Capitale: Dublino Popolazione: 5.200.000, di cui 3.600.000 nella Repubblica e 1.600.000 nel Nord Religione: 95% cattolicesimo e 3.4% protestantesimo nella Repubblica; 60% protestantesimo e 40% cattolicesimo a Nord Valuta: lira irlandese Documenti d'ingresso: carta d'identità valida per l'espatrio o passaporto Vaccinazioni: nessuna obbligatoria. E' una buona idea farsi rilasciare dalla propria Ussl il modulo E111, che consente il rimborso delle spese mediche sostenute sul posto in caso di malattia Clima: il periodo migliore per visitare l'Irlanda è da maggio a giugno, poichè vi sono poche piogge e la temperatura è mite. L'estate è abbastanza calda, ma con frequenti piogge. Le coste non offrono molte possibilità per fare bagni al mare, poichè la temperatura dell'acqua è intorno ai 17°. Autunno e inverno sono piovosi e ventosi, ma il clima è comunque mite Abbigliamento: si consigliano i tweed tutto l'anno e abiti casual. Impermeabili e ombrelli sono sempre utili Aeroporti principali: Dublino, Shannon, Cork, Knock
"Vieni cuore, dove i colli si ammucchiano sui colli, perchè lì la fratellanza mistica del sole e della luna, dei colli e delle valli, del fiume e del ruscello esprime il suo volere". Questo luogo magico, cantato dal poeta William Buttler Yeats, è la gaelica Tir-na-nog, la terra dell'eterna giovinezza. Ovvero, l'Irlanda. Un piccolo gioiello (non raggiunge le dimensioni del nord Italia), che nonostante si trovi in mezzo all'oceano Atlantico e al mare del Nord ha un clima assai gradevole, grazie soprattutto alla corrente del Golfo che addolcisce le temperature delle coste occidentali e meridionali. E questa felice combinazione geografico-climatica sta alla base di un vero capolavoro ambientale: verdissima al di là dell'immaginabile, è circondata dal blu del mare e del cielo, tanto che si è meritata l'etichetta di "isola di smeraldo". Da non perdere sono dunque i suoi numerosi parchi naturali. Su tutti il Connemara nel Galway, il Glenveagh nel selvaggio nord del Donegal o il Killarney nel Kerry. Per non parlare poi della zona del Connacht, che mantiene più di ogni altra l'originario spirito dell'isola di San Patrizio. Parte di questa zona è conosciuta anche come "Yeats' Country": è qui che è nato infatti il poeta ed è qui che si sono maggiormente mantenute le radici gaeliche, sia nella lingua che nella cultura. La zona di Dublino è invece la più moderna, la più viva, socialmente parlando: ricca di musei, castelli e palazzi, in città e nei dintorni, da girare portando nello zainetto "The dubliners" di James Joyce e facendo ogni tanto una sosta in uno dei numerosissimi pub, dove rilassarsi con una Guinness, la birra irlandese per antonomasia.
Insomma, un insieme di scenari perfetti, quasi da favola, non a caso popolato (o almeno così narrano le leggende) da fate, elfi e druidi. Ma l'Irlanda, purtroppo, non è solo questo. E' anche la terra che ospita uno dei più sanguinosi conflitti del mondo: quello che divide cattolici e protestanti che vivono nelle sei contee del Nord. Dal punto di vista politico, questo paese è infatti diviso nella Repubblica d'Irlanda (Eire), a stragrande maggioranza di fede cattolica e indipendente dal 1949, e nelle sei contee dell'Irlanda del Nord, a maggioranza protestante e ancora parte del Regno Unito. Il che significa un tunnel lungo quasi ottant'anni di stragi, massacri e repressioni (il celeberrimo "sunday bloody sunday" cantato dagli U2), del quale forse solo ora si comincia a vedere la fine: nel 1998 è stato siglato un piano di pace fra i cattolici independentisti (rappresentati dal Sinn Fein, il braccio politico dell'Ira) e gli unionisti protestanti, che prevede la creazione di un auto-governo nell'Irlanda del Nord. Il piano di pace è stato a sua volta approvato dalla stragrande maggioranza della popolazione, che si è espressa attraverso un referendum. Passi importanti, fondamentali. Ma che ancora (purtroppo) non hanno portato a una vera pace in questa terra meravigliosa e martoriata.
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