Con The Phantom Menace, il prequel della Trilogia, George Lucas da un lato sconfessa e dall'altro approfondisce il sistema esoterico che aveva reso tanto compatta e proiettiva la saga mitologica di Guerre Stellari. Il primo grido di allarme è stato lanciato dai fan di Luke & Han, all'annuncio che la Forza, in Episode One, era suscettibile di misurazione. E' George Lucas in persona a spiegare su MrShowbiz i motivi che lo hanno condotto a una simile e apparentemente devastante trovata: "Prima dell'ascesi, c'è la materia. La Forza causa la materia". C'è da attendere parecchio per sapere cosa Lucas ha intenzione di rappresentare oltre la materia: conosciamo già il "piano sottile" a cui tutti gli Jedi fanno riferimento (è il piano della Piccola Opera alchemica) e bisognerà aspettare la trilogia di sequel che Lucas ha intenzione di girare chissà quando (per ora siamo all'altezza del secondo episodio della trilogia di prequel). Tuttavia ha ragione chi tenta di leggere in The Phantom Menace alcune omologie tra simbolismi arcaici (soprattutto di tradizione egizia e di traduzione massonica) e figurazioni del film di Lucas. La parentela più stretta è quella che lega la regina Amidala alla dea egizia Iside. E' la Dea madre di Horus, il Messia egizio, che Luke Skywalker incarna nella Trilogia, e il suo ruolo centrale stabilisce l'equivalenza (di cui Lucas ammette l'esistenza) tra la triade Iside:Osiride:Horus e Amidala:Anakin:Luke. Un'altra interessante omologia a livello simbolico concerne il sigillo dell'Alleanza dei Ribelli. Il logo della schiera di oppositori all'Impero è la versione rovesciata di un simbolo ben noto a chi si occupa di antropologia delle nuove religioni: trattasi del glifo dell'associazione paramassonica Ancient Arabic Order of the Nobles of the Mystic Shrine, una sorta di Loggia del Leopardo che gli spettatori planetari hanno avuto occasione di conoscere in Happy Days. Nell'immagine a fianco, il logo degli Shriners è a sinistra; a destra, il simbolo dell'Alleanza. Infine una chicca filologica che rende conto dell'accuratezza dei riferimenti sacrali di cui George Lucas fa uso. Nel tempio egizio di Abydos sono stati individuati alcuni geroglifici interessanti, che l'archeoastronomia valuta in funzione dell'origine extraterrestre della vita. Si tratta di alcuni inesplicabili veicoli, interpretabili facilmente come mezzi di trasporto alieni. Lucas, che conosce la questione, per sostanziare il coté egizio-massonico di Star Wars, ha operato una traduzione sci-fi - precisa fin quasi alla perfezione - di questi glifi, che disegnano i mezzi di trasporto più evocativi della Trilogia.