Difficile riassumere in una pagina la vicenda di un artista che fa parte della storia della musica italiana. Pino Daniele è nato a Napoli nel 1955 e per almeno un ventennio è stato il portavoce di una napoletanità nuova, aperta al mondo, capace di mostrare le proprie debolezze ma anche di affermare la propria raffinatezza culturale e genialità artistica.
Un percorso che inizia nel 1977 con l'uscita del album Terra Mia e prosegue sempre in ascesa fino alla fine degli anni '80. Daniele diventa il centro gravitazionale di una cultura musicale che fa della mistura di atmosfere e influenze il suo segno caratteristico e la chiave della sua efficacia. Melodie napoletane, liriche poetiche si fondono con sonorità di volta in volta raccolte dal sudamerica, dall'africa, dai paesi arabi, in clima di mediterraneità assolutamente ammaliante.
Con l'album Bonne Soirée, del 1987, si può dire che finisca un'epoca, sia dal punto di vista storico sia dal punto di vista artistico. La musica di Pino Daniele subisce una sorta di metamorfosi, in parte spinta anche da alcune vicende personali dell'artista (problemi di salute, ripetuti interventi alle corde vocali). Fatto è che il disco Schizzechea with love (1988) lascia di stucco gli estimatori storici del sound di Pino Daniele e comincia a mostrare i segni di un cambiamento che si compie nel corso degli anni Novanta. Il punto di rottura è il disco Non calpestare i fiori nel deserto, del 1995. In questo album Pino Daniele mostra di aver nettamente virato verso la linea melodica tradizionale della canzone italiana, pur facendolo con la classe che lo contraddistingue, cercando collaborazioni prestigiose e utilizzando suoni sempre di elevata qualità. Ma i tempi di Terra Mia sembrano ormai del tutto seppelliti. La fine di Pino Daniele? Tutt'altro. "L'ascesa nel declino" dice una hip-hop band in una celebre canzone. Sta di fatto che la nuova piega della musica di Pino Daniele cattura il grande pubblico, anche quello del Nord che, fino a quel momento, aveva mantenuto sempre un certo distacco dalla produzione "napoletana" di Pino. Il disco centra diverse hit: Io per lei, Se mi vuoi, Resta resta cu'mmé. I puristi storcono il naso, ma il successo non è un'opinione. E su quest'onda, malgrado i continui problemi di salute e le frequenti pause negli impegni pubblici, Pino Daniele arriva al 1999 in vetta con l'album Come un gelato all'equatore.
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