STATI DI POLIZIA
Più potere ai servizi segreti e tribunali speciali: è il Patriot Act contro il terrorismo voluto da Bush. Altri Paesi l'hanno subito "copiato". Ma cresce l'allarme per queste norme: non è che così si minacciano troppo i nostri diritti?
Kabul e Kandahar sono state oggetto del più pesante bombardamento dall'inizio della guerra nel corso della quarta notte di attacchi Usa. Nel mirino le strutture di comando e le postazioni sotterranee dei talebani. Sono state impiegate per la prima volta anche le superbombe Gbu-28, "progettate" per distruggere i bunker. Particolarmente pesante è stato il fuoco di fila su Kandahar, nel quale sono stati colpiti edifici governativi e aeree residenziali. La Cnn è riuscita a mostrare tramite un telefono satellitare, le immagini di centinaia di civili in fuga dalla città a piedi o su asini. Secondo il ministro dell'istruzione di Kabul, è stata completamente distrutta una moschea a Jalalabad. E, soprattutto, questo pesantissimo martellamento avrebbe provocato la morte di un gran numero di civili. Ma è praticamente impossibile dare un bilancio attendibile delle vittime: anche sulle cifre è "guerra" fra talebani e anglo-americani. Ma dietro questi massicci bombardamenti si nasconde un obiettivo ancora più pericoloso: per la popolazione afgana, i soldati, il mondo intero. E cioè, l'attacco da terra. I vertici militari statunitensi sono infatti già al lavoro per pianificare la seconda fase di Enduring freedom (Libertà duratura, il nuovo nome dato dal Pentagono all'operazione dopo le polemiche sulla scelta precedente, Infinite justice). Secondo le strategie elaborate dai responsabili della Difesa, le forze speciali andranno a caccia dei capi di Al Qaeda sulle montagne e nel deserto afgano. Si affideranno alle informazioni dell'intelligence provenienti da fonti diverse, cercando di localizzare i leader, per poi ucciderli. Forze di fanteria leggera si assicureranno il controllo dei campi d'aviazione afghana e difenderanno i confini del paese, come quelli con l'Uzbekistan, possibile oggetto d'attacco talebano. Non a caso nell'ex repubblica sovietica sono arrivati non solo gli "alpini" a stelle e strisce, ma numerosi altri soldati americani, per un totale di almeno 1.200 unità. I militari si troverebbero nella provincia di Karshi, in cui ha sede la base aerea uzbeka di Khanabad, nell'ambito di un massiccio spiegamento di forze. In meno di una settimana, 60 aerei sono atterrati lì, portando equipaggiamenti, mentre altri 110 sono attesi a breve. Un uso limitato della base era stata concessa agli americani dal presidente uzbeko, Islam Karimov, nel suo incontro della scorsa settimana, a Tashkent, con il segretario della Difesa Usa, Donald Rumsfeld. Dall'Uzbekistan avrebbero potuto partire solo missioni umanitarie o di ricerca e salvataggio. A queste missioni erano destinati gli uomini della decima divisione di montagna basata nello stato di New York. Ma a loro si sono aggiunti, secondo quanto confermerebbero fonti militari, uomini del quinto gruppo forze speciali di Fort Campbell, nel Kentucky, e altri del comando per le operazioni speciali della base dell'Air force di MacDill, in Florida. A Khanabad sono arrivati anche sette elicotteri da combattimento, quattro Chinooks e tre Blackhawk. E lo spiegamento di forze non finisce qui. La prossima settimana più di mille soldati della decima divisione di montagna dell'esercito americano si uniranno ai mille già presenti in Asia centrale. Un'ampia flotta navale, compresi almeno due gruppi di portaerei da guerra rimarranno nella regione. In più, la Kitty Hawk servirà da base mobile per squadre di operazioni speciali o per la fanteria leggera. Una delle questioni ancora da decidere è se colpire o meno (danneggerebbe il popolo afgano...) alcune infrastrutture, come strade, ponti e tunnel per bloccare i talebani. Un obiettivo-chiave delle forze Usa sarà, in ogni caso, impedire ai capi del regime di attaccare gli oppositori dell'Alleanza del nord, che paiono (ma il dubbio è legittimo, visto che è difficilissimo avere notizie "neutrali") già in grado di avanzare gradualmente verso Kabul. Comunque, la missione per ottenere il controllo dell'Afghanistan potrebbe richiedere anche un anno, secondo quanto rivelano le fonti della Difesa. Il lavoro più difficile sarà di certo quello dei commando e delle truppe di terra, le cui missioni contano più su fattori di sorpresa e di mobilità che sulla superiorità tecnologica.