Capitale: Tunisi
Popolazione: circa 9.250.000
Religione: islamismo a stragrande maggioranza, poi ebraismo e cattolicesimo
Valuta: dinaro tunisino
Documenti d'ingresso: passaporto o carta d'identità valida per l'espatrio accompagnata dal voucher di prenotazione alberghiera. Il visto non è richiesto
Vaccinazioni: nessuna obbligatoria. E' consigliabile la profilassi antitifica. Si raccomanda di bere solo da bottiglie sigillate e di evitare ghiaccio, verdure o altri cibi crudi e di premunirsi di disinfettanti intestinali
Clima: "mediterraneo", mite e piacevole tutto l'anno,con temperature medie comprese tra i 15 e i 23 gradi. All'interno e al sud, la vicinanza col Sahara lo rende più secco, con temperature diurne elevate e notti fresche
Abbigliamento: sportivo, fresco ma anche che protegga dal sole. Se andate nel deserto, portatevi abiti un po' più pesanti per resistere al freddo pungente, soprattutto delle notti invernali. Le turiste devono sempre evitare di indossare abiti corti nei luoghi di culto
Aeroporti principali: Tunisi, El Aouina e Cartagine, Djerba, Monastir
La Tunisia è di dimensioni abbastanza ridotte (all'incirca la metà dell'Italia), ma molti sono i motivi per scoprirla. E' infatti suddivisa in tre fasce, che presentano un ricco ventaglio di paesaggi e opportunità "viaggerecce". A nord e lungo la costa c'è la zona lussureggiante, ricca di acqua, coltivazioni, boschi e con un lungomare attrezzatissimo per il turismo. Poi c'è la regione centrale, con le oasi del deserto e quelle di montagna. Infine il sud, dominato dal grande Chott (il lago salato) e da sua maestà il Sahara. Il tutto fornito di ottimi servizi turistici (alloggio e ristorazione) e di trasporti superefficienti: dai bus ai louages, vecchie Peugeot trasformate in taxi per lunghi percorsi, che è partono quando sono piene (almeno cinque passeggeri).
Ma entriamo un po' più nel dettaglio. A nord ci sono le grandi città, in primo luogo la capitale Tunisi, vicina alle rovine (deludenti) di Cartagine. A Tunisi gli spotlights del buon viaggiatore s'illuminano sulla Grande Moschea, la vastissima Medina (il quartiere arabo), le Mederse (le scuole coraniche), il museo del Bardo e sui souk, gli imperdibili mercati tipici del mondo arabo. Una segnalazione meritano poi Monastir, Madhia e Sousse, affascinante porto di mare di primaria importanza sin dai tempi dei Fenici. La città si trova nella penisola di Capo Bon, la zona fertile per eccellenza di tutta la Tunisia, ricoperta da boschi alternati a campi coltivati a vite, cereali, alberi da frutto, ulivi. A Sousse ha sede, tra l'altro, il più importante museo di arte dei mosaici del mondo. Lungo la costa del Capo Bon ci sono anche Nabeul e Hammamet, fondate come città-fortino a difesa dei conquistatori provenienti dal mare, e oggi diventate centri di villeggiatura per i turisti del Nord-Africa e dell'Europa (oltre che, nel caso di Hammamet, sede di un esilio dorato per il fu Bettino Craxi: a proposito andate a vedere lo speciale La Tunisia di Craxi). Dal profano al sacro: lasciata la costa dei divertimenti, ci si addentra in una zona ben più arida, con i paesaggi che si trasformano in dune di sabbia e con la dorsale montana che chiude l'orizzonte. Qui sorge Kairouan, celebre per il centro storico vivacissimo e per l'imponente Grande Moschea, che l'ha fatta diventare una delle quattro città sante dell'Islam.
Siamo così arrivati alla fascia centrale. Quella delle oasi del deserto e di montagna. Le prime, che si trovano sulle vie degli antichi carovanieri, hanno i nomi magici di Tozeur (ricordate la canzone di Battiato?), Gafsa, Nefta, Dous: qui potrete fermarvi in villaggi "biblici", costruiti all'interno dei vastissimi palmizi. Fra le seconde spiccano invece Chèbika, Tameghza e Midès, sistemate fra gole profonde e canyon altissimi, con i villaggi "aggrappati" alle rocce e le cui popolazioni, ormai di numero ridotto, sopravvivono grazie alla raccolta dei datteri. Infine il grande sud della Tunisia. Che significa Chott, il grande lago salato oggi prosciugato e attraversato dai louages. E soprattutto Sahara, con le sue piste appena segnate e percorribili in dromedario (avendo tanto tempo a disposizione ed evitando le molteplici trappole per i turisti in cerca dell'offerta finto-avventurosa) o in jeep. Piste che portano a paesi come Matmata, le cui abitazioni troglodite (ovvero, scavate nel terreno) sono state rese celebri dalla saga cinemtaografica di "Guerre stellari", o come Chenini, Douiret, Guermassa: villaggi berberi, dove i frantoi vengono ancora azionati dai cammelli e la vita si svolge in comunità.
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