IL CORTEO DI MILANO(dal nostro inviato Maurizio Pluda)
"Governo Berlusconi, governo Tambroni"
"Carabinieri e polizia hanno agito benissimo contro una strategia di guerra tesa a impedire lo svolgimento regolare del vertice dei G8". Il ministro degli Interni, Claudio Scajola, è intervenuto lunedì sera in Parlamento e ha rivendicato il massacro di Genova (un morto, un altro manifestante in coma e oltre 600 feriti) come una doverosa opera di ordine pubblico. Noncurante del ridicolo e delle evidenti prove sulla strategia d'attacco usata dalle "forze dell'ordine" verso il pacifico ed enorme corteo di sabato. "Forze dell'ordine" (vale la pena ripeterlo, perché, come dimostra il nostro forum, ancora in molti non si sono resi conto di quello che davvero è successo a Genova venerdì e sabato scorsi) che hanno invece lasciato praticamente indisturbate le famigerate tute nere: quasi a utilizzarle come "utili idioti", per giustificare le cariche contro le manifestazioni pacifiche del movimento anti-globalizzazione. Tanto che le opposizioni in Parlamento non si sono fatte certo convincere dall'incredibile intervento di Scajola e compatte (da Rifondazione all'Ulivo) hanno prima chiesto le dimissioni del ministro e poi presentato una mozione di sfiducia individuale nei suoi confronti.
Ma mentre alla Camera andava in scena il dibattito, fuori dal Palazzo continuava la protesta. Da Milano a Palermo, molti cortei e sit in dimostravano che la volontà, radicalmente antagonista e al tempo stesso non violenta, del movimento non è stata spezzata dalle mazzate di Genova. Noi di Clarence abbiamo seguito il grande corteo di Milano. E martedì si è replicato, con la giornata di manifestazione nazionale indetta dal Genoa social forum nelle principali città italiane, che ha visto scendere nelle diverse piazze (da Trieste a Bari) una quantità incredibile di persone. Per saperne di più, vi basta cliccare sul sito di Indymedia Italia o su quello di Radio Popolare.
Ma mobilitarsi nelle piazze sembra non bastare: il governo infatti prosegue come un caterpillar sulla sua strada. L'ultima trovata arriva dal ministro leghista del Welfare, Roberto Maroni, che vuole cacciare Vittorio Agnoletto (portavoce del Genoa social forum, ma anche presidente della Lega italiana per la lotta all'aids, Lila) dal team di consulenti del suo dicastero sulle tossicodipendenze. Se "l'odiosa ritorsione" (come è stata definita da più parti, dall'Ulivo a Pannella) vi sembra inaccettabile, fate sentire il vostro dissenso firmando l'appello che trovate online su Fuoriluogo.
NO GLOBAL, IL RITORNO
Sembrava scomparso, risucchiato dalle macerie delle torri di New York. Ma ecco che torna alla ribalta. Il popolo no global si è dato appuntamento a Porto Alegre, in Brasile, per il secondo Forum Sociale Mondiale.
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