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  BATTERI E VIRUS
La pulce portatrice del batterio della peste  PESTE
È una malattia infettiva che colpisce uomini e animali provocata dal batterio Yersinia Pestis, rintracciabile nei roditori e nei loro parassiti (pulci). Le epidemie di peste hanno avuto effetti devastanti sul nostro pianeta fin dall'antichità: la peste nera nel Medioevo uccise dai venti ai trenta milioni di persone, un terzo della popolazione europea dell'epoca. Secondo uno studio realizzato nel 1970 dalla World Health Organization la disseminazione come aerosol di 50 kg del batterio su una città di 5 milioni di abitanti provocherebbe 150 mila casi di peste polmonare, di cui 80-100 mila con necessità di ricovero ospedaliero e 36 mila decessi.
DIFFUSIONE: la forma polmonare della peste è altamente infettiva e si trasmette per contatti intrapersonali con minuscole goccioline di origine respiratoria.
SINTOMI: l'incubazione della malattia varia da 1 a 6 giorni. Si manifesta con febbre, mal di testa, indolenzimento muscolare, tosse con secrezioni sanguinolente.
EVOLUZIONE: senza intervento farmacologico la mortalità sfiora il 100%.
CURA: esistono vari antibiotici efficaci contro la peste, ma devono essere assunti quanto prima. Non esiste vaccino, ma una profilassi antibiotica iniziata 7 giorni prima permette l'esposizione al batterio senza conseguenze.
Tularemia  TULAREMIA
L'agente che provoca la tularemia è la Francisella tularensis, considerato uno dei batteri patogeni più infettivi tra quelli conosciuti. Era già conosciuto e studiato da giapponesi e americani durante la seconda guerra mondiale.
DIFFUSIONE: gli esseri umani possono contrarre la tularemia attraverso il contatto con insetti o animali infetti, acqua o cibo contaminati o attraverso l'inalazione. Non è mai stata riscontrata la trasmissione uomo-uomo.
SINTOMI: simili a quelli dell'influenza o di una polmonite atipica. Vengono avvertiti dopo pochi giorni, al massimo due settimane dopo l'esposizione al batterio.
EVOLUZIONE: se non si provvede con cure antibiotiche l'ammalato può morire nel giro di due settimane (mortalità compresa tra il 30% e il 60% dei casi). Con trattamento antibiotico il tasso scende fino al 2%.
CURA: antibiotici. Esiste anche un vaccino che offre però una copertura incompleta.
Vaiolo  VAIOLO
Il virus del vaiolo è stato sradicato dal pianeta dal 1977 e dal 1980 la vaccinazione è stata dichiarata non necessaria e perfino sconsigliata dalle autorità sanitarie internazionali. Proprio per questa ragione negli anni '80 l'URSS ha coltivato e immagazzinato tonnellate di questo virus da inserire nelle testate dei suoi missili intercontinentali. Il vaiolo è molto infettivo, mortale nel 30% dei casi e praticamente incurabile.
DIFFUSIONE: può essere sparso nell'aria come aerosol. Da persona a persona si trasmette con goccioline di saliva.
SINTOMI: il periodo di incubazione è di 1-14 giorni dopo l'esposizione. I sintomi includono febbre, affatticamento e dolori, seguiti dall'energere di un esantema con lesioni cutanee.
EVOLUZIONE: la mortalità nei casi di infezioni da vaiolo è del 30%.
CURA: non esiste un trattamento specifico contro il vaiolo. Esiste il vaccino ma negli Usa non è più obbligatorio dal 1973. Esistono scorte ma non possono coprire che una quota limitata della popolazione.
Il virus di Ebola al microscopio  FEBBRI EMORRAGICHE
Le febbri virali emorragiche (VHF, secondo l'acronimo inglese, che sta per Viral Hemorrhagic Fevers) sono costituite da un gruppo di malattie causate da diverse e distinte famiglie di virus. Alcuni di questi causano affezioni relativamente poco gravi, mentre altre possono provocare la morte, per esempio Ebola.
DIFFUSIONE: questi virus sono di solito associati a a un animale o insetto che li ospita, ma non tutti i vettori sono stati identificati ( ad esempio quelli di Ebola e Marbur). Alcuni di questi virus possono essere trasmessi attraverso i liquidi corporei di persone infettate.
SINTOMI: le reazioni al contagio dipendono dal tipo di virus, ma i sintomi spesso includono febbre, affaticamento, senso di stordimento, dolori muscolari e stanchezza. In diversi casi si possono avere perdite di sangue sotto la pelle e negli organi interni.
EVOLUZIONE: gli esiti fatali sono molto frequenti. Ad esempio l'ultima epidemia di Ebola (Uganda 2000/2001) ha avuto esiti mortali nel 53% dei casi.
CURA: in genere non esistono cure o terapie di contenimento per i virus di questo tipo.

  di Guido Fossati
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   data: 11 ott 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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