Al di là delle più o meno plausibili spiegazioni di carattere psicologico (ritorno alle origini, alle condizioni di vita prenatale, all'elemento più essenziale per la vita) chi non ha mai provato la curiosità, l'impulso e il timore di scendere nel blu, nelle profondità marine e esplorare questa dimensione di quiete e armonia, formicolante in realtà di vita e colori? La sola cosa che non dovete fare, se vi prende la tentazione, è affrontare questa esperienza alla leggera, magari affidandosi agli insegnamenti sommari di qualche amico che vi presta l'attrezzatura. L'inevitabile consiglio di seguire un buon corso vale ancor di più per l'attività subacquea che richiede un notevole bagaglio di conoscenze teorico-pratiche per districarsi tra tabelle, tempi di decompressione e sigle mosteriose come A.R.A, GAV, MDD.
Esistono fondamentalmente due modi per frequentare un corso subacqueo: in città o direttamente al mare, approfittando di un periodo di vacanza. In città ci sono apposite scuole che li organizzano: le esercitazioni pratiche si svolgono in piscina, sempre in orari serali, seguono poi le immersioni in mare nei fine settimana. La durata di questo tipo di corsi è di circa due/tre mesi con frequenza bisettimanale. Il secondo modo per effettuare un corso è quello di farlo direttamente al mare: ad organizzarlo, questa volta sono i diving, centri specializzati in corsi subacquei ed immersioni. La durata è solitamente di una settimana con un impegno che di solito si aggira sulle 4/5 ore al giorno.
Alla fine di ogni corso viene rilasciato un brevetto con validità internazionale che attesta la preparazione del subacqueo per immersioni di un certo livello. Il brevetto è molto importante perché, anche se non esiste una vera e propria legislazione per quel che riguarda le immersioni, nessun diving o scuola permette a chi è sprovvisto di brevetto di partecipare alle immersioni, frequentare i corsi successivi o affittare l'attrezzatura. Il primo livello premette di scendere fino a una ventina di metri, che è gia un bel vedere. Oltre la dimensione della subacquea ricreativa si aprono le porte della subacquea tecnica che significa grandi profondità (oltre i 50 m), immersioni in grotte, sifoni e relitti. Ma se a questo continuate preferire un giretto tra gli scogli con maschera e pinne, non sapremmo darvi torto.