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Uno sciopero necessario

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della redazione
Il 24 ottobre ci sarà lo sciopero generale indetto da Cgil, Cisl e Uil contro quella che il governo chiama riforma del sistema pensionistico. Ma che in realtà sembra configurarsi come una vera e propria controriforma: un ulteriore taglio delle pensioni e un futuro negato alle giovani generazioni; soprattutto, l'assalto al sistema previdenziale pubblico, di carattere generale e universale, per liberare lo spazio per gli affari dei fondi pensionistici privati.
La posta in gioco è dunque alta. Molto. Fa parte di quella offensiva liberista che vuole il lavoro e i lavoratori come semplice merce, come variabile dipendente della sete di profitto. Vogliono negare il diritto a una pensione dignitosa per tutti e tutte, mentre generalizzano la precarizzazione del lavoro e della vita con la legge n. 30 (entrata in vigore a settembre), svendono e privatizzano i servizi e i beni pubblici e l'erosione del potere d'acquisto di salari e pensioni sta producendo nuovi poveri.
C'è, insomma, una nuova questione sociale all'ordine del giorno. Tanto che se ne sono accorte pure Cgil, Cisl e Uil, che di fronte a cotanto scempio sono riuscite addirittura a uscire dalle secche delle divisioni di questi ultimi mesi. Lo sciopero generale del 24 ottobre diventa così il primo appuntamento unitario di un calendario di lotte da autunno caldo: se il governo non ritirerà la delega sulle pensioni, ci sarà una grande manifestazione nazionale a Roma verso fine novembre (il 22 o il 29) e, a dicembre, un altro sciopero generale, questa volta di otto ore.
E il governo, cosa fa? Per il momento sta alla finestra. Anche se Maroni, il ministro del Welfare, prepara il terreno per un'onorevole ritirata: "Spazio per il dialogo con le parti sociali c'è, vedremo se ci sarà la volontà di discutere dall'altra parte, per ora ho sentito soltanto dei no e nessuna proposta alternativa". A nome dei sindacati gli risponde a stretto giro di posta Pezzotta, segretario generale della Cisl: "Adesso facciamo lo sciopero, poi - se il governo cambia la sua proposta - si può discutere. Comunque è lui che deve cambiare, non noi. Il sindacato le controproposte le aveva fatte e non ha ricevuto alcuna risposta". Per ora, quindi, la parola passa alla piazza.


Per saperne di più sullo sciopero e sulle controproposte dei sindacati:
Dal sito della Cgil
Dal sito della Cisl
Dal sito della Uil

Inviato da Maurizio Pluda , Mercoledì 22 Ottobre 2003 | Commenti (1184)
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