STATI DI POLIZIA
Più potere ai servizi segreti e tribunali speciali: è il Patriot Act contro il terrorismo voluto da Bush. Altri Paesi l'hanno subito "copiato". Ma cresce l'allarme per queste norme: non è che così si minacciano troppo i nostri diritti?
I due fronti della guerra, l'afgano e l'americano, si incendiano e il conflitto subisce una repentina e tragica impennata. Nonostante l'evento dello schianto dell'airbus American Airlines su Queens, a New York ieri, la scena è stata rubata da quanto è accaduto oggi a Kabul e nel resto dell'Afghanistan, che gli Usa bombardano senza sosta da più di un mese. L'Alleanza del nord, "scordandosi" dei proclami di ieri notte, con i quali asseriva di volere attendere le decisioni della Nato prima di prendere la capitale afgana, è entrata questa mattina in Kabul e sta dilagando anche verso le zone occidentali e meridionali (compresa Kandahar, il centro spirituale dell'ex regime degli studenti coranici) del paese. I talebani hanno abbandonato le città e si stanno ritirando sulle montagne, non opponendo alcuna resistenza alla marcia delle truppe di mujaheddin, accolti con giubilo dalla popolazione di Kabul, che pare essersi sollevata al fine di accelerare la dipartita dell'esercito del mullah Omar. Situazione tesissima, in ogni caso: il presidente George W. Bush aveva ammonito l'Alleanza di non prendere la capitale. Al centro dei giochi, ora, c'è la Russia di Putin, partner indispensabile all'Occidente per garantire un trapasso morbido dal regime talebano a uno nuovo, tutto da inventare. Ma non è finita qui: Osama bin Laden non è stato catturato e la resistenza degli studenti coranici, ritirati in caverne e montagne, sarà difficile da vincere. Tanto che le fonti militari americane hanno paura che questa ritirata dei talebani possa diventare una trappola stile Vietnam per le truppe Stars & Stripes... Anche perché il mullah Omar oggi ha rivolto un appello ai suoi miliziani, ordinando loro di ubbidire ai comandanti, non disertare, radunarsi e combattere. Il capo spirituale della teocrazia ha aggiunto che lui rimane a Kandahar, smentendo in questa maniera le voci che lo volevano in fuga verso il Pakistan. A completare il quadro, infine, c'è l'incognita Pakistan: il governo di Islamabad ha espresso la sua grave preoccupazione per l'ingresso dell'Alleanza del nord a Kabul. Nei giorni scorsi, il generale-presidente Musharraf aveva chiesto a Bush di impedire che un solo gruppo afgano si impadronisse del potere nella capitale. La giunta militare pakistana teme infatti che possano ripetersi gli episodi di anarchia e di violenza dei primi anni '90. E soprattutto, vede come il fumo negli occhi un Afghanistan in mano all'Alleanza del nord, gruppo che non è mai stato in sintonia con il vicino e ingombrante Pakistan. Musharraf ha così oggi rivolto una serie di richieste precise all'Onu: la formazione di un governo in cui siano rappresentate tutte le etnie (in particolare i pashtun), l'invio a Kabul di una forza multinazionale alla quale dovrebbero partecipare innanzitutto i paesi islamici e la smilitarizzazione della capitale afgana. Un appello subito rilanciato da Tony Blair e, in serata, raccolto dalle Nazioni unite. L'Onu manderà immediatamente esperti politici a Kabul, per coordinare la creazione di un governo di transizione. La partenza degli esperti è immediata. La decisione è stata comunicata al Consiglio di sicurezza da Lakhdar Brahimi, inviato speciale del segretario generale Kofi Annan per l'Afghanistan. Capitolo Queens. Sale a 269 il tragico conto delle vittime. Recuperate le due scatole nere dell'aereo che si è abbattuto ieri sul quartiere newyorchese, radendo al suolo 20 abitazioni dopo avere perduto il motore. Smentita la presenza a bordo di passeggeri italiani. Si propende per l'ipotesi dell'incidente: la National transportation safety board (Ntbs), l'agenzia che sta conducendo l'inchiesta sulla tragedia dell'A300 dell'American Airlines, è sempre più convinta che si sia trattato di un disastro dovuto a cause tecniche, e non di un atto terroristico. "La scatola nera con le registrazioni delle conversazioni nella cabina di pilotaggio", ha spiegato il portavoce della Ntsb, George Black, "è l'informazione più importante di cui disponiamo. Un veloce ascolto del suo contenuto ha evidenziato che non vi era alcuna attività insolita nella cabina diversa dalla sequenza dei fatti di un incidente". Tuttavia, nuovi testimoni asseriscono che si è udita distintamente un'esplosione prima del cedimento: su queste testimonianze le agenzie Usa sono al lavoro. Cia e Nsa ancora non escludono la pista dell'attentato e oggi, sul Corriere della Sera, è apparsa un'intervista al consulente Cia per il terrorismo, Marvin Cetron, estensore del rapporto sul terrorismo nel 2000: sostiene che alla fine si scoprirà che il plane-crash su Queens è stato frutto di un attentato, e mette in stato d'allerta l'Italia e la Francia, sostenendo che Vaticano e Tour Eiffel sono obbiettivi ad alto rischio.
KABUL: SI RICOMINCIA A OPERARE [ 13 novembre ] E' (paradossalmente) una buona notizia: l'entrata dei mujaheddin a Kabul ha permesso la riapertura dell'ospedale gestito da Emergency (l'organizzazione umanitaria italiana fondata dal chirurgo Gino Strada) nella capitale afgana...