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E' difficile scrivere di me stessa e dire chi o cosa sono. Mi piace di più raccontarlo, è un esercizio che mi eccita sotto ogni punto di vista. Però capisco anche che bisogna dare qualche coordinata in più, per fare capire chi sono: questo mi imbarazza, però ho capito anche che l'imbarazzo mi eccita. Quindi, ecco chi sono.
Ho 32 anni. Il mio segno zodiacale sono i Gemelli, non mi intendo particolarmente di astrologia ma so che è un segno ambiguo, dove si riconoscono una componente maschile e una femminile, e questa mi sembra già un'ottima definizione di quello che ho scoperto di essere. Sono nata in provincia di Milano e adesso vivo proprio a Milano. Ho fatto degli studi professionali e ho sempre lavorato nell'amministrazione di varie aziende. Mi sono sposata, non ho avuto figli e mi sono separata. Questa separazione - che è stata molto sofferta - mi ha segnalato un mio disagio, nei confronti del rapporto che ho sempre avuto con gli uomini e con il sesso. E' stato dopo la separazione che ho iniziato a conoscere più da vicino le fantasie che ho raccontato del "Diario". Anche grazie a una mia amica, Manu, ho realizzato quelle che pensavo che fossero fantasie "proibite", scoprendo che non erano affatto proibite e che se c'era qualcuno a proibirle, quella ero io.
Potrei definirmi bisex, anche se non si tratta di una definizione precisa. Ci sono momenti in cui sono esclusivamente etero, altri in cui sono lesbica. Dipende dai momenti e dalle situazioni. Ci tengo a dire che la cosa che mi fa più orrore, ogni volta che parlo di sesso o lo sperimento, è la volgarità. Mi piace moltissimo la raffinatezza e anche il momento in cui la raffinatezza viene stracciata. Ho una sessualità fisica e cerebrale, senza pendere da una o dall'altra parte. Considero importante realizzare il desiderio: accarezzarlo, sapere farlo crescere ed esplodere.
Non mi piace vendere o svendere le mie fantasie. Ho ricevuto due proposte di pubblicare il "Diario", da due importanti editori che hanno contattato Clarence. Ho rifiutato, perché un conto è pubblicare le mie esperienze in Rete, con la possibilità di sentire cosa ne pensano altre persone e, al limite, cambiandolo a seconda dei suggerimenti e delle proposte che arrivano via mail. Un altro conto, invece, è mettermi a nudo in un libro: non so, mi sembra una cosa fredda e statica, cioè esattamente quello che ho smesso di ricercare nella vita. Però non escludo che, se la cosa dovesse anche soltanto per un attimo risvegliare quella sensazione di incertezza e di "confine" che adoro, potrei anche accettare quelle proposte: una delle esperienze che continua ad affascinarmi è proprio essere nuda davanti agli occhi di sconosciuti, essere toccata e letta da chi non conosco. Prendete così il "Diario": è un'occasione che mi sono procurata di essere "toccata" da persone che non conosco.