STATI DI POLIZIA
Più potere ai servizi segreti e tribunali speciali: è il Patriot Act contro il terrorismo voluto da Bush. Altri Paesi l'hanno subito "copiato". Ma cresce l'allarme per queste norme: non è che così si minacciano troppo i nostri diritti?
L'Afganistan, da sempre, è il luogo dove la strada fra Europa e Asia
si barrica fra i deserti e i monti. Povero di per sé, ha un'importanza
strategica vitale. Il "grande gioco" fra Russia e Inghilterra,
nell'Ottocento, verteva esattamente su questo. A ciò si aggiunse,
quando il mondo cominciò ad andare a nafta, il controllo del petrolio:
tutti i principali giacimenti della terra dipendono strategicamente da
quelle montagne.
Una ventina d'anni fa, la fazione filoccidentale delle tribù afgane
(quella cioè che riteneva che le donne non vadano picchiate troppo
forte) riuscì, per una serie di casi, a cacciare il vecchio re feudale
e a prendere il potere. Le tribù meno progredite insorsero.
I "progressisti" chiamarono in aiuto l'Unione sovietica (altro aiuto
non c'era). Gli americani, per equilibrio, si schierarono
immediatamente coi tradizionalisti. Duecento anni prima, in Italia, i
francesi avevano appoggiato i borghesi "giacobini" della repubblica
napoletana, gl'inglesi i "lazzari" fanatici del cardinal Ruffo. Il
meccanismo fu esattamente lo stesso. Una guerra tribale atrocissima, di
montanari selvaggi contro cittadini. La ferocia dei montanari, e gli
aiuti americani, alla fine ebbero la meglio. I talebani - con armi
americane - conquistarono la capitale, impiccarono rapidamente i
borghesi occidentalizzati e cominciarono a governare.
Del governo talebano in Afganistan non vale la pena di parlare. In
questo momento, una dozzina di cristiani è in attesa della forca per
aver "propagandato" i vangeli. Agli ebrei e agli hindu è stato imposto
di portare la stessa gialla. Abbiamo pubblicato in passato l'appello
delle donne afgane - lapidate appena alzano il velo, costrette a vivere
dentro sacchi con due buchi - alle loro sorelle occidentali
e "femministe", che se ne sono fregate allegramente. I talebani sono
per altro dotati di tecnologie moderne e di telefonini, forniti da
società americane ed europee.
L'Afganistan, sotto il governo dei talebani, è il luogo dove viene
prodotto il settanta per cento dell'eroina che transita per il mondo.
E' il luogo dove si organizza il più feroce terrorismo. E'
il "santuario" di Laden. Ma è stato antisovietico, è antirusso, e
dunque, a modo suo, è utile alla politica americana. "E' una canaglia,
d'accordo - disse Theo Roosevelt quando gli riferirono le atrocità di
un dittatore centramericano - Ma è la nostra canaglia". Esattamente
per questa ragione, il governo dei talebani è sopravvissuto, mentre -
per atrocità molto minori - venivano bombardati Milosevic e Saddam.
Fino alle Due Torri.
* * *
L'Afganistan è un piccolo paese. Ma il Pakistan non lo è affatto. E'
un bastione potente - dal punto di vista americano - contro l'India,
che ai tempi dell'Unione sovietica era filosovietica e adesso si ostina
a restare non allineata. Inoltre, è un mezzo indiretto di pressione
sul più importante partner asiatico degli Stati Uniti, che è - in
buona sostanza - la Cina. La Cina è rivale dell'India, e gli Stati
Uniti finanziano lo stato nemico dell'India: il Pakistan sostiene lo
sforzo militare per tenere a bada l'India, la Cina ne riceve i benefici
strategici immediati, e gli Stati Uniti quelli immediatamente
successivi. Perciò neanche il Pakistan si può toccare: si può anzi
permettergli di farsi un suo arsenale nucleare.
In Pakistan la legge islamica, o meglio quella che i dittatori
fondamentalisti fanno passar per islamismo, vige quasi come in
Afganistan: taglio delle mani, fustigazioni, lapidazioni, niente diritti
alle donne. Un professore di liceo è in attesa d'esecuzione per avere
affermato che i genitori di Maometto non erano musulmani.
Il Pakistan, inoltre, è quello che fornisce armamenti pesanti, campi
d'addestramento e personale specializzato ai talebani. Poche settimane
prima di essere ucciso, il capo di guerriglieri afgani anti-talebani
aveva dichiarato: "In realtà, noi siamo invasi dai pakistani".
Difficile pensare che, fra le tante attività dei talebani, proprio il
terrorismo sia sconosciuto agli ufficiali e funzionari pakistani
incaricati di organizzare e addestrare la manovalanza talebana. Ma
anche il Pakistan, per le ragioni dette sopra, non si può toccare.