Torna il fenomeno incredibile e trascinante del crime-funky, del ghetto-movie, della negro-culture suburbana e tipicamente settantina. Torna col suo eroe di sempre, che i più inerti avevano consegnato a un ingeneroso oblio: Shaft. Dalla fondazione, nel '65, con The Slender Thread, di e con Sidney Poitier, musiche di un furibondo Quincy Jones, il fenomeno blaxploitation ha segnato indelibilmente un decennio di cultura e controcultura americana, attraverso titoli memorabili (da Shaft, appunto, a Sweet Jesus - The Preacherman a Cleopatra Jones a Superfly) e una deflagrazione musicale hyperpop come mai si era ascoltata prima. Il Phillis Sound ha squadernato sinapsi alternative, almeno tanto quanto ha vibrato nella fiction bianca l'esplosione della cinematografia gangsta (come dimostrano, su tutti, telefilm quali Starski&Hutch o Sulle strade di San Francisco. L'onda lunga della blaxploitation si trasforma in tsunami a trent'anni di distanza. Sulla scorta del successo di Jackie Brown (di Tarantino, autentico rilanciatore della negro-pop-cult), al cinema rippare Shaft, con la conturbante fisionomia di Samuel Lee Jackson. Tra i romanzieri, trionfa George Pelecanos, con Black Mama, una storia blaxplo ambientata per l'appunto ai tempi e negli ambienti della grande deflagrazione di Black Caesar & co. Fenomeno archetipicamente lounge, nell'accezione che del Lounge dà Clarence, la Blaxploitation segnala un'ulteriore e qualificante epifania del non tempo in mezzo a questo tempo idiota (il nostro): quando la jungla urbana era davvero jungla, e non una sbiadita metafora da rétro metropolitani che prendono l'aperitivo dopolavoro...
BLAXPLOITATION INSIDER
SHAFT
Il primo e il secondo. Torna l'eroe della ghetto culture, interpretato da S.L. Jackson.
BLAXPLOITATION
Storia dell'esplosione della black culture settantina: musica, film e derivazioni...
I FILM
Tutti i titoli entrati di diritto nel catalogo finale della blaxploitation.
LA MUSICA
L'elenco degli artisti e dei rispettivi lp che hanno fatto la storia della blaxploitation.
SHAFT THEME MP3
Una mitologia musicale? Un'aggressione culturale condotta a colpi di Motown sound? Il progenitore di tutte le sigle dei telefilm anni Settanta e Ottanta? Forse, semplicemente, un capolavoro di rythm & bass, rieditato in tutte le salse e in ogni epoca. Questo è il tema di Shaft, il cui spartito è fuoriuscito dal genio di Isaac Haymes. Tuttora il pezzo più hard boiled della storia del cinema...
WHAT'S LOUNGE
Se vi aspettate l'incensamento acritico della Lounge-Culture, avete sbagliato indirizzo. Clarence lancia la sua proposta culturale con una protervia teoretica senza precedenti. Lo diciamo senza mezzi termini: il Trash è morto, lo ha ucciso il Lounge. Già, ma quale Lounge? Rimandiamo all'alta metafisica del Maniphesto Lounge firmato da Domanin, Genna e Porro. Ci limitiamo a ribadire alcuni concetti basali: per noi, nel Novecento, tutto (ma davvero tutto) è Lounge. Non soltanto Frank Sinatra, Liberace, James Bond, le hall degli alberghi della Jet Age, il Batman televisivo, Burt Bacharach, Henry Mancini e Cinecittà sono lounge. Certo, questo è il Lounge che sta spopolando da un po' di tempo: palme e ghepardi, ville a Malibu e brizzolati abbronzati e cocktail bar. Noi intendiamo allargare questo cerchio culturale. Per noi il Lounge è: suspence, dilatazione temporale, incantamento, luminosità, gloriosa tragedia. Il Lounge è un Platone laico. Esistono una letteratura, un cinema e una musica lounge: ma non sono la letteratura, il cinema e la musica che il pianeta recepisce come lounge. I nostri eroi lounge sono Dean MartineStefano Satta Flores, Henry PalmereGuido Giannettini, Serge GainsbourgeBruno Martino, BokassaeTanassi, Truman CapoteeGiuseppe Berto. Nulla di memorialistico o nostalgico, nel Lounge (come invece accadeva per il Trash). Il Lounge non si risolve con nessuna equazione. L'emulazione, la riproduzione calcolata determinano a priori la morte del Lounge. Il Lounge è empatia, sinestesia, assenza di grammatica e retorica. Il Lounge è il Novecento, da Hollywood Babilonia a Larry King passando per Canzonissima e Alberto Arbasino. L'Ottocento non è lounge per niente. La residenza di Victor Hugo a Guernesay, se fosse novecentesca, sarebbe lounge; la piscina di Francis Scott Fitzgerald, se fosse ottocentesca, non sarebbe il culmine del Lounge che invece è. Tutto Hemingway è lounge. Il Lounge è anche tragico: non nasconde la morte, piuttosto la mostra. Esiste un paradiso lounge da cui ci osservano Elvis Presley, Moana Pozzi, Alighiero Noschese e Rita Heyworth. Il parodico non abita il lounge: Johnny Dorelli è lounge, il Piotta no; David Lynch è lounge, Quentin Tarantino no. Non tutto il Lounge è eccessivo o esotico: Pier Paolo Pasolini è lounge e spartano, così come lo è Derrick. Chandler è lounge quanto Kerouac. Il Lounge ha una potenza civile enorme: i disordini di Valle Giulia sono lounge esattamente quanto lo scontro tra Usa e Irak. Non si ride soltanto, quando si ha a che fare col Lounge: ci si può rilassare, ma anche ci si sorprende, si piange, si vede il futuro. C'è una promessa messianica implicita nel Lounge, che corrisponde a un miracolo: fermare il tempo nello stupore. Il Lounge non è storico: è una categoria dello spirito, come il classico e il romantico. Il suo profeta filosofico è Walter Benjamin. Psichedelia e coscienza civile, tragedia e consumo, relax ed esotico si danno la mano. Il Lounge è vita e non-vita: evviva il Lounge!
AREA LOUNGE: LOW ANXIETY MUSIC
Musica à go go nella zona cocktail allestita per organizzare i vostri momenti cazzuti... Una fonoteca imperdibile: file audio di Lounge Music, Tiki, Exotica, Mambo Fever, Space, Crime Scene. E selezioni originali e integrali da Frank Sinatra, Dean Martin, Perry Como, Nat King Cole. In pratica, Clarence si vota al culto dell'Ultra Lounge e mette a disposizione musica e video per imparare a guardare il mondo dal cannocchiale di un'oliva snocciolata immersa in un Martini Drink. E in un trailer montato da Vintage Capitol, l'incredibile lounge way of life, da Hollywood a Parigi a Roma...
Immaginatevi un bastardo che indossa camice degne di Starsky & Hutch e calza in testa un colbacco leopardato, che stermina migliaia di persone e appare in pubblico stringendo un inesplicabile bastone da capobanda, che siede su un trono imbottito di pelle di tigre e manda in bancarotta un'intera nazione diventando l'uomo più ricco del mondo, che ospita un match di Mohammed Alì e organizza in piena Africa un concerto di James Brown. Le possibilità sono due: o quest'uomo è un pazzo o quest'uomo è un dittatore lounge. Beh, la verità è che Mobutu, dittatore del Congo-Zaire, fu entrambe le cose. Una leggenda e una tragedia del Lounge: psicostoria per immagini allucinanti e sample audio pop altrettanto allucinanti...
Per celebrare la sua dittatura in Zaire, Mobutu spese una cifra astronomica al fine di fare disputare a Kinshasa il match mondiale tra Mohammed Alì e George Foreman. Apriva l'evento un concerto lounge di James Brown. Le opposizioni furono annegate nel sangue prima dell'arrivo degli ospiti stranieri. Da quell'epico e tragico baillamme lounge, fu tratto un film, When we where kings. Ecco i sample della colonna sonora: da Alì che manda affanculo foreman a Mobutu che canta un folk congolese a James Brown live...
L'uomo che conquistò l'idolo degli idoli lounge, Brigitte Bardot, che spese la sua vita tra Saint Tropez e la Capannina di Viareggio, che migrò in Argentina come certi stormi di volatili, si è autoconfessato in un libro imperdibile. Ecco perché, secondo Gigi Rizzi, nei Sessanta un playboy poteva girare in Lancia Fulvia anziché in Ferrari...
A conferma che l'Universo Lounge non è soltanto una moquette dello spirito, una poltrona relax della mente, una festa esotica del corpo: il Lounge gronda sangue e orrori. Tra questi, la scomparsa della giovane Emanuela Orlandi: un mistero in cui malfattori lounge come Marcinkus e Sindona sembrano essere in qualche modo coinvolti. La storia del rapimento Orlandi e il manifesto originale che tappezzò l'Italia dopo la scomparsa della ragazza...
Nessuno ha mai compreso come cavolo si facesse a vincere a "Master Mind", il vertice assoluto della ludoteca lounge. Nessuno, in realtà, ha mai capito anche solo come si giocasse a "Master Mind". Quello che più importa è che sulla confezione del celeberrimo gioco intellettuale, svettava una sorta di padrone sadomaso che sembrava appena uscito da Histoire d'O, accanto a una occasionale compagna di gioco, una schiava estremorientale. Impressionante il riflesso dei due sul tavolo levigato e lucido a cui avevano appoggiato il passatempo lounge...
LETTERATURA LOUNGE I re della letteratura lounge? Per gli stranieri, Kafka e Wolfe; per gli italiani, Arbasino e Bevilacqua (nell'immagine a fianco). Ma l'elenco è praticamente sterminato: per Clarence, che dà al Lounge un'accezione universale, il Novecento è loungissimo per i 4/5. Con motivazioni varie, ovviamente: Saul Bellow e Irvin Shaw sono lounge in maniera assai differente da Pier Paolo Pasolini o Guido Piovene. Tra le mitologie iperlounge, Festa mobile di Hemingway e Misteri d'Italia di Buzzati si affiancano a Capote e Berto. Due liste provvisorie dei nostri miti letterari lounge: elenchi aperti a praticamente infiniti...
MUSICA Da Burt Bacharach a Frank Sinatra, da Krueder & Dorfmeister a Bruno Martino, da Fausto Papetti a Dean Martin, da Serge Gainsbourg a Eumir Deodato...
CINEMA Da Steve McQueen a Luciano Salce, da Alberto Lattuada a Blake Edwards, da Federico Fellini a Luchino Visconti, da Billy Wilder a Howard Hawks: cinematografia lounge.
IDOLI LOUNGE: ARTURO IL GATTO
Dagli schermi della televisione svizzera, un pupazzo animato a forma di felino bianco, muto, coperto da una smilza vestaglia multicolore, le mani guantate, la coda spaventosamente rigida inquieta da trent'anni i bambini. È Arturo il Gatto, icona orripilante che i puberi non riescono a non guardare. Un idolo lounge, perché è sicuro che non è trash e perché sembra partorito da un cervello ticinese sotto dose di LSD elvetica. Scheda e 4 imperdibili video (qui sotto) per allucinarsi ulteriormente...
Clarence stende il primo Manifesto Lounge che la storia dell'Uomo abbia mai registrato. Per almanaccare un'altissima teoresi e parecchie cazzate, ci si sono messi in tre: il turbofilosofo Igino Domanin, lo scrittore pappagorgico Giuseppe Genna, il semiologo smilzo Stefano Porro. ...
Una gallery commentata per comprendere come e quanto 30 di vita e non-vita americana (e quindi planetaria) siano lounge. Categorie fondamentali per comprendere il Lounge by Clarence: gli apici dell'arredamento, della chirurgia estetica e dell'anagrafe lounge; un'antologia lounge in 16 tappe; gli Esserini Indifesi lounge; l'horro e la tragedia del lounge; cinque momenti emblematici della tv lounge...
Una panoramica del fenomeno della lounge-music. Un work in progress che parte da una mappa destinata ad approfondire tutte le latitudini lounge, dal Jazz al Jet, dal Tiki al Cocktail, dalla Drum'n'Bass alla Bossanova, attraversando epoche memorabili della storia del pop e avvicinando autentiche mitologie lounge. La memoria onnivora e totale di Igino Domanin si scatena per ora sulla leggendaria icona di Fausto Papetti e celebra l'attività pionieristica dei Montefiori Cocktail...