Clarence - Società
Clarence
ATTACCO ALL'IMPERO
Homepage Free Internet Chat Forum Oroscopo Cartoline Clarendario Net to Be superEva superEva
SMS gratis Cerca Messenger Mail Games Links Meteo Free Blog B.I.G.
Sei qui:   Homepage > Società > Speciali > La Nuova Guerra > Le donne in nero
  OLTRE IL BURQA?
ATTENZIONE: il contenuto di questo speciale può essere inadatto ai minorenni e a un pubblico facilmente impressionabile. Anche se lo scopo di testi e immagini "forti" è proprio quello di far capire a tutti la barbarie in cui hanno vissuto (e continuano in gran parte a vivere) le donne in Afghanistan.
Una donna si sfila il burqa, in Afghanistan"No, non riesco a partecipare all'euforia, del resto per ora continuo a vedere morti, te l'avevo già detto ma vale ancora oggi, il nostro è un paese cimitero...". Così racconta il suo paese "liberato" una donna afgana, Zenad, parlando al telefono con Luisa Morgantini, parlamentare ed esponente delle Donne in nero. E così comincia il pezzo che ci ha inviato la stessa Morgantini via e-mail. Un pezzo che descrive bene ciò che sta accadendo oggi in Afghanistan. Soprattutto dal punto di vista delle donne. E che rivela una realtà un po' diversa da quella sparata a tutta pagina dai più importanti media internazionali: sì, è vero, qualche donna si è tolta il burqa e qualche uomo si è rasato, le musiche hanno ricominciato a suonare, ma c'è il timore che i mujaheddin - dopo aver lasciato qualche piccola libertà per accontentare gli occidentali - continuino con le punizioni e le vendette...

  DALLA PARTE DELLE DONNE AFGANE
Donne in nero contro la guerraCronaca di un viaggio di solidarietà
Sono state due volte vittime. Vittime della guerra, ma anche e soprattutto del regime oscurantista dei talebani. Durante il quale le donne afgane non potevano lavorare, studiare, essere curate. E dovevano vivere costantemente ricoperte dal burqa: la veste, da indossare obbligatoriamente, che le copriva e le nascondeva interamente dagli sguardi "lubrichi" del mondo (obbligo peraltro introdotto da quegli stessi mujaheddin che oggi passano come i "liberatori" del paese, ndr.). Ed è proprio a loro che si è rivolta la delegazione delle Donne in nero che dal 30 ottobre al 6 novembre 2001 è andata in Pakistan...

  UN VIDEO AGGHIACCIANTE
Un'esecuzione pubblica a KabulStadio di Kabul, 17 novembre 1999. Migliaia di persone sulle gradinate, ma non sono lì per una partita di calcio: l'evento in cartellone è la prima esecuzione pubblica di una donna da quando i talebani hanno preso il controllo del paese, nel 1996. Un documento agghiacciante, che una giornalista di origine afgana della Bbc, Saira Shah, è riuscita ad avere e a inserire nel suo documentario Dietro il velo: un'ora di immagini raccolte e girate dalla reporter durante un viaggio clandestino in Afghanistan, probabilmente la miglior testimonianza oggi disponibile sulle atrocità del regime degli "studenti di teologia". Ma alcune delle più agghiaccianti scene del documentario, compresa quella dell'esecuzione della donna nello stadio, non le ha girate la Shah: gliele ha fornite un'organizzazione di donne afgane che ha collaborato con la giornalista della Bbc. Si tratta della Revolutionary association of the women of Afghanistan (Rawa), che opera clandestinamente e le cui associate rischiano ogni giorno la vita nel tentativo di combattere il regime talebano attraverso la documentazione della loro brutalità.

  UNA PRIGIONE CHIAMATA BURQA

Più di tante parole: così vivevano le donne a Kabul sotto il regime dei talebani (ma non è che con i mujaheddin fosse poi tanto diverso...).
Vita da donna in Afghanistan Vita da donna in Afghanistan Vita da donna in Afghanistan Vita da donna in Afghanistan Vita da donna in Afghanistan
Vita da donna in Afghanistan Vita da donna in Afghanistan Vita da donna in Afghanistan Vita da donna in Afghanistan Vita da donna in Afghanistan
Le foto sono tratte dal sito Revolutionary association of the women of Afghanistan, l'organizzazione fondata nel 1977 da un gruppo di femministe afgane con l'obiettivo di promuovere e tutelare i diritti delle donne, la pace e la libertà.

  CARTA D'IDENTITA'
Donne in nero contro la guerraChi sono le Donne in nero
"All'inizio di questo inverno (1987), in sette donne, tutte vestite di nero, stavamo ferme in piedi, in silenzio, in mezzo a Sion Square a manifestare contro l'occupazione". In queste parole di una donna in nero israeliana di Gerusalemme, il senso primario dell'agire delle Donne in nero israeliane che protestavano e protestano contro la politica di occupazione attuata dal proprio governo. Il nero e il silenzio assunti a simbolo della tragedia comune del popolo palestinese ed israeliano. E da quel momento sono stati avviati progetti e incontri che hanno visto crescere la rete di relazioni: sempre in Palestina, ma anche nei Balcani, Algeria, Libano, con le donne kurde, fino ad arrivare in Pakistan e Afghanistan...

  LA BOMBA PROFUGHI
Un bimbo afgano, profugo in PakistanIstruzioni per l'uso: come dare il tuo aiuto
L'emergenza umanitaria in Afghanistan si aggrava. Decine, forse centinaia, di migliaia di uomini, donne e bambini fuggono dal paese e premono alle frontiere. Vanno ad aggiungersi agli altri milioni di profughi che già sono scappati dalla guerra civile e dal regime dei talebani negli anni scorsi. Una vera "bomba profughi", l'ha definita il portavoce dell'Onu. Che minaccia soprattutto i paesi limitrofi, tanto che tutti questi poveracci vanno a sbattere contro confini chiusi: le guardie di frontiera pakistane, per esempio, hanno l'ordine di non far passare nessuno. Insomma, gli afgani sono un popolo in fuga che nessuno ha voglia di accogliere. Tranne l'Onu e le organizzazioni umanitarie, che però hanno tanto bisogno del vostro aiuto... ecco uno speciale con tutte le istruzioni per darlo.

 LA NUOVA GUERRA
Bush junior versione talebanoSTATI DI POLIZIA
Più potere ai servizi segreti e tribunali speciali: è il Patriot Act contro il terrorismo voluto da Bush. Altri Paesi l'hanno subito "copiato". Ma cresce l'allarme per queste norme: non è che così si minacciano troppo i nostri diritti?
Maria Grazia CutuliReporter si muore. Ancora
Dopo la Cutuli, un altro giornalista muore in Afghanistan: è l'ottavo.
Gulbuddin HekmatyarDalla brace alla padella?
Crimini e misfatti dei mujaheddin "signori della guerra".
BioterrorismoAllarme bioterrorismo
Antrace, peste, gas nervino: il mondo vive l'incubo chimico.
Osama flash LadenOsama "flash" Laden
Un'invasione di giochi e cartoon in flash dedicati allo sceicco del terrore.
E inoltre: Oltre il burqa?, La bomba profughi, Ministri allo sbaraglio, L'Italia va alla guerra, Wanted Osama, Foto dal fronte, X-Files: american jihad!, La pace in marcia, Al Jazeera in diretta, La lista di Bush, Viaggiare in pace, Terrorismo a Milano?, Affari sporchi, Parole di guerra, Pakistan a rischio, Una lezione per Silvio?, Borse in guerra, La mappa dei bombardamenti, Il forum, I volti della guerra, Cia X-Files, Un Paese off-limits, Paginatrè speciale, Yahoo! Jihad, Ufo tra le Torri?, I video, Tutte le cronache, Tutte le analisi, Slideshow, Le immagini: attacco agli Usa, Guerra? No, grazie, 70 anni di attentati.

  di Maurizio Pluda
gli stessi argomenti su:   NESSUNO  
   data: 31 ottobre/22 novembre 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

  COSTRUISCI CLARENCE...
Se vuoi segnalarci un sito, gestire una rubrica o inviarci un suggerimento clicca qui.


SPONSORED BY:
     
A WWWORLD APART
DadaWebmaster: sindaco@clarence.com - Clarence ® è un marchio registrato di Clarence s.r.l. - Ideato da Gianluca Neri e Roberto Grassilli, realizzato dalla Redazione - Pubblicità - Uff. Stampa - Lavora con noi.
© 1996-2002 Clarence s.r.l.