Maradona è meglio 'e Pelé? Per i napoletani, ma non solo, il dubbio non sussiste. Nel referendum via Internet promosso dalla FIFA nel 2000 per eleggere il miglior giocatore del secolo Diego Armando stravinse; poi una giuria di "esperti" ha provveduto a sistemare le cose assegnando il premio a Pelé, molto più presentabile e allineato. Un drogato, amico di Fidel Castro non è esattamente l'invitato più gradito a questo genere di galà. Cosa abbia combinato Maradona fuori dal campo è noto: il giudizio su di lui come uomo può essere severo o pietoso a seconda di come ognuno la pensi. Ma quello che ha fatto quel nanerottolo col numero 10 in maglietta e pantaloncini mette i brividi addosso. Se prima di lui il calcio era retto da una sorta di geometria euclidea della tecnica e delle traiettorie, con Maradona si è passati alla geometria iperbolica o ellittica; per lui i postulati normali del gioco non valevano più. Era capace di cose impossibili, esagerate: segnare di mano (la famosa "mano di Dio" che punisce l'Inghilterra) e poi cinque minuiti dopo dribblare mezza squadra inglese e depositare il pallone in porta, scavalcare il portiere con un pallonetto da metà campo o con un colpo di testa da 25 metri. Il suo piede sinistro era una pura estensione della mente: pensava una cosa e la faceva. Da qualunque posizione, in qualunque momento anche quando era spompato o intorpidito dalle nottate a base di "femmine e coca", poteva tirare fuori dal cilindro un numero pazzesco, un miracolo balistico da far sciogliere il sangue non solo a San Gennaro ma a tutta la popolazione del golfo di Napoli.
Gentile redazione di Clarence,
La compilation delle azioni più belle di Maradona mi sembra non possa essere assolutamente considerata completa senza l'inserimento di quell'autentico capolavoro, di quel gesto che racchiude tutta la bellezza e poesia del calcio che voglio qui sotto sottoporre alla vosta attenzione.