADOZIONE SULL'ARMA URTICANTE INDAGA ANCHE LA MAGISTRATURA
BOLOGNA, 21 AGO - Niente "pistole al peperoncino", almeno per ora, per i vigili urbani di San Lazzaro di Savena, comune alle porte di Bologna. L'arma per ora non è autorizzata dal Ministero dell'Interno e della Prefettura. Così la distribuzione dell'arma antiaggressione, annunciata circa un mese fa dal Comune, è stata rinviata fino a nuova determinazione.
Sulle pistole al peperonicino era stato aperto un fascicolo conoscitivo dal Procuratore reggente Luigi Persico. L'arma dovrebbe servire in caso di risse o aggressioni: un getto di una miscela a base di acqua, alcol e peperoncino dovrebbe provocare nell'aggressore bruciore agli occhi e difficoltà respiratorie, lasciandolo in uno stato di stordimento per qualche minuto.
Il Procuratore reggente Luigi Persico, dopo che sul "Resto del Carlino" era stata pubblicata la notizia dell'adozione dell'arma, aveva aperto l'accertamento ponendo alla Questura una serie di quesiti sulle autorizzazioni per la pistola, che è importata dalla Germania ("pfefferspray" è il nome originale) ed è composta da una impugnatura e una bomboletta spray con una sicura. La preoccupazione della magistratura è quella di evitare il rischio di lesioni provocate da un'arma (su Internet c'è un'ampia casistica dei danni provocati dalla pistola al peperoncino) priva di autorizzazioni. Come di fatto è risultata essere la "pfefferspray".
Gli accertamenti della Polizia amministrativa hanno infatti stabilito che per la pistola al peperoncino adottata a San Lazzaro non c'è il collaudo della commissione consultiva centrale sulle armi del ministero dell'interno e di conseguenza non c'è l'autorizzazione prefettizia a prendere l'arma in dotazione. Fino ad oggi in Italia è stato liberamente commercializzato solo un tipo di questa "arma" urticante. E si tratta di un tipo diverso da quello che doveva assere adottato a San Lazzaro.
Così il Comune ha rinviato l'eventuale adozione della pfefferspray fino a quando il ministero non si sarà pronunciato.