Puzzo di zolfo e odore di Big Babol non hanno mai smesso di aureolare intorno alla figura contraddittoria e contraddetta di Monsignor Milingo. Dovrebbe partecipare all'elezione del nuovo Papa, ma non lo farà, perché ne ha combinata una di troppo. Già erano sospetti in San Pietro gli allucinanti raduni nell'hinterland milanese dove, sotto un tendone approssimativo e bianco come quelli dei raduni di Pontida, Milingo imponeva le mani a una folla di indemoniati, psicotici, ipocondriaci e vari soggetti patologici che se ne sentivano autenticamente miracolati. Così era cresciuta intorno a lui una fama popolare superstiziosa e sospetta, che non faceva tanto leva sulla figura del Cristo quanto sui riti e gli esorcismi di origine africana con cui Milingo terapeutizzava le masse. Le polemiche col Vaticano andarono incendiandosi. Anziché acqua, sul fuoco delle polemiche Milingo gettò un cd: un bell'album in cui il Monsignore si esibiva in un improbabile rap e che Vasco Rossi fu ben lieto di sponsorizzare e produrre, portando Milingo davanti alle telecamere di RaiUno, in quel di Domenica In, concedendo alla Nazione il privilegio di ammirare questo ingessato santone e vicario vaticano, abbigliato di tutto punto con i paramenti sacri, imitare Ice T al rallentatore, in un imbarazzante playback.
Infine, il colpo di grazia alla sua permanenza in Concistoro. Milingo ha deciso di aderire al rito nuziale del Reverendo Moon, pontefice dell'ex Chiesa Unionista, una sorta di incubo religioso per gli americani: il Monsignore si unisce in nozze con un'anonima coreana quarantenne, che lui non conosce personalmente come lei non sa che marito sta per prendersi in casa, il tutto secondo la ritualità sospetta e pericolosa dell'ottantenne Moon. Tra Vaticano e Milingo, probabilmente è finita. Tra Milingo e la quarantenne è appena iniziata. Moon sarà felice dell'operazione, che ricorda quella con cui la Juve portò via Baggio alla Fiorentina.
Ma chi è davvero questo bizzarro e bizzoso religioso, che fa parlare di sé l'Italia da una decina d'anni? E' nato il 13 giugno 1930 Nasce a Mnukwa, distretto di Chipata (Zambia). Il 31 agosto 1958 è stato ordinato sacerdote. Nel 1966 consegue la specializzazione in Radiocomunicazione, in Kenia. Seguono molti anni di apostolato radiofonico. Nello stesso anno fonda Zambia Helpers Society (ZHS) per l’assistenza sanitaria nei villaggi attraverso le cliniche mobili. L'1 agosto 1969 Papa Paolo VI, a Kampala (Uganda), lo consacra Vescovo per l’arcidiocesi di Lusaka, capitale dello Zambia. In pieni anni di Piombo, il 3 aprile 1973, scopre, quasi per caso, il carisma di guarigione. Iniziano gli esorcismi. Nel 1982 viene richiamato a Roma. Seguono isolamento coatto, interrogatori e processo. L'anno successivo, Papa Giovanni Paolo II, come scrive l'Osservatore Romano del 6 agosto '83: "accetta le dimissioni dell’Arcivescovo di Lusaka". Monsignor Milingo viene contemporaneamente nominato dal Papa suo "Delegato speciale" per le migrazioni ed il turismo, e gli vengono assegnati un ufficio ed una abitazione del Vaticano.
Questo recita la biografia ufficiale di Milingo. I guai erano già iniziati. Successivamente, non hanno fatto altro che peggiorare...