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Sei qui:   Homepage > Società > Speciali> Usa bombardati > 12 settembre 2001
 LA NUOVA GUERRA
Bush junior versione talebanoSTATI DI POLIZIA
Più potere ai servizi segreti e tribunali speciali: è il Patriot Act contro il terrorismo voluto da Bush. Altri Paesi l'hanno subito "copiato". Ma cresce l'allarme per queste norme: non è che così si minacciano troppo i nostri diritti?
Maria Grazia CutuliReporter si muore. Ancora
Dopo la Cutuli, un altro giornalista muore in Afghanistan: è l'ottavo.
Gulbuddin HekmatyarDalla brace alla padella?
Crimini e misfatti dei mujaheddin "signori della guerra".
BioterrorismoAllarme bioterrorismo
Antrace, peste, gas nervino: il mondo vive l'incubo chimico.
Osama flash LadenOsama "flash" Laden
Un'invasione di giochi e cartoon in flash dedicati allo sceicco del terrore.
E inoltre: Oltre il burqa?, La bomba profughi, Ministri allo sbaraglio, L'Italia va alla guerra, Wanted Osama, Foto dal fronte, X-Files: american jihad!, La pace in marcia, Al Jazeera in diretta, La lista di Bush, Viaggiare in pace, Terrorismo a Milano?, Affari sporchi, Parole di guerra, Pakistan a rischio, Una lezione per Silvio?, Borse in guerra, La mappa dei bombardamenti, Il forum, I volti della guerra, Cia X-Files, Un Paese off-limits, Paginatrè speciale, Yahoo! Jihad, Ufo tra le Torri?, I video, Tutte le cronache, Tutte le analisi, Slideshow, Le immagini: attacco agli Usa, Guerra? No, grazie, 70 anni di attentati.

  L'AMERICA IN GINOCCHIO, IL MONDO SOTTO CHOC
Il crollo della seconda Twin Tower THE DAY AFTER

Gli attacchi terroristici contro gli Stati Uniti sono stati un atto di guerra: lo ha oggi detto il presidente americano George W. Bush. Aggiungendo poi: "Gli autori non potranno mai più sentirsi al sicuro. E' una guerra contro la libertà e la democrazia, è una guerra contro un nemico diverso da quelli in precedenza affrontati. Ma la vinceremo". A poco più di un giorno di distanza dal più clamoroso attacco terroristico della storia umana, il presidente Usa mostra i muscoli. E cerca di rassicurare i suoi cittadini. Ma la verità è che l'America ha pagato (e sta pagando) un doppio, terribile tributo alla sua leadership mondiale. Il bilancio definitivo delle morti è ancora impossibile da fare, ma i calcoli, seppure approssimativi, enunciano cifre da ecatombe: tra le 10.000 e le 20.000 vittime, gran parte delle quali schiantate mentre si trovavano all'interno delle Torri Gemelle, collassate su se stesse in drammatica sequenza.
Le fonti ufficiali, che negavano morti al Pentagono, ora ammettono che almeno 800 persone hanno perduto la vita a Washington DC. E poi c'è il contraccolpo sul piano dell'immaginario collettivo, devastato da una variabile storica temuta, esorcizzata a colpi di produzioni hollywoodiane e ora tramutatasi in tragedia collettiva. Le dichiarazioni del sindaco Giuliani (sorpreso in diretta dalla CNN a rilasciare una dichiarazione in contemporanea al crollo della prima torre) danno la misura dello sbigottimento e dell'impotenza che ha còlto l'establishment americano: "E' tremendo: ci sono migliaia di vittime, la gente si buttava dai grattacieli, superstiti sanguinanti si sono dati alla fuga per le strade calpestando anche i neonati, pur di mettersi in salvo. C'è bisogno di sangue, negli ospedali newyorchesi e in quelli del New Jersey". E il silenzio prolungato del presidente Bush, sballottato per ore dall'Air Force One per i cieli d'America, è apparso il segnale più evidente della crisi in cui è precipitata la Superpotenza. La reazione degli States sembrava avere preso corpo all'una del mattino (ora italiana): esplosioni a Kabul, la capitale che protegge e nasconde lo sceicco del terrore Bin Laden. Smentita ufficiale dell'amministrazione Usa, ma gli esperti prevedono a breve una violenta reazione da parte americana. E le ripercussioni sul medioriente sono state immediate: Israele ha evacuato le proprie sedi diplomatiche in tutto il mondo, mentre Arafat ha cancellato il viaggio siriano. Il mondo, lo si voglia o no, è unito sotto lo choc che ha sbigottito la sua componente occidentale e sotto la fitta rete di relazioni sospette che corre dai Paesi arabi fino all'Estremo Oriente. Sarà questione di ore: decidere quali direzioni prendere (l'opzione isolazionista, quella militare o quella delle operazioni coperte) determinerà comunque una svolta nella storia di questo secolo. Una svolta che gronda sangue e immagini satellitari più simili a effetti speciali che alla realtà prosaica di un attentato.

  a cura della Redazione
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   data: 11-24 set 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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