La storia vera di Roberto Succo, che nel 1981, dopo aver ammazzato il padre e lamadre, cominciò una fuga che lo portò nel sud della Francia è stata portata sullo schermo dall'enfant prodige del nuovo cinema d'autore francese Cèdric Kahn. La controversa e dibattuta pellicola, che ha subito anche le violente contestazioni degli abitanti della Savoia ( la zona in cui si svola la macabra saga di Succo), narra di un serial killer che scappa lasciando una scia di sangue e disperazione sino a quando, braccato, viene rinchiuso in un carcere iteliano dove, ad appena 26 anni, finirà i suoi giorni. Il registra mostra con uno stile originale e documentario il percorso mentale degli investigatori che preparano la caccia all'eroe negativo. Il film è tratto da un bel libro di Pascale Froment che ricostruisce nei minimi particolaro la vicenda. E lo fa attraverso una chiave di lettura profonda, che contrasta con le categorie sensazionalistiche del "serial killer" o, peggio, del "mostro". Posssiamo usare delle formule come serial killer o mostro- scrive infatti pascale Froment-per proteggerci dall'idea di profonda follia che risiedeva in Roberto Succo. Possiamo anche scegliere un'altra strada, più ambiziosa, per cercare di capire cosa c'è dietro questa tragedia. Evocando il caso di Pierre Riviere, presentato trent'anni fa da Michel Foucault scriveva: "Il miglior strumento per un'indagine come questa, siamo noi stessi, se accettiamo di tuffarci e di soffrire nelle tenebre". Clarence ha visto in anteprima il film di Kahn. Un lungo speciale approfondisce tutti gli aspetti cinematografici e non di questa interessante e discutibile pellicola.
Visto da Clarence
Kahn è un maniaco dell'impersonalità del racconto, dell'ambiguità che diventa naturalismo. Roberto Succo è un film anatomico. La follia del serial killer è mostrata senza commento...
Cèdric Kahn - Cèdric Kahn ha scoperto il libro di Pascal Froment "Je le tue. Histoire de Roberto Succo assassin sans raison" (Ti ammazzo. Storia vera di Roberto Succo) dopo la proposta offertagli per il riadattamento della pièce di Koltes. Catturato dalla cronaca, riesce a vedere la possibilità di tirare fuori un film incredibilmente realistico.
Stefano Cassetti - "Cercavo di recitare giorno per giorno. Non dovevo pensare a quel che il mio personaggio aveva fatto il giorno precedente, da dove veniva, tutto questo meccanismo drammmatico. Bisognava spingere il gioco fino al limite delle regole, senza pensare al percorso del personaggio."...
Assassini nel Veneto - Il più famoso è Pietro Maso. Aveva 19 anni quando, nella primavera del ’91, uccise i genitori, nella villetta di Montecchia di Corsara, nel veronese, per “godersi l’eredità”. Ad aiutarlo nell’impresa, tre amici della stessa età. Stordirono Maria Rosa Tessari, 48 anni e il marito Antonio Maso, di 52, a colpi di sprangate poi intervenne Pietro. Non si è mai pentito. Subissato dalle lettere delle ammiratrici, è diventato un mito...