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  LA GUERRA DI SERGIO
Sergio CofferatiE' come nel barbiere di Siviglia, solo che invece di "tutti lo vogliono" qui è "tutti lo cazziano". Sergio Cofferati, segretario generale in scadenza della Cgil, è nel mirino dell'intero mondo politico e sindacale italiano. In questi ultimi giorni è successo infatti che su di lui si sia concentrato un autentico fuoco di fila: i Ds litigano e si dividono su una mozione di appoggio, lasciandolo in sostanza con le spalle scoperte; Cisl e Uil si defilano dalla lotta contro le modifiche all'articolo 18 e si preparano a firmare un Patto per l'Italia con Berlusconi; il governo osserva tutto ciò, gongolando, e carica anche lui a testa bassa contro il leader Cgil, accusandolo delle peggiori nefandezze, compresa quella di indicare con le sue dichiarazioni il ministro del Welfare Maroni come possibile obiettivo di azioni terroristiche. A questo punto, la domanda è più che mai doverosa: perché ce l'hanno tanto con lui? Perché fa così paura?

Partecipa al Forum Cosa ne pensate dell'ipotesi di modifica dell'articolo 18, voluta dagli industriali e portata avanti dal governo Berlusconi? Aumenteranno i posti di lavoro, o soltanto i disoccupati? Discutetene nel Forum che abbiamo aperto per voi nel canale Società di Clarence.

  19 GIUGNO 2002: UNO SCIOPERO PARTICOLARE
Un'icona di Roberto GrassilliIl 20 giugno 2002 rischia di essere una data che passerà dalla cronaca alla storia. Domani accadrà infatti che mentre la Cgil comincerà una nuova ondata di scioperi generali articolati su base regionale, Cisl e Uil potrebbero ritrovarsi a firmare un pomposo Patto per l'Italia con il governo Berlusconi e senza la confederazione guidata (ancora per poco) da Sergio Cofferati. Di questo accordo si sa poco, per il momento solo voci dal sen fuggite annunciano un osceno patto di scambio fra diritti dei lavoratori e risorse da destinare agli ammortizzatori sociali. Materie ostiche da comprendere, che però diventano chiare se le traduciamo così: la Cisl di Pezzotta e la Uil di Angeletti starebbero pensando sul serio di barattare il loro sì a una serie di modifiche allo statuto dei lavoratori (tra cui, l'ormai celeberrimo articolo 18) con promesse future e fumose di soldi per disoccupati e licenziati. E dire che soltanto due mesi fa l'Italia intera si fermò per lo sciopero generale indetto dai sindacati - tutti i sindacati, compresi quelli di destra o filo-governativi - contro la controriforma targata Berlusconi-Confindustria.
La Cgil però tiene botta. Al grido di i diritti non si toccano denuncia la "trappola nella quale non si doveva cadere" e parte con la tornata di mobilitazioni regionali che ha indetto da sola. Si comincia domani da Lombardia e Campania, si finisce l'11 luglio con l'Emilia Romagna. Il tutto in preparazione dello sciopero generale che la confederazione ha già annunciato per ottobre/novembre. Se l'estate s'annuncia calda, figuriamoci come sarà l'autunno...

  PER SAPERNE DI PIU'
  IL SITO UFFICIALE
Il sito ufficiale dello scioperoIl calendario degli scioperi generali, regione per regione. E un po' di materiali che spiegano nel dettaglio perché la Cgil definisce "un grande bluff il grande accordo" proposto dal governo ai sindacati. E' il ricco menù che trovate nella sezione ad hoc del sito della confederazione guidata da Cofferati: l'indirizzo giusto per saperne di più.
  13 MILIONI DI NO
Lo sciopero del 16 aprile 2002Accadeva soltanto due mesi fa: Cgil, Cisl e Uil assieme in piazza contro le modifiche all'articolo 18 e la "controriforma" targata Berlusconi-Confindustria. Uno sciopero generale unitario a cui parteciparono 13 milioni di lavoratori. Anche la redazione di Clarence aderì, realizzando poi lo speciale che qui vi riproponiamo: una foto di gruppo dell'Italia a braccia incrociate.
  COSA VUOL FARE IL GOVERNO DELL'ARTICOLO 18
Il ministro del Welfare, Roberto MaroniMentre la Cgil è scesa in campo con un'altra ondata di scioperi, Cisl e Uil si sono sedute al tavolo con governo e Confindustria e hanno praticamente trovato l'accordo per smantellare l'articolo 18: in pratica accettano di sospendere la tutela al licenziamento per giusta causa in quelle aziende che assumendo nuovi lavoratori supereranno la fatidica soglia dei quindici dipendenti. In cambio, Pezzotta e Angeletti ottengono un piatto di lenticchie: un piccolo aumento dell'indennità di disoccupazione... Ma vediamo nel dettaglio la proposta del governo, che il ministro del Welfare, Roberto Maroni, continua a definire una "sperimentazione temporanea e parziale".

  di Maurizio Pluda
gli stessi argomenti su:  Corriere della Serail Nuovola Repubblica
   data: 19/26 giugno 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

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