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Dagli archivi del Movimento Solidarietà, il gruppo che rappresenta la filiale italiana della rete di Executive Intelligence Review e di Lyndon LaRouche, spunta una dettagliata cronistoria che spiega alla perfezione quanto sta succedendo attualmente in Medio Oriente, come e perché sia necessario indagare la "pista interna" che LaRouche indica come ipotesi di lavoro circa gli attentati dell'11 settembre, e cosa accadrà nel prossimo futuro in Estremo Oriente. Quella dipanata dall'EIR è una storia ambigua, che ha per cuore Londra e le élite tecnocratiche, accusate di essere i veri mandanti di una strategia di destabilizzazione globale basata su aggressioni speculative, azioni terroristiche e guerra disinformativa a livello planetario e spettacolare: la verità sul network del terrore imposto dal sistema tecnocratico di stampo anglosassone. Ed è peraltro la verità su Osama Bin Laden e l'uso propagandistico fattone dagli oscuri mandanti delle stragi alle Torri e al Pentagono...da "Executive Intelligence Review" Il network del terrore 9 novembre 1995 Il nuovo leader della Jihad islamica è made in Britain Fathi SHAKAKI, leader dei terroristi palestinesi della Jihad islamica, è stato ucciso alla fine di ottobre a Malta. Si presume che a liquidare Shakaki, famoso per organizzare attentati dinamitardi suicidi contro cittadini israeliani, sia stato il MOSSAD israeliano. Al suo posto, a capo della Jihad islamica, dovrebbe essere ora subentrato Ramadan SHALLAH che risiede a Damasco in Siria, ma che in passato ha trascorso sette anni in Inghilterra dove si è laureato in economia alla università di Ourham. Il governo israeliano avrebbe insistito presso Downing Street affinché intervenisse contro le centrali terroristiche a Londra, a quanto pare senza ottenere nulla. Durante la sua permanenza londinese Shallah avrebbe diretto per la Jihad operazioni internazionali di raccolta fondi ed altre operazioni logistiche senza subire interferenze da parte delle autorità londinesi. Gli enti di spionaggio internazionali erano da anni al corrente delle attività eversive di Shallah. Negli anni Settanta Shallah, che studiava in Egitto, avrebbe preso parte alla costituzione della sezione egiziana della Jihad islamica, la formazione che rivendicò l'assassinio di Anwar SADAT nel 1981. A seguito dell'assassinio di Shikaki a Malta, Shallah avrebbe ordinato due operazioni suicide nel Gaza in cui hanno perso la vita due fanatici suicidi e sono rimasti feriti 11 israeliani. 22 novembre 1995 Terrorismo: l'uomo dell'Iran-contra nel Foreign Office A capo del settore mediorientale del Foreign Office britannico figura Andrew GREEN, un personaggio che ha ricoperto un ruolo notevole nelle vicende dell'Iran-Contra negli anni Ottanta. Il ruolo di coordinamento del terrorismo svolto dagli inglesi riguarda particolarmente le operazioni terroristiche del fondamentalismo islamico, che in realtà sono gestite principalmente da Mujaheddin veterani della guerra in Afghanistan contro l'occupazione sovietica. A loro volta però questi Mujaheddin non sono d'origine afgana, ma provengono da diversi paesi islamici e dalla diaspora islamica internazionale. Furono reclutati e finanziati dalla CIA e dallo spionaggio britannico. Negli anni Ottanta, Green collaborò molto strettamente con il col. Oliver NORTH, incaricato da Bush della supervisione delle attività Iran-Contra nel Consiglio di Sicurezza Nazionale USA. I diari di North contengono continue menzioni di Green. Questi era allora consigliere presso l'ambasciata inglese a Washington e incontrò North nella primavera del 1984 per discutere segretamente a Londra una serie di accordi per negoziare il rilascio degli ostaggi americani in cambio di armi. Nel 1985 Green fu trasferito all'ambasciata britannica a Riad, in Arabia Saudita. Rientrato a Londra, Green fu incaricato alla fine del 1988 delle indagini sull'attentato di LOCKERBIE ed ebbe un ruolo fondamentale nel mascherare le responsabilità della Siria in quella vicenda. Sebbene le prove a carico del "Fronte popolare per la liberazione della Palestina-Comando generale" (PFLP-GC) di Ahmed JABRIL, sponsorizzato dalla Siria, fossero schiaccianti, si decise di dare la colpa alla Libia e di lì a poco il governo siriano si schierò nella Guerra del Golfo contro l'Irak, a fianco degli USA e dell'Inghilterra. Non meraviglierà quindi che già nel 1991 Green era diventato ambasciatore inglese a Damasco. Oggi Green presiede alla politica mediorientale del Foreign Office nel momento in cui l'intera regione è scossa dalla più grave ondata di terrore. Gran parte delle formazioni terroristiche issano le bandiere dell'Islam ma sono dirette dai Mujaheddin veterani dell'Afganistan e con base in Inghilterra. Nel numero 41 dell'Alert dell'EIR abbiamo documentato come questo valga in particolare per i terroristi algerini del GIA. Il 13 novembre è esplosa a Riad un'autobomba presso una base statunitense, uccidendo cinque cittadini americani. Gli esperti di sicurezza hanno indicato come responsabili dei Mujaheddin afgani. Lo stesso è accaduto in Egitto, dove i Mujaheddin afgani hanno svolto un ruolo centrale nei gruppi "islamici" che combattono il governo del Presidente Hosni MUBARAK. Il 15 novembre i terroristi "islamici" hanno assassinato un diplomatico egiziano a Ginevra. Di nuovo il 19 novembre gli "islamici" hanno ucciso 16 persone con un'autobomba esplosa presso l'ambasciata egiziana ad Islamabad, in Pakistan. 11 marzo 1996 Confermato il ruolo britannico nel terrorismo in medio oriente Israele continua a puntare il dito alla Gran Bretagna come la principale fonte di appoggio finanziario e logistico al terrorismo HAMAS. Stando ad un articolo di prima pagina del quotidiano londinese Financial Times, le forze di sicurezza israeliane considerano la Gran Bretagna "il centro" dei finanziamenti ai terroristi palestinesi. In una dichiarazione pubblica il ministro israeliano Yossi BEILIN, confidente del Premier Shimon PERES, ha fatto il nome della Gran Bretagna in questo contesto. A quanto ha dichiarato Beilin, Israele spera che dopo i recenti sanguinosi attentati "la Gran Bretagna" ed altri paesi europei rintraccino e blocchino le basi di appoggio finanziario e logistico all'Hamas. Stando alle forze dell'ordine israeliane, gran parte dei 70 milioni di dollari che Hamas riceve ogni anno dall'estero vanno alla cosiddetta "ala militare", ovvero alla struttura terroristica clandestina. I terroristi suicidi responsabili dei recenti attentati avrebbero agito dietro la promessa che le loro famiglie ottenessero sostegni finanziari vita natural durante. Come ha dichiarato un esponente delle forze dell'ordine israeliane "sarebbe molto più difficile per l'ala militare reclutare terroristi suicidi se venissero tagliati i fondi". Egli ha aggiunto che la Gran Bretagna è la principale fonte di finanziamenti ai gruppi terroristici Hamas da quando il governo americano ha deciso di confiscare i depositi dell'Hamas ed arrestare Mousa ABU MARZOUK, un leader dell'Hamas sospettato di attività terroristiche. Il ministro degli Interni britannico Michael HOWARD ha negato categoricamente ogni addebito: "Nel caso dell'Hamas, la polizia ed i servizi di sicurezza non hanno alcuna prova che confermi le accuse secondo cui i fondi raccolti nel Regno Unito vengano usati direttamente (sic) per sostenere atti terroristici". Il Premier Peres ed altri hanno espresso seri dubbi che la polizia palestinese sia in grado di combattere il terrorismo Hamas. Il vero motivo è che i britannici svolgono un ruolo di primo piano nel finanziare ed addestrare la polizia palestinese. Gli istruttori provengono dalla polizia e dai servizi britannici. Una fonte britannica, addentro a queste questioni, ha dichiarato quanto segue all'EIR: "Si, è vero che la polizia palestinese è una nostra responsabilità. Credo che se indagaste su questo vi trovereste al centro del problema. Non è solo l'attività delle nostre forze di polizia, ma anche di imprese di sicurezza private in cui operano 'ex' agente della SAS". In un'intervista radiofonica del 7 marzo, l'economista e candidato democratico americano Lyndon LAROUCHE ha ribadito che l'establishment britannico ha tutto "l'interesse strategico e le risorse clandestine di intelligence" per fermare il processo di pace in Medio Oriente facendo cadere il governo Peres e l'amministrazione Clinton. 22 aprile 1996 Terrorismo islamico e sempre Londra Dal 1993 in particolare, l'EIR indica e sottolinea costantemente le "impronte digitali" inglesi sulle formazioni terroristiche sia arabo/islamiche che ebraiche. Recentemente il ministro degli Interni egiziano Hasan Al Alfi ha dichiarato alla rivista araba Alwasat, pubblicata in Inghilterra, che i gruppi del terrorismo islamico hanno "le loro centrali a Londra". Al Alfi ha aggiunto che i terroristi islamici "operano anche in altre città europee, ma hanno tutti cominciato a Londra". La pubblicazione di queste dichiarazioni è avvenuta pochi giorni prima dell'attentato ai turisti greci di fronte ad un hotel del Cairo, di solito frequentato da israeliani, in cui sono morte 19 persone. Il gruppo Gama'a el-Islamia, che agisce in Egitto, ha rivendicato l'attentato aggiungendo che il 21 aprile avrebbe rapito cittadini americani per ottenere in cambio della loro libertà la liberazione del leader spirituale della Gama'a el-Islamia, lo sceicco Omar Abdul Rahman, detenuto negli USA. Il messaggio è stato emesso da una località dell'Afghanistan vicina al confine pakistano. A seguito dell'arresto di esponenti del Gama'a avvenuto l'anno scorso, i servizi segreti egiziani dispongono di prove certe che la dirigenza e le fonti di finanziamento dei terroristi della Gama'a sono a Londra. Lord Avebury, membro della Camera dei Lord ed "esperto" delle formazioni estremistiche e terroristiche di tutto il mondo, "prevede terremoti" politici nella regione del Golfo. Il 29 marzo la polizia dell'Arabia Saudita ha sequestrato una spedizione di esplosivi proveniente dal Libano, attraverso la Siria e la Giordania. Alla fine di aprile inizia la stagione dei pellegrinaggi, la Haj. Alla Mecca, Medina e Taif sono attesi più di due milioni di pellegrini islamici. Le circostanze per attentati terroristi o tumulti violenti sono difficilmente controllabili. 29 Agosto 1996 "I fedeli sudditi musulmani della regina" Per l'8 settembre è previsto in Inghilterra un raduno di terroristi islamici organizzato da Hizb-u-Tahrir-Inghilterra, un organismo di propaganda che coordina varie formazioni islamiche, soprattutto per raccogliere i fondi necessari per il mantenimento delle famiglie dei "martiri" e mantenere così la capacità di disporre dei commando suicidi provenienti dai ceti più poveri e disperati del mondo islamico. Tra i terroristi più quotati a livello mondiale dovrebbero partecipare all'avvenimento: 1) Osama Bin Laden, finanziere e terrorista saudita che ha avuto un ruolo notevole nel raccogliere i fondi per finanziare i Mujaheddin afgani contro l'Unione Sovietica; 2) Mohammed al Massari, dissidente saudita che opera agli ordini di lord Avebury, esponente della Commissione Diritti Umani della Camera dei lord che ha richiesto l'espulsione delle truppe americane dall'Arabia Saudita. Da altre parti del mondo, altri leader e raggruppamenti impossibilitati a partecipare invieranno discorsi e appelli videoregistrati. Tra questi va notato lo sceicco Omar Abdulrahman, in carcere negli USA; Muhammaed Hussein Dadhallah, leader degli Hizbollah del Libano; lo sceicco Ahmed Yassin, fondatore di Hamas, ecc. Gli organizzatori prevedono una partecipazione di 14 mila persone. "Questa è una piattaforma internazionale per gli attivisti musulmani che intendono liberarsi di governi anti-islamici" ha detto Al Massari al Sunday Times. Le accuse contro l'Inghilterra, che protegge i terroristi, accuse provenienti in particolare dalla stampa e dagli organi istituzionali egiziani, hanno suscitato una reazione del Circolo letterario dei musulmani del Bangladesh in Inghilterra. Il circolo ha emesso un comunicato di Muhammed Jalal-Abadi in cui si dice che: "Noi musulmani inglesi abbiamo fatto giuramento di fedeltà, in nome di Allah, alla regina ed allo stato. Per noi musulmani questa è una cosa molto seria e siamo pertanto obbligati nei confronti di Allah, della regina e dello stato a tener fede a questo giuramento". Ha aggiunto, per ulteriore chiarezza: "Ci auspichiamo che venga il giorno in cui tutti i territori islamici saranno liberati ed uniti e noi saremo liberi di intrattenere relazioni eccellenti tra l'Inghilterra ed il mondo islamico. Questo è proprio il nuovo ordine mondiale che i nemici dell'Islam intendono rimandare". 27 novembre 1997 Londra: centro del terrorismo internazionale A metà novembre, in un'intervista radiofonica, Lyndon LaRouche ha denunciato espressamente il controllo esercitato da Londra su vari gruppi terroristici, sia israeliani che arabi, utilizzati per provocare una sorta di "crisi missilistica di Cuba" in Medio Oriente. LaRouche ha chiesto che vengano imposte sanzioni contro la Gran Bretagna, che ospita numerosi covi terroristici. Il 17 novembre i terroristi dello Jama al Islamya, i cui dirigenti risiedono a Londra, hanno ucciso 58 turisti a Luxor, in Egitto. Il 23 novembre il Presidente egiziano Hosni Mubarak ha denunciato pubblicamente la Gran Bretagna che ospita noti terroristi egiziani: "Ci sono individui che hanno commesso reati terroristici e sono stati condannati in Egitto, e vivono in territorio britannico (...) i terroristi sono protetti da paesi come l'Inghilterra". Se ci fosse stata una cooperazione internazionale contro il terrorismo non ci sarebbe stata la strage di Luxor, ha aggiunto Mubarak. Un elenco delle trenta principali organizzazioni terroristiche, pubblicato dal Dipartimento di Stato americano, mostra in effetti che Londra è il centro del terrorismo internazionale. Almeno dieci dei 30 gruppi terroristici elencati hanno il loro quartier generale o centro logistico e finanziario a Londra, mentre altri 16 godono di notevole sostegno logistico, finanziario e politico dalla capitale britannica. Tra queste vi sono le seguenti organizzazioni terroristiche: l'organizzazione di Abu Nidal, il Gruppo Islamico Armato, Hamas, Jama al Islamiya, al Jihad, Kach, Kahane Chai, il Partito Operaio Curdo (PKK), le Tigri del Tamil e i Muhahidee e Khalq. Tra i gruppi che godono del sostegno logistico o politico della Gran Bretagna vi sono il gruppo Abu Sayyaf, Aum Shinrikyo, l'Harakat ul Ansar, gli Hezbollah, i Khmer Rossi, il Fronte Patriottico di Manuel Rodriguez, l'ELN, la fazione islamica Jihad-Shaqaqi, il Fronte di Liberazione della Palestina di Abu Abbas, il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, il FARC, Sendero Luminoso e il MRTA. Una settimana dopo la denuncia radiofonica di LaRouche un'altra conferma del ruolo britannico come covo terroristico è giunta dal quotidiano della Hollinger Corporation Daily Telegraph, che scrive nell'editoriale del 19 novembre: "Il Regno Unito è diventato negli ultimi anni un covo per numerosi gruppi estremistici, spesso con grande dispiacere dei governi alleati colpiti dalle loro attività. Tra questi gruppi vi sono gruppi fiancheggiatori dei terroristi islamici come i gruppi al-Jamaa al-Islamiya e Jihad, i più probabili responsabili della strage di Luxor sul Nilo, i palestinesi di Hamas e il GIA algerino". Il quotidiano britannico afferma che in Gran Bretagna non è un reato pianificare e preparare atti terroristici, basta che essi avvengano al di fuori della Gran Bretagna. Il giorno dopo il Daily Telegraph ha pubblicato un servizio speciale di due pagine dal titolo "la legge consente ai dissidenti di complottare da basi britanniche" corredato da una cartina che sembra copiata pari pari da quella pubblicata dal settimanale Executive Intelligence Review del 4 aprile 1997. 27 dicembre 1997 Mubarak continua ad attaccare i "capi del terrorismo a Londra" Il Presidente egiziano Hosni Mubarak ha intensificato la sua campagna politica contro il sostegno dato dai britannici al terrorismo internazionale. Dopo la strage di Luxor, che ha ucciso 62 turisti il 17 novembre, Mubarak ha denunciato pubblicamente la Gran Bretagna come il covo logistico ed il centro di comando di vari gruppi terroristici "islamici". In un'intervista del 23 novembre al quotidiano francese Liberation, Mubarak ha accusato il governo britannico di "lassismo, se non collusione, con i terroristi islamici che hanno cercato rifugio sul suolo britannico". Ha aggiunto: "Abbiamo preso contatto con John Major e i suoi servizi segreti. Hanno accampato ogni tipo di scusa. Ora chiediamo al governo di Tony Blair di consegnarci questi terroristi. Se la legge non lo consente, si può cambiare la legge per proteggere i cittadini". Le accuse di Mubarak sono sostanziate da numerosi resoconti della stampa egiziana. Il 7 dicembre il quotidiano arabo semi-ufficiale Al Ahram ha pubblicato un lungo servizio dal titolo "come possiamo circondare ed estradare i signori del terrore di Londra" che descrive i numerosi gruppi terroristici ed i loro covi a Londra. Valuta che vi siano 1400 gruppi, con 4000 membri attivi. "I servizi segreti britannici operano nel modo opposto rispetto alle loro controparti in tutto il mondo. Le informazioni raccolte dai servizi britannici su questi gruppi ed i loro membri vengono utilizzate per negoziare, o esercitare pressioni sugli stati mediorientali". In un'intervista al settimanale tedesco Der Spiegel, pubblicata il 13 dicembre, Mubarak dichiara: "Non capisco perché l'Inghilterra conceda asilo politico a individui le cui mani sono macchiate di sangue. Perché viene loro concessa la libertà di chiedere apertamente, in interviste e articoli sui giornali, l'assassinio di persone che la pensano diversamente? Perché si concede all'assassino di una fanciulla, Yassir al Sirri, condannato da un tribunale, di muoversi e agire liberamente? (...) Londra ci ha chiesto la sua fedina penale. Glie l'abbiamo mandata, ma finora non si è mosso nessuno. Nel frattempo il governo egiziano ha pubblicato sulla sua 'homepage' ufficiale nell'Internet una lista di 14 terroristi ricercati per le stragi in Egitto. La lista include foto segnaletiche, la descrizione dei loro reati ed altri dati importanti. Molti di loro risiedono in Gran Bretagna." Il governo egiziano è arrivato al punto in cui il ministro degli Esteri Amr Musa ha convocato il 14 dicembre l'ambasciatore britannico in Egitto David Batherwick per consegnarli una nota ufficiale in cui si chiede alla Gran Bretagna di "cessare di fungere da covo dei terroristi" e di "collaborare con l'Egitto per combattere il terrorismo". Il giorno dopo il quotidiano Al Ahram ha annunciato che l'Egitto potrebbe rivolgersi alla corte internazionale dell'Aia affinché intervenga contro la protezione data dai britannici ai terroristi. Il 14 dicembre il quotidiano arabo ha interpellato l'alto commissario dell'ONU per i profughi Adel Yassin, secondo il quale "l'Egitto ha il diritto di rivolgersi ad un tribunale internazionale per costringere la Gran Bretagna ad estradare i terroristi ricercati". 22 gennaio 1998 Gli arabi denunciano il terrorismo di Londra Numerosi parlamentari arabi riunitisi in una conferenza a Luxor il 14 gennaio hanno compiuto nuovi passi per smantellare la struttura di sostegno logistico, finanziario e politico del terrorismo che fa capo a Londra. Il presidente egiziano ha inviato un messaggio alla conferenza dei parlamentari in cui dice: "Siamo oggi costretti a serrare i ranghi per affrontare le cause più importanti e pericolose del terrorismo; ciò significa fermare alcuni stati che ospitano i terroristi, forniscono loro rifugio e sostegno." Il 16 gennaio, dopo aver parlato della conferenza, il quotidiano Al Ahram ha riferito le denuncie pubblicate dall'EIR in un articolo di Hussein Al Nadeem intitolato "L'Inghilterra e il background del sostegno al terrorismo", in cui si documenta come "Parlamento e governo inglesi hanno dichiarato una guerra terroristica aperta contro le nazioni del mondo quando hanno bocciato una proposta di legge per mettere al bando i gruppi che pianificano e finanziano azioni terroristiche all'estero". Al Ahram riferisce il ruolo di lord Averbury, "presidente della commissione diritti umani del parlamento che controlla e stabilisce i collegamenti con i vari gruppi terroristici internazionali". Passa quindi a spiegare che l'Inghilterra ha potuto utilizzare impunemente l'arma terroristica sfruttando la "relazione speciale con gli USA", i quali hanno protetto gli inglesi scaricando le responsabilità del terrorismo su nazioni come l'Iran e il Sudan "sebbene la rivista Executive Intelligence Review abbia chiarito il ruolo inglese e che 26 su 30 gruppi terroristici dichiarati pericolosi dal dipartimento di Stato USA abbiano uffici a Londra e che 10 di essi godono della protezione della corona inglese". L'articolo cita quindi Lyndon LaRouche: "Grande statista e pensatore americano, che ha avuto un ruolo di spicco nel denunciare la politica condotta in tutto il secolo dagli inglesi. In un'intervista (...) ha sottolineato l'importanza delle critiche che l'Egitto ha rivolto a Londra e che hanno riscosso tra l'altro il sostegno dell'Organizzazione della Conferenza Islamica a Teheran (...) Murabak non è una voce isolata: parla a nome di un'intera parte della popolazione mondiale (...) un miliardo di persone (...) questa è una rivolta generale contro la politica inglese". 26 febbraio 1998 Guerra santa dei terroristi di Londra contro gli USA Il 10 febbraio le organizzazioni terroristiche acquartierate a Londra hanno emesso una fatwa in cui si ingiunge a tutti i musulmani residenti negli USA, in Inghilterra ed in altri paesi occidentali di intraprendere azioni militari "contro i governi, le forze armate, gli interessi, gli aeroporti e le istituzioni degli USA e dell'Inghilterra". A firmare il decreto religioso è Muhammed Al-Massa'ari, saudita, sostenitore del terrorismo e stretto collaboratore di Lord Eric Avebury e di George Galloway, membri del parlamento britannico. La fatwa è sostenuta da oltre 60 organizzazioni "islamiche", anch'esse ovviamente con base a Londra. I firmatari sono solo "studiosi" e non rivestono cariche religiose. "I governi degli USA e dell'Inghilterra sappiano che debbono lasciare stare l'Irak altrimenti vanno incontro ad una guerra santa totale (...) facciamo appello ai musulmani di tutto il mondo, compresi quelli negli USA ed in Inghilterra, affinché contrastino in tutti i modi, a parole, finanziariamente, politicamente e militarmente, l'aggressione degli USA e dell'Inghilterra", si legge nel documento. Al-Massa'ari ha anche lanciato un altro appello fanatico per chiedere ai musulmani di rinunciare alla pace che godono nei paesi che hanno accordato loro l'asilo e prendere le armi per ingaggiare ogni forma di ostilità, accettando il martirio. La provocazione ovviamente mira ad eliminare le prospettive di una composizione pacifica della crisi irakena con qualche atrocità terroristica o inducendo il terrore nei confronti dei "sostenitori di Saddam in occidente". Essa mira a costringe l'opinione pubblica ad una "scelta di campo" e promuove lo scenario dello scontro tra "America ed Europa contro l'Islam" da tempo elaborata dai principali pensatoi anglo-americani. 13 agosto 1998 Chi sta dietro a Osama Bin Laden? I gravi attentati terroristici del 7 agosto contro le ambasciate americane di Nairobi e Dar Es-Salam sono stati attribuiti a gruppi terroristici islamici non appartenenti ad alcuno stato. La stampa internazionale si è affrettata a concentrarsi su Osama Bin Laden, il miliardario saudita che finanzia il terrorismo islamico. Il cosiddetto "esercito islamico per la liberazione dei luoghi sacri", che avrebbe rivendicato gli attentati, sarebbe un'emanazione del gruppo della Jihad islamica. Entrambi farebbero parte di una rete di terroristi islamici non appartenenti ad alcuno stato, e legati ad Osama Bin Laden. I nostri lettori sanno che i terroristi islamici "senza stato" hanno un centro logistico e organizzativo: Londra. Abbiamo documentato che Londra svolse un ruolo di primo piano negli attentati terroristi della primavera 1996 in Israele, che assicurarono l'elezione di Benjamin Netanyahu nel maggio 1996. Il Presidente egiziano Hosni Mubarak ha ripetutamente denunciato Londra come un "covo" di terroristi islamici. Il gruppo terroristico della Jihad islamica, che ha rivendicato la strage di Luxor, in Egitto, l'anno scorso, ha il proprio quartier generale a Londra. Nel novembre 1997 l'EIR intervistò Yasser al Sirri, condirettore del movimento della Jihad islamica, per telefono dal suo ufficio di Londra, dove gode di asilo politico. Nel corso dell'intervista Al Sirri minacciò di colpire gli interessi americani ovunque possibile. Anche Osama Bin Laden è ben noto ai nostri lettori. I giornali che lo indicano come il mandante dei due attentati non dicono ad esempio che pur risiedendo sulle montagne dell'Afghanistan, il suo portavoce e la sua base politica operativa sono a Londra. E' stato scritto molto sul fatto che si è trasferito nello Yemen e poi nel Sudan dopo essere stato costretto all'esilio dall'Arabia Saudita, ma nessuno ha aggiunto che dopo essere stato costretto a lasciare il Sudan, è fuggito nella sua residenza preferita nel quartiere di Wembley a Londra, e da lì si è trasferito in Afghanistan. Il "movimento Al-Mouhajairoun", che funge da portavoce di Bin Laden, ha sede a Londra, ed è costantemente disponibile a concedere interviste. 18 novembre 1999 I terroristi addestrati a Londra Un articolo del Sunday Telegraph del 5 novembre rivela che i terroristi di Osama Bin Laden vengono addestrati all'uso di armi ed esplosivi in basi segrete sul territorio inglese. Dopo questo addestramento iniziale i terroristi affinerebbero le tecniche in Pakistan e poi verrebbero spediti nelle missioni del Fronte Islamico Internazionale nei punti caldi come Cecenia o Kashmir. Una storia simile è andata in onda il 10 novembre sulla televisione russa, citando le stesse fonti, soprattutto Omar Bakri Mohammad e Anjem Chaudary. L'ambasciata russa a Londra ha già protestato presso le autorità inglesi. 1 novembre 2001 I terroristi islamici addestrati a Fort Bragg Il 20 ottobre Ali Mohamed, presentato come uno stretto collaboratore del terrorista islamico Osama Bin Laden, ha ammesso, di fronte ad un tribunale di New York, di aver partecipato ad un complotto per uccidere dei cittadini americani. La "confessione" è frutto del patteggiamento con il governo americano. Ad un esame più attento l'autodichiaratosi terrorista "islamico" lavora per i servizi USA almeno da due decenni e negli anni ottanta partecipò alle attività dei Mujahedin afgani controllati dai servizi statunitensi e britannici. Prima di convertirsi a Bin Laden, Mohamed è stato, tra il 1971 ed il 1984, nell'Esercito Egiziano. Con il grado di capitano prese parte ad un corso per gli ufficiali delle forze speciali dell'Esercito USA presso l'Istituto di Assistenza Militare di Fort Bragg. Sempre nel 1984 fu ammesso ad un altro addestramento per paracadutisti a Fort Benning. E' un fatto arcinoto che questi addestramenti speciali per truppe straniere hanno lo scopo principale di reclutare elementi stranieri alla CIA o ad altri servizi. Dopo questi addestramenti Mohamed lasciò l'Egitto per trasferirsi negli States dove, a seguito della naturalizzazione nel 1985, entrò nell'Esercito. Prestò gran parte del servizio attivo presso il Comando delle Forze Speciali di Fort Bragg. Trascorsi cinque anni nelle riserve fu congedato con tutti gli onori nel 1994. Adesso invece si sostiene che a quell'epoca sarebbe già stato attivo nell'organizzazione di Bin Laden. Risulta ufficialmente agli atti che Mohamed ha mantenuto i contatti con l'FBI ed altri servizi d'informazione fino al suo arresto, avvenuto nel 1998 ma tenuto segreto per otto mesi.
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