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Sei qui: Clarence > Sport > Champions league 2002-2003 > Contro la Juve |
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C'era un signore a un incrocio con a fianco un cane, si è avvicinato un altro signore e gli ha chiesto se il suo cane mordeva. Il primo signore ha risposto di no e allora il secondo signore (questa è bella ma è un pò lunga) ha accarezzato il cane che lo ha subito morsicato. Allora il secondo signore ha protestato con il primo signore: "ma come, mi ha detto che il suo cane non mordeva..." il primo signore gli ha risposto: "è vero solo che questo non è il mio cane".
(Fichi d'India) |
L'ARCHIVIO DI CLARENCE CEMPIONS LIG
IL TURNO PRELIMINARE (agosto 2002)
IL PRIMO TURNO: la prima giornata (17-18 settembre 2002); la seconda giornata (24-25 settembre 2002); la terza giornata (1-2 ottobre 2002); la quarta giornata (22-23 ottobre 2002); la quinta giornata (29-30 ottobre 2002); l'ultima giornata (12-13 novembre 2002) IL SECONDO TURNO: il sorteggio (15 novembre 2002); la prima giornata (26-27 novembre 2002); la seconda giornata (10-11 dicembre 2002); la terza giornata (18-19 febbraio 2003); la quarta giornata (25-26 febbraio 2003); la quinta giornata (11-12 marzo 2003); l'ultima giornata e il sorteggio per i quarti (26 marzo 2003) I QUARTI DI FINALE: l'andata (8-9 aprile 2003); il ritorno (22-23 aprile 2003) LE SEMIFINALI: l'andata (6-7 maggio 2003); il ritorno (13-14 maggio 2003) Contro la Juve
Clamoroso a Clarence! Uno juventino prega perché Giraudo, Moggi e Bettega la prendano in quel posto!
![]() di Giuseppe Genna
Tifo Juventus e, da anni, sono umiliato. Permettete che mi sfoghi, amici. Permettete che pratichi questo voodoo verbale contro la squadra che fu di Brady, Platini, Boniek e - sì! - anche Maifredi. Una squadra che oggi è invece di Giraudo, Moggi, Bettega - una trimurti che vince e avvilisce, tre portasfiga di successo ma disumani, cloni della gloria che fu zebrata e che oggi, al massimo, di zebrato, sembra avere la divisa carceraria. Questa trinità esteticamente brutta, raggelante e lividissima ha rubato quel che poteva rubare, licenziato senza gratitudine, vinto sempre col dubbio, arricchito la cassaforte della famiglia italiana più devastante del nostro Paese. Permettete che io speri che la Juventus esca sconfitta, umiliata, irrisa e offesa da questa sfida con la squadra del Nano. Il che comporta che, se fossi milanista, piuttosto che dare una soddisfazione al Nano, tiferei contro. Essere juventino, da quando la trimurti ha preso il timone della squadra, è tanto bello quanto andare come imputato al processo Sme: ce l'hai fatta a portarti a casa quel che volevi, ma i danni di immagine e i sensi di colpa - ammesso che tu abbia la capacità di provarne - sono immensi. Così sono stato costretto ad abbandonare ogni velleità di fare lo hooligan. Ho imparato ad adottare un comportamento mimetico rispetto ai sospetti legittimi dei tifosi avversari: sembro uno di loro. Nel corso di questi ultimi nove anni, ho finito per assistere, causa imbarazzi allucinanti provocatimi da Moggigiraudobettega, più a partite dell'Inter che della Juventus. Sono ormai un perfetto scettico illuminista che, avendo imparato a temperare gli entusiasmi, è stato sopraffatto dalla lezione - e di entusiasmi non ne prova più. Siccome la stessa cosa mi succede con l'amore, finisco per sospettare - questa è tutta una storia di sospetti - che la colpa non sia di Giraudo. La Juventus nolente o dolente che ho amato aveva vinto una storica Coppa Uefa a Bilbao, nel '77, conducendo in porto un match che avrebbe fatto provare emozioni umane perfino a Marcello Dell'Utri: l'epico trapattonismo ha contratto debiti con le coronarie di migliaia di tifosi bianconeri. C'era Bettega, insieme a Boninsegna (nella foto), a fare da punta a quella Juve - chiaramente un Bettega precedente alla terapia genica che l'ha trasformato nell'attuale macchina da soldi, inanimata maleducata e perniciosa. Era tutto bellissimo, allora: Benetti era come Davids, soltanto che apparteneva alla specie umana; Causio era come Zambrotta ma, a differenza di quest'ultimo stantuffo, dribblava e avrebbe vinto una Coppa del Mondo; Zoff era come Zoff; Trapattoni no, era il contrario di Zoff. A questa Juve composta da operai e fuoriclasse, sarebbe subentrata una Juve di fuoriclasse e basta: sarebbe stata l'era di Platini e Boniek, dopo gli algori geometrici di Liam Brady. E anche lì si sarebbe vinto con i "se", con i "ma" e con la pena nel cuore: l'apice fu l'Heysel, ho detto tutto.Poi, di colpo, l'invasione degli ultracorpi. Gianluca Vialli raggiunge la massa muscolare di una scottona, Alessandro Del Piero inizia a sprizzare gocce di sudore e nandrolone, tutti corrono all'impazzata, corrono tantissimo, non si capisce più un cazzo. Viene convocato, per allenare una specie di esercito dei cloni, l'archetipo della saccenza e della protervia: Marcello Lippi. Costui vince ben al di sopra dei propri meriti e ben al di sotto delle percentuali di steroidi che fa inoculare da un pool di medici che si mangerebbe quelli di ER a colazione. Vince tantissimo, Lippi, ma perde anche tantissimo. Perde, per esempio, due finali consecutive di Champions League, perché entrambe le volte schiera un giocatore che si inscrive in una gloriosa tradizione juventina, quella dei brocchi arrivati inesplicabilmente alla corte di Agnelli: dopo Marchetti, Storgato, Dario Bonetti e Galia, è il prognatismo di Porrini (nella foto) a risultare fatale alla Juve in ben due - dico: due - finali consecutive. Nel frattempo, uno tentava di rianimarsi mediante rievocazioni di altissimi momenti appartenenti al passato: la Juve di Sivori e Charles, la Juve di Haller, la Juve di Maifredi - quest'ultima essendo un esempio irripetibile di scialo umano, gratuità dell'idiozia, inefficienza scientifica, ricca di talenti veraci quali Luppi, Bonetti e De Marchi, svettando al centro della difesa il metafisico fancazzismo di Julio Cesar. Ma almeno quella era una Juventus umana! Si prendevano quattro gol dal Napoli, era bellissimo perdere così, sentirsi per una volta nella vita degli interisti! Macché, la dirigenza ha desiderato e realizzato la svolta. Al giorno d'oggi, tifare Juventus è esaltante come essere sostenitori e consumatori dei prodotti Kraft o Nestlé: capirai che bello, capirai che etico, capirai che roba buona da mangiare. Ci si vergogna, ecco tutto. Per questo spero che stasera i carcerati tornino a essere zebre. Spero che la Juventus perda, perché il mio sogno è procurare un prolasso anale alla gente che la pensa come Giraudo e Moggi e Bettega. (28 maggio 2003)
Finalissima online: la sfida virtuale
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