STATI DI POLIZIA
Più potere ai servizi segreti e tribunali speciali: è il Patriot Act contro il terrorismo voluto da Bush. Altri Paesi l'hanno subito "copiato". Ma cresce l'allarme per queste norme: non è che così si minacciano troppo i nostri diritti?
Un altro giorno è passato. Una nuova notte è arrivata. Ma, di notte o di giorno, per l'Afghanistan non cambia molto: le bombe e i missili Cruise e Tomahawk martellano tutto il Paese. Nel mirino di questa nuova ondata di attacchi sembra essere soprattutto Kabul, ma solo domattina sapremo quali saranno stati gli obiettivi colpiti. E' invece impossibile dare un bilancio attendibile delle vittime: anche sulle cifre è "guerra" fra talebani e anglo-americani. I primi parlano di molti civili morti (almeno una settantina), i secondi negano sdegnosamente. La sola cosa certa, per il momento, è che non c'è l'unica "vittima" davvero importante: Osama bin Laden. I bombardamenti non sono ancora riusciti a colpire lo sceicco del terrore. E nemmeno il mullah Omar, guida spirituale della teocrazia afgana: "Sono vivi entrambi e stanno bene", ha detto Abdul Salam Zaeef, ambasciatore dei talebani in Pakistan. Bin Laden sta talmente bene che ieri notte, ha lanciato un altro agghiacciante avvertimento al mondo, trasmesso come sempre dagli schermi di Al Jazeera: la televisione del Qatar, che sabato aveva già mandato in onda il video incriminato di Osama. Suliman Abu Ghaith, il portavoce di Al Qaeda (l'organizzazione terroristica guidata dallo sceicco), ha iniziato il suo breve intervento lodando gli autori degli attentati di New York e Washington dell'11 settembre, senza però fare una esplicita rivendicazione: "L'attacco alle Twin Towers e al Pentagono ha portato la guerra nel cuore degli Stati uniti e rimarrà all'interno dell'America fino a quando continuerà a sostenere gli ebrei e fino a quando non metterà fine all'ingiusto embargo contro il popolo iracheno". Poi la terribile minaccia di nuovi dirottamenti. "La tempesta di aerei contro l'America non è finita, perché migliaia di giovani della nostra nazione aspirano al martirio allo stesso modo con cui gli americani vogliono vivere". Il portavoce di Al Qaeda ha anche fatto un ulteriore appello alla jihad per opporsi alla "crociata" lanciata dal presidente americano. "La guerra santa è un dovere per ogni musulmano e la lotta contro la crociata di Bush continuerà finché gli americani non avranno abbandonato le terre islamiche". Immediata la risposta di Bush. La Casa Bianca ha diffuso la nuova lista dei 22 principali terroristi ricercati dall'Fbi e coinvolti in attentati ad obiettivi Usa dal 1985 al 1993. Tra questi figura, ovviamente, lo stesso Osama bin Laden, coinvolto negli attentati alle ambasciate americane in Kenia e Tanzania del 7 agosto del 1998. I nomi degli altri terroristi sono invece legati al dirottamento del TWA 847 e di alcuni aerei a Manila, all'attentato alle Khobar Towers in Arabia e a quello all'ormai ex World trade center del febbraio 1993. Sono "i terroristi più ricercati nel mondo", come li ha definiti il segretario di Stato Colin Powell nella conferenza stampa di presentazione. E "devono essere trovati, verranno fermati ed arrestati", ha sottolineato Bush. Si tratta di gente che "ha pianificato, promosso e commesso assassini" e, soprattutto, "che ha tradito la propria fede", ha affermato il presidente americano. Ribadendo ancora una volta che quella ingaggiata dagli Stati uniti "non è una guerra contro una religione". I nomi resi pubblici sono i primi 22 inseriti nella lista di cui è stata annunciata oggi la creazione e che, ha assicurato Bush, è destinata ad ampliarsi. Insomma, terroristi di tutto il mondo, tremate...
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