Nulla, fino al '75, faceva prevedere che Marshall A. Applewhite, il guru della sètta suicida Heaven's Gate, avrebbe tradotto a un tragico epilogo una congrega di fedeli. Carismatico e brillante, fino alla "near death experience" in cui cadde nel '72, Applewhite appariva una persona bizzarra ma senza alcuna velleità di diventare uno dei guru più oscuri della storia contemporanea. Era nato nel 1931, figlio di un ministro presbiteriano che fondava chiese per il Texas, trasferendosi di località in località ogni tre anni. La predicazione non attirava più di tanto il giovane Marshall, che invece dimostrava uno spiccato talento per la musica. Partecipò a eventi di musica lirica e folk e arrivò persino a insegnare in seminari dedicati alla Università di St. Thomas a Houston. Negli anni Sessanta, la vita di Applewhite era un monumento alla convenzione. Lavorava in opere e musical, in Colorado e Texas. Faceva il direttore di coro alla St. Marks Episcopal Church di Houston. Al teatro operistico di Houston ricoprì quindici ruoli piuttosto rilevanti in altrettante opere. Si sposò ed ebbe due figli.
Nel '72, la svolta. Applewhite lascia la famiglia: ha incontrato Bonnie Lu Nettles, un'infermiera che, a detta dei familiari, lo condiziona psicologicamente fino a mutarne totalmente la personalità. Dice la sorella del santone di Heaven's Gate: "Ai tempi Marshall lavorava a Houston. Ebbe dei problemi di cuore. Finì in ospedale. A detta di quell'infermiera la situazione si aggravò e Marshall ebbe una cosiddetta near death experience. Bonnie convinse Marshall che c'erano ragioni di tipo spirituale se era riuscito a sopravvivere a quell'evento. Lo trasformò in un messia. Disse che un gruppo lo stava attendendo". E' la storia della fondazione di Heaven's Gate, di cui Marshall Applewhite e la sua compagna, rinominatisi "Do" e "Ti", divennero i sommi sacerdoti. I due convissero "in castità" (parole di Applewhite") fino alla morte di Bonnie, avvenuta nel 1985. Nel frattempo avevano rischiato il carcere: nel '74 erano stati sorpresi a rubare una macchina e la carta di credito del marito di una loro adepta. I contatti con le rispettive famiglie vennero a breve troncati in via definitiva.
Nel 1975 inizia l'autentica leggenda di Heaven's Gate. Marshall e Bonnie convincono un gruppo di venti persone di Waldport, nell'Oregon, a seguirli in Colorado, in vista dell'incontro con un'astronave extraterrestre. Asseriscono di essere essi stessi degli alieni e di essere in costante contatto con un regno celeste popolato da loro simili. Dell'astronave, ovviamente, non si vide neanche l'ombra e il gruppo si sciolse. La coppia continuò le sue miti predicazioni, non raccogliendo molto successo.
Il salto di qualità venne effettuato nel '93, quando Applewhite comprò una pagina pubblicitaria di USA Today, per pubblicare un appello in vista della fine dei tempi. Heaven's Gate risorse a nuova vita intorno al santone smilzo. Sei mesi prima del suicidio di massa, venne affittato il ranch di Santa Fe che avrebbe fatto da teatro al funebre evento.
Un adepto che abbandonò il gruppo ha detto: "Marshall Applewhite era un uomo gentile e premuroso. Purtroppo credeva davvero in ciò che predicava". La migrazione verso Hale-Bopp e il regno alieno, al momento di questa dichiarazione, aveva già sterminato Applewhite stesso e i suoi 38 compagni di fede.