NO GLOBAL CONTRO IL TERRORISMO(di Alberto Burba e Maurizio Pluda)
Tenere assieme il diavolo con l'acquasanta. E cioè scendere in piazza contro gli attentati negli Usa, senza però aggiungersi al coro dei peana vendicativi che chiedono a gran voce la rappresaglia. In soldoni, dimostrare fisicamente la solidarietà al popolo americano così drammaticamente colpito, ma non smettere di ragionare contro. Contro la guerra, innanzitutto. Ma anche contro le logiche della globalizzazione neoliberista che queste tragedie partoriscono. Insomma, un difficilissimo esercizio di equilibrismo, nel quale prova a destreggiarsi il movimento italiano no global. Si è cominciato ieri con Milano, Roma e Palermo. Si manifesterà invece sabato a Brescia, Firenze, Savona, Torino. Un ricco calendario di appuntamenti, fra i quali Clarence ha scelto di seguire quello milanese. Perché si è tenuto in una città non a caso qualche anno fa definita la "piccola mela" d'Italia per la sua identità fortemente "americana". E poi perché, sabato scorso, nell'assemblea per la costituzione del Social forum locale è stata scritta e votata una dichiarazione sugli attentati negli Stati uniti che è diventata il manifesto pacifista nel quale si è riconosciuto l'intero, costituendo, Social forum italiano.
NO GLOBAL, IL RITORNO
Sembrava scomparso, risucchiato dalle macerie delle torri di New York. Ma ecco che torna alla ribalta. Il popolo no global si è dato appuntamento a Porto Alegre, in Brasile, per il secondo Forum Sociale Mondiale.
Il forum
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