Chiunque mastichi un po' di fotografia associa il nome di Elliott Erwitt alle immagini di buffi cagnolini immortalati nelle pose più improbabili. Ma chi, per professione o per pura curiosità, è andato a masticare oltre la scorza iniziale, sa bene che il celebre fotografo di origine russa non è diventato famoso solo per via di quegli animali a quattro zampe che fissano l'obiettivo con tanta curiosità.
E allora, per tutti quelli che conoscono solo a metà l'estro di Erwitt, l'occasione per rendersi conto della fantasia e dell'ironia che caratterizzano i lavori del fotografo la offre in questi giorni lo Spazio Oberdan di Milano. Fino al 20 ottobre, nella sala milanese a ridosso di Porta Venezia, è ospitata la mostra "Snaps". Si tratta di una raccolta di 140 fotografie (stampate in modo ineccepibile nei formati 50x60 e 70x100) che ripercorrono tutta la carriera del fotografo nato nel 1928 e che dal 1953 lavora per la celebre agenzia Magnum. Molte delle immagini esposte sono inedite o poco note al grande pubblico. Ma non mancano le foto ormai diventate degli autentici classici, come quella romanticissima del 1955 che ritrae due innamorati che si rispecchiano nel retrovisore di un'automobile che si affaccia sull'Oceano Pacifico.
Ma perché un nome così strano per una mostra? Per Erwitt, il termine snap (che significa scatto) è calzante, perché riassume alla perfezione il significato dell'azione del fotografo impegnato a cogliere "la frazione di secondo perfetta" che congela un'immagine della vita vera di tutti i giorni. Insomma, la storia sta tutta nel momento colto con uno "snap", uno scatto che Erwitt sa catturare con stile per descrivere con divertimento e un pizzico di malizia la grigia quotidianità che ci circonda.
Di "snap" in "snap", alla mostra dello Spazio Oberdan si possono così ripercorrere oltre 50 anni di storia di mezzo mondo. Le immagini scattate nei night di Tokyo o in Spagna, nell'ex Unione Sovietica o nei lussuriosi anni Cinquanta statunitensi ci offrono momenti di vita alquanto diversi tra loro: strani, improbabili, bizzarri, divertenti, ordinari, famosi. Ma tutti sono accomunati da un unico filo rosso: ironia e grande capacità di cogliere attimi di vita quotidiana che sfuggono. Doti che si rispecchiano molto bene nelle risposte date a chi chiede il perché di tanta "passione fotografica" per i cani. "Se - risponde il grande fotografo - per le strade di New York al posto dei cani ci fossero le giraffe, avrei scattato molte immagini di giraffe" .
LE IMMAGINI
Eccovi tre celebri scatti del grande fotografo. Pochi, direte voi. Ma si sa, le agenzie che tutelano i propri artisti sono molto gelose e tendono a centellinere le immagini da distribuire.
DOVE E QUANDO?
Le info essenziali
Dove si trova lo Spazio Oberdan? E fino a quando sarà possibile vedere la mostra? Qui trovate tutte le info necessarie per non perdervi l'evento milanese.
Un nome, un uomo
Vita, mostre, esibizioni e prodezze di un fotografo tanto ironico che, per tener fede al suo stile, ha ironizzato pure sul suo nome originale: Elio.