Estremi, estivi, emozionanti: il successo degli e-sport sembra inarrestabile. Nessuno si stupisce più se anche il tranquillo padre di famiglia invece del tradizionale week-end al mare nel tempo libero preferisce tuffarsi giù da un ponte con l'elastico, scendere in gommone tra le rapide, lanciarsi da una rupe con il parapendio. La voglia di mettersi alla prova, di sensazioni forti, di spezzare il cerchio della routine e di avere una impresa da raccontare spinge giovani e meno giovani nel territorio degli sport estremi, dove (si dice) scorrono fiumi di adrenalina e la paura prende allo stomaco. Ma è veramente rischioso cimentarsi con l'arrampicata sportiva, il parapendio, il rafting e tutti gli sport da Rambo? Molto meno di quanto si pensi. Gli standard di sicurezza di attrezzatura e materiali sono molto alti, guide e istruttori specializzati prendono per mano il neofita e lo accompagnano in queste avventure che, anche se anche danno brividi intensi, hanno il lieto fine garantito. A patto di fare le cose con la testa, non improvvisare e affidarsi a chi è già esperto. In condizioni di rischio controllato è possibile mettersi alla prova, esplorare i propri limiti, ricavare una giusta dose di "strizza", fare belle fotografie e tornare a casa per ora di cena. Le imprese no-limits, senza rete, dove si rischia la pellaccia spesso sotto l'occhio complice della telecamera sono roba per professionisti, gente allenata e pagata per quello. Noi comuni mortali possiamo divertirci anche con meno.