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Le pagelle Juve
BUFFON: 7.5
Fa bene il suo dovere, con un miracolo su Inzaghi nel primo tempo e ben due rigori parati. Ma non basta. Della serie: lui c'era, molti altri suoi compagni no.
THURAM: 6
Senza infamia e senza lode. Supertempestivo un intervento nel finale del secondo tempo supplementare, spinge però poco sulla sua fascia di competenza.
TUDOR: 5.5
S'infortuna ed esce dopo soli 43 minuti. Non è però che fino ad allora avesse fatto grandi cose: schierarlo al centro della difesa è stata la prima mossa sbagliata di Lippi.
FERRARA: 6.5
Nonno Ciro smentisce per l'ennesima volta la sua carta d'identità: non è di sicuro lui il vecchietto da pensionare della difesa juventina.
MONTERO: 5
Va sulla fascia sinistra a fare il terzino e Shevchenko gli fa fare una figura da pollo. Poi s'infortuna Tudor e l'uruguaiano torna al suo ruolo di centrale. Il voto è la media statistica fra il 4 da terzino e il 6 da centrale.
CAMORANESI: 4
Avrebbe dovuto sostituire lo squalificato Nedved. Avrebbe..., perché in campo s'è visto solo un argentino triste, solitario y final. E' la seconda mossa sbagliata di Lippi, quella più grave.
TACCHINARDI: 5.5
Si sbatte, ma non s'accende. Il centrocampo rossonero lo prende in mezzo e gli fa fare un umiliante torello, non è però tutta colpa sua.
DAVIDS: 6
Edgar settepolmoni corre come sempre, cala nel secondo tempo e poi esce per uno stiramento.
ZAMBROTTA: 6.5
Ecco uno che ha fatto quello che i tifosi s'aspettavano da lui: grazie a un'ottima condizione fisica pressa, spinge, recupera. Peccato che il talento non sia pari alla sua capacità di corsa.
DEL PIERO: 5.5
Le finali proprio non gli si addicono. Da segnalare solo per un'incursione alla fine del primo tempo, che costringe Dida all'unica parata, e per il rigore segnato. Per il resto, nisba.
TREZEGUET: non pervenuto
Siamo sicuri che fosse in campo? Al posto del puntero con la maglia bianconera numero 17 sembrava esserci un fantasma: impalpabile.
BIRINDELLI: 6
Entra al posto dell'infortunato Tudor al 43' del primo tempo. Non fa robe speciali, ma rimette in ordine la difesa bianconera, permettendo a Montero di tornare al centro.
CONTE: 6
Paradossale: sostituisce l'inguardabile Camoranesi nel secondo tempo per dare sostanza al centrocampo e diventa lui la punta più pericolosa. Peccato per la Juve che quello non sia proprio il suo ruolo. Centra però la traversa con una colpo di testa tirato fuori da chissà quale cilindro.
ZALAYETA: 5.5
Il panterone stavolta non azzanna. E' comunque meglio di pippa Trezeguet.
LIPPI: 5
Io lo dico da tempo: non è un grande allenatore, è la Juve a farlo grande. Perché il bel Marcello commette errori sesquipedali. E perde l'ennesima cempions.
L'ARBITRO MERK: 6
L'epìtome del buon arbitro: si vede il giusto, senza voler fare il fenomeno.
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Le pagelle Milan
DIDA: 8
L'eroe della serata, con tre rigori su cinque parati. Nei precedenti 120 minuti della partita resta però inoperoso: la Juve gli fa solo il solletico con una puntatina di Del Piero.
COSTACURTA: 6
Il polpaccio dolente, l'età e una stagione massacrante: ma nonno Billy (come il suo omologo Ferrara) dimostra che per alcuni il tempo non sembra passare. Certo, è aiutato dall'inconsistente attacco juventino.
NESTA: 7
Come sempre, uno dei migliori. E segna pure un rigore per lui storico.
MALDINI: 7
Di padre in figlio: da Cesare a Paolo, quarant'anni di coppe che brillano nella bacheca rossonera. Cosa si può volere di più dalla vita?
KALADZE: 6
Anche per lui, una serata di tensioni, ma di poco lavoro.
GATTUSO: 7
E' il centrocampo rossonero. Gli altri danno qualità al rombo preparato da Ancelotti, lui ci mette tutta la quantità. Fosse anche una persona migliore, potrebbe diventare il nuovo simbolo del calcio italiano.
PIRLO: 6.5
Il calimero è diventato definitivamente un cigno. Dopo anni di etichetta da incompiuto, chiude con una buona partita la stagione che lo consacra regista arretrato ed erede ufficiale del mitico Albertini.
RUI COSTA: 6
Un match discreto, fotografia esatta di tutta la sua stagione. Si muove, propone, tenta, ma non gli riesce mai il colpo di genio. Il Manuel in viola era tutta un'altra cosa.
SEEDORF: 6
La cosa più bella è il bacio finale alla sua terza coppacampioni vinta con tre squadre diverse (è record). Per il resto, buone intuizioni e lunghe pause. Con un errore che poteva costare caro.
INZAGHI: 6
Un solo acuto: un colpo di testa a botta sicura nel primo tempo, ma il miracolo di Buffon gli impedisce di coronare il sogno dello storico gol dell'ex. Poi, un gran frullare di nulla.
SHEVCHENKO: 7.5
Imperversa sulle fasce, fa impazzire Montero e preoccupa Thuram. Segna un gol che viene annullato per fuorigioco (attivo o passivo?) di Rui Costa, realizza il rigore decisivo. Era il suo mondiale, si gioca alla grande tutte le sue carte.
ROQUE JUNIOR: 6
Entra al 20' del secondo tempo per Costacurta. E' brasiliano, è campione del mondo, ma fa il terzino: il che per un brasiliano significa non essere poi un granché (sempre che non ci si chiami Roberto Carlos o Cafù). Tra l'altro si infortuna nel primo tempo supplementare e deve restare in campo perché Ancelotti ha finito i cambi.
SERGINHO: 6
Sostituisce l'esaurito Pirlo al 25' della ripresa. Il Concorde va sulla sua fascia di competenza, prova a decollare, ma senza veri voli pindarici. Segna però il rigore che apre la serie finale (e vincente) dei milanisti.
AMBROSINI: 6
Rileva Rui Costa alla fine dei tempi regolamentari. Deve rinforzare il centrocampo, finisce per fare il terzino per ovviare all'infortunio di Roque Junior. Duttile e utile.
ANCELOTTI: 7
L'ennesima conferma che il Carletto è un ottimo allenatore. Alla faccia di chi lo contestava come maiale e perdente quando era a Torino. Non c'è che dire, si prende la sua bella rivincita.
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