E' durato soltanto tre stagioni, dall'81 all'83, The Greatest American Hero (il titolo originale sulla ABC), ma qui in Italia Ralph Supermaxi Eroe ha goduto di un'immensa popolarità, forse anche per il carattere scanzonato, da presa per i fondelli delle americanate e del dominio culturale che, attraverso il tubo catodico, andava affermandosi anche nel Belpaese.
Ralph è il contrario dei supereroi dell'universo Marvel, il fratello sfigato di Capitan America. E' timido, sensibile, ha la faccia di un angelone biondo, non riesce a controllare bene i suoi superpoteri e, quando cerca di volare come fa Superman, gli va malissimo e piglia delle mazzate incredibili in fase di atterraggio.
Nel cast, accanto all'impacciato e adorabile William Katt, c'è l'ossessione erotica in chiave buonista, Connie Sellecca, e Robert Culp, un duro mascellone americano che è la perfetta parodia dei duri mascelloni americani.
La storia è grottesca sin dagli esordi. Nella prima puntata, Ralph, un insegnante in gita, e Bob, agente Fbi impantanatosi in macchina, sono prescelti dai marziani per salvare la Terra dall'autodistruzione. A tal fine, Ralph viene dotato di un costume che, indossato, consente di sviluppare superpoteri. Difficile, a questo punto, è esercitarli e controllarli. Max ci riesce sempre, seppure con comica approssimazione.
Morale: gli americani sanno ridere anche di se stessi...
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