STATI DI POLIZIA
Più potere ai servizi segreti e tribunali speciali: è il Patriot Act contro il terrorismo voluto da Bush. Altri Paesi l'hanno subito "copiato". Ma cresce l'allarme per queste norme: non è che così si minacciano troppo i nostri diritti?
"Vivo a pochi isolati di distanza dal World trade center. A New York siamo ancora in lutto dopo l'11 settembre. Vogliamo arrestare e punire i colpevoli, smantellare la rete dei terroristi e impedire nuovi attentati. Ma le misure adottate dal governo per combattere il terrorismo limitano in modo allarmante la libertà e i diritti civili...". Michael Ratner è un avvocato specializzato nei diritti umani, è vicepresidente del Center for constitutional rights e docente alla Columbia law school. E così scriveva qualche giorno fa sulla newsletter Counter punch, esternando i suoi forti dubbi sulla legittimità del Patriot Act approvato lo scorso 26 ottobre. In pratica, le leggi di Bush contro il terrorismo, che significano concretamente più potere ai servizi segreti e tribunali speciali per gli stranieri. Normative che hanno dato l'esempio a tutto il mondo. Non a caso subito "copiate" da molti paesi. Un durissimo giro di vite che comincia a preoccupare analisti democratici come Ratner, ma anche l'opinione pubblica internazionale più attenta e le organizzazioni che difendono i diritti umani e civili. In prima fila in questa mobilitazione c'è Amnesty international, che nell'anniversario della dichiarazione universale dei diritti umani (celebrata il 10 dicembre), è scesa in campo con un suo appello...
"Attenzione alla deriva liberticida" "Per combattere il terrorismo internazionale, molti governi hanno introdotto nuove misure che minacciano i diritti umani dei loro stessi cittadini, immigrati e rifugiati. Dobbiamo impedire che gli attacchi negli Stati uniti vengano utilizzati come pretesto per ulteriori abusi dei diritti umani..."
Con il Patriot Act, gli investigatori statunitensi potranno sorvegliare la rete senza l'autorizzazione di un giudice. Ecco cosa cambia su internet e perché la nuova legge si è attirata le ire delle associazioni per i diritti civili.
Al tema dei diritti umani nel mondo dopo le stragi dell'11 settembre è dedicato anche un ottimo dossier realizzato e messo online dall'agenzia Testimoni di GeNova, una nuova agenzia d'informazione realizzata da un gruppo redazionale interamente composto da volontari, giornalisti e non, nata all'indomani dei gravi avvenimenti che hanno scosso la città di Genova e segnato le iniziative di protesta contro il vertice del G8. Da qui la scelta del nome "Testimoni di GeNova".