Lui è diventato il prete dei No Global. Il suo superiore, Tarcisio Giovanni Nazzaro, abate di Montevergine, si è arrabbiato e ha deciso di licenziarlo.
Ma come, anche per i dipendenti del Vaticano non c'è più certezza del posto di lavoro? Pare proprio così. Don Vitaliano della Sala, passato agli onori della stampa come il parroco dei contestatori del G8, la tuta nera che si affiancava alle tute bianche per opporsi alla "mcdonaldizzazione del mondo", il prete denunciato dalla digos di Genova per istigazione a delinquere durante gli scontri del G8, non potrà più fare il suo lavoro perché, a detta del suo diretto responsabile, ha tenuto un comportamento gravemente offensivo per la Chiesa cattolica. Tanto offensivo che le istituzioni ecclesiastiche lo hanno invitato a lasciare il posto entro 15 giorni, con l'avvertimento che in caso contrario sarà avviata la procedura di rimozione prevista dal diritto canonico. Un invito non accolto dal diretto interessato che ha ribadito con un secco "sono pronto a fare ricorso".
Intanto la popolazione di Sant'Angelo a Scala (ottocento anime) si organizza e raccoglie in 24 ore trecento firme per tenersi il suo parroco.
La risposta quotidiana di Clarence alla Vita, l'Universo e Tutto Quanto...
Don Vitaliano, prete in quel di Sant'Angelo a Scala, ha 15 giorni di tempo per dire addio ai propri parrocchiani. Definito "prete no global", in testa alle manifestazioni indossa magliette dell'esercito zapatista. Né la stampa (che ne ha fatto un caso), né la Chiesa (che ha un istinto innato nel fiutare e confinare i rompipalle) hanno capito che un prete, oggi, ha il dovere di rompere i coglioni. Don Milani (altra occasione persa per la Chiesa che oggi concede lo zuccherino a migliaia di carampane devote alle finte stigmate di Padre Pio) si riconosceva come un rampollo di famiglia borghese, eppure ne fece una questione di fede, non di politica: 'L'ingiustizia sociale è una bestemmia, e non è cattiva (per me prete) perché danneggia i poveri, ma perché è peccato e offende Dio'. La Chiesa non imparerà mai che è necessario che i preti siano rivoluzionari, perché Cristo, chiunque fosse, lo era. Tanto quanto, se non più, del Che. Per questo, invece che sulle magliette di chi lotta contro l'ingiustizia, è finito sui santini dei vecchi borghesi. Sempre Milani: 'Un prete isolato è inutile, è come farsi una sega. Non serve a niente e Dio non vuole». Morendo in confino, il "signorino" borghese sussurrò: 'Un grande miracolo sta avvenendo in questa stanza: un cammello che passa per la cruna di un ago'. Don Vitaliano viene esiliato 35 anni dopo. Nel frattempo Santa Madre Chiesa ha ritenuto opportuno continuare a premiare e nutrire cammelli troppo grassi per compiere il medesimo miracolo.
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Caro don Vitaliano,
sono un lettore di clarence.com.
Leggendo sui giornali di quello che ti sta accadendo mi sono chiesto: Perché vogliono cacciarti mentre a Milingo spalancano le porte del Vaticano? E Escriva de Balaguer addirittura lo santificheranno?
Visto che hanno deciso di licenziarti in tronco solo perché hai fatto il tuo dovere, speriamo che almeno ti diano la liquidazione...
Beh, questo vuole solo essere un messaggio di solidarietà.
In bocca al lupo
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MA CHI E'?
La vita del parroco
39 anni, prete a Sant'Angelo a Scala (Avellino), don Vitaliano della Sala è considerato un prete antagonista. Già quando era in seminario fu espulso due volte perché aveva preso a cuore in maniera troppo calorosa le istanze dei disoccupati.
E chi fa "carriera"? Da una parte licenziano, dall'altra santificano. Padre Pio ed Escriva de Balaguer saranno proclamati santi. Per il mistico di Pietralcina vada. Ma sul fondatore della potentissima organizzazione Opus Dei qualche dubbio sorge...