"Come tutte le vittime di crimini violenti, violazioni dei diritti umani e abusi, le sofferenze delle vittime, dei sopravvissuti e dei parenti dei defunti pretendono compassione e giustizia. Vi esortiamo a guidare il vostro governo in modo che prenda tutte le precauzioni necessarie al rispetto dei diritti umani nella sua ricerca di giustizia, piuttosto che di vendetta, per le vittime di questo orribile crimine"
(Lettera di Irene Khan, segretaria generale di Amnesty international, al presidente George W. Bush, settembre 2001)
L'Italia è nel mirino di Amnesty international per le torture e i maltrattamenti compiuti nel 2001 dalle forze dell'ordine a Napoli e a Genova ai danni dei no global. Non è la prima volta che l'organizzazione in prima fila dal 1961 per la difesa dei diritti umani si occupa del nostro paese, ma è una novità che lo faccia con tanta preoccupazione: sono infatti ben sei le pagine dedicate all'Italia nel rapporto annuale presentato ieri a Roma. "Mai come quest'anno il nostro rapporto ha testimoniato l'esistenza in Italia di un problema di rispetto dei diritti umani", ha sottolineato Marco Bertotto, presidente della sezione italiana, "siamo preoccupati per l'estensione qualitativa e quantitativa dei fatti che vengono denunciati". Insomma, Amnesty ci cazzia. E lo fa parlando di Napoli e Genova, ma anche di tortura e maltrattamenti in carcere: come direbbero gli esperti, un "combinato disposto" di accuse che fa venire i brividi e che delinea uno scenario per alcuni aspetti davvero sudamericano.
I brividi aumentano se si scorrono le altre pagine (in tutto sono seicento) del rapporto 2002. Sono 152 i paesi dove nel 2001 sono state registrate violazioni dei diritti umani. Si va dalle esecuzioni extragiudiziali (in 47 paesi) ai prigionieri di coscienza (56 paesi); dalle persone arrestate e detenute senza accuse né processi (54 paesi) alla pena capitale (eseguita in 27 paesi, con un uso massiccio soprattutto in Cina, Usa, Iran e Arabia saudita); per finire con 111 paesi denunciati da persone torturate e maltrattate da parte delle forze dell'ordine e da altre "autorità"... Nel mondo post 11 settembre la questione dei diritti umani sembra dunque passata ancora di più in secondo piano rispetto a quella della sicurezza. Ed è nel nome di questa che si sono fatte tante brutte leggi: come il Patriot Act fortemente voluto da Bush junior e approvato lo scorso 26 ottobre e la legge antiterrorismo decisa alla fine del 2001 nell'Inghilterra di Blair.
Le sei pagine
dedicate all'Italia nel rapporto 2002
Più potere ai servizi segreti e tribunali speciali: è il Patriot Act contro il terrorismo voluto da Bush. Altri Paesi l'hanno subito "copiato". Ma cresce l'allarme per queste norme: non è che così si minacciano troppo i nostri diritti?
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