Il politically correct è un'ossessione a stelle e strisce, e questo è ovvio. Ma il massimalismo texano ha combattuto la sua dura battaglia, negli anni Settanta, e uno dei campi su cui si è impegnato al massimo è il piccolo schermo. Così il pianeta tutto ha assistito a godibili paradossi come quello incarnato da CHiPs, il serial dei due poliziotti ganzi (da noi sarebbero stati agenti Polstrada), uno biondo alto bello e l'altro piccolo nero e figlio d'immigrati, che convivono amabilmente e insieme garantiscono la sicurezza. Fin qui, nessun paradosso. Poi però si scopre che Poncharello (quello piccolo e nero) come tutti i portoricani indossa catenoni dorati truzzissimi, pensa solo alle donne, mastica la cicca una scena sì e una scena no per sentirsi più integrato.
Resta il fatto che CHiPs ha fatto epoca, a partire dal vasto sguardo lanciato sulle lanes durante la sigla, per continuare con le comparse coloured che spacciano e informano la polizia, in una sorta di festival settantino che ha lasciato il segno.
Erik Estrada, leggendario Poncharello, non è più riuscito a levarsi di dosso il ruolo del tarro portoricano. L'altro attore, invece, non è più riuscito a trovarlo, un ruolo.
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